Esclusiva: i 6 trend che guideranno la prossima bull run delle criptovalute. Clicca e fatti trovare pronto!

Quali trend guideranno la prossima bullrun delle criptovalute: sei tendenze da tenere d’occhio per farsi trovare pronti. Da non perdere!

Anche tu stai aspettando la prossima bullrun delle criptovalute? Dai un’occhiata a queste potenziali tendenze per diversificare il tuo portafoglio, e salva questo articolo tra i preferiti!

Come molti altri investitori in criptovalute, anche tu avrai sicuramente tentato di prevedere la prossima grande tendenza o settore che prenderà d’assalto il mercato. Probabilmente hai anche scoperto che farlo è più facile a dirsi che a farsi, dato quanto può essere contorto, imprevedibile e a volte irrazionale il settore della blockchain e delle criptovalute.

trend criptovalute
Adobe Stock

Detto questo, i primi ad adottare le tecnologie di ultima generazione tendono ad essere quelli che ne traggono il massimo vantaggio, anche se dovranno sopportare anche i rischi che derivano da un potenziale errore.

I semi dell’ondata successiva di prodotti visionari ed innovativi, vengono generalmente seminati nei mesi o negli anni precedenti una corsa al rialzo, ovvero durante un mercato ribassista come questo. Oggi si costruisce, domani si gode. Con questo in mente, ci sono già alcune forti indicazioni su cosa aspettarsi nei prossimi anni.

Quindi in questo articolo approfondiremo sei possibili settori che potrebbero definire e guidare il prossimo ciclo rialzista. Immergiamoci.

Quali trend guideranno la prossima bullrun delle criptovalute: #1. Interoperabilità e tecnologie cross-chain

Le piattaforme blockchain funzionano in genere come un silo chiuso. Cioè, una blockchain non può scambiare informazioni con un’altra in modo semplice o sicuro senza fare affidamento su protocolli e bridge di comunicazione cross-chain.

Nel 2021, l’interoperabilità cross-chain è stata in gran parte limitata al livello degli asset. I bridge consentono agli utenti di bloccare asset su una blockchain e coniare su un’altra. I protocolli di wrapping creano token collateralizzati di asset detenuti su altre chain. Grazie a queste piattaforme, gli utenti ora possono spostare il valore tra blockchain a proprio piacimento.

Ma oggi queste soluzioni sono imperfette. I bridge e i protocolli di wrapping sono spesso troppo centralizzati. Alcuni dei più grandi hack di tutti i tempi si sono verificati proprio in corrispondenza dei bridge. Ricordiamo tra questi il recente hack Wormhole da 320 milioni di dollari, Ronin bridge da 625 milioni di dollari e Harmony Bridge da 100 milioni di dollari.

I bridge sono probabilmente l’anello più debole nello spazio blockchain in questo momento. Pertanto potrebbero perdere consensi nella prossima bull run. Sviluppatori e utenti possono scegliere di costruire e utilizzare dati arbitrari cross-chain e protocolli di trasferimento di token. Due di questi hanno già guadagnato molta popolarità nell’ultimo anno: Polkadot e Cosmos.

Polkadot consente a diverse blockchain sovrane di scambiare dati e valori in modo sicuro attraverso una rete di parachain, parathread e bridge. L’Inter-Blockchain Communication Protocol (IBC) di Cosmos invece consente ai contratti intelligenti di comunicare attraverso le blockchain dell’ecosistema Cosmos, senza sacrificare la sicurezza.

Questi sistemi – così come una serie di altri cosiddetti layer 0 – aiuteranno a rendere le cose più semplici nello spazio blockchain. Produrranno un ecosistema più sinergico. Aiuteranno anche ad alimentare la prima ondata di DEX atomic swap cross-chain, metaversi interoperabili e strumenti sintetici cross-chain. Per non parlare della serie di nuovi casi d’uso che non sono stati ancora immaginati.

#2. Il Metaverso

Il metaverso è stato senza dubbio una delle tendenze principali nel 2021 e all’inizio del 2022. Non è ancora passata una settimana senza che un nuovo importante annuncio basato sul metaverso facesse notizia.

Si tratta di un mondo digitale basato su blockchain accessibile a chiunque, in cui è possibile costruire e monetizzare asset da qualsiasi luogo nel mondo. Per questi motivi i metaversi sono pronti a sbloccare una serie di nuove opportunità di lavoro, gioco e socializzazione.

La prima generazione di metaversi basati su blockchain è già in funzione. Questi includono piattaforme del calibro di The Sandbox e Decentraland. Entrambi forniscono agli utenti un terreno virtuale che possono utilizzare per creare i propri prodotti, servizi ed esperienze.

Ma mentre questi metaversi di prima generazione consentono agli utenti di monetizzare i propri contenuti, prendere parte a nuove esperienze e comunicare con altri utenti in tempo reale, non sono stati in grado di raggiungere l’adozione che ci si aspetterebbe da un mezzo così creativo. In effetti – al culmine della loro popolarità – sia The Sandbox che Decentraland avevano solo 300.000 utenti attivi mensili ciascuno.

Per mettere questo numero in prospettiva, le piattaforme “metaverse” centralizzate come Roblox e Fortnite hanno 50 milioni e 80,4 milioni di utenti attivi su base mensile. Come tale, è chiaro che c’è ancora ampio spazio di crescita.

L’ingresso dei giganti nel settore Metaverse

Data l’enorme quantità di attenzione che ha ricevuto, i finanziamenti ed il coinvolgimento istituzionale, è probabile che nei prossimi anni appariranno piattaforme metaverse sempre più complete, alcune delle quali probabilmente raggiungeranno un’adozione significativa.

In effetti, sono già in fase di sviluppo diverse piattaforme importanti. Tra queste citiamo XANA, un metaverso basato sulla sidechain di Ethereum – interoperabile su tutte le principali blockchain – con licenze per oltre 100 importanti marchi di anime/manga e una partnership con il governo giapponese.

Sappiamo anche che l’imminente metaverso social di Meta (ex Facebook) consentirà alle persone di lavorare, socializzare e giocare in una varietà di spazi virtuali. Il gigante tech ha recentemente dichiarato che intende passare da una società di social media, ad una basata sul metaverso entro cinque anni. Per non parlare dei metaversi imminenti di grandi nomi come Bored Ape Yacht Club, Bit Country, Pax World, Bloktopia e altri.

Quali trend guideranno la prossima bullrun delle criptovalute: #3. Rollup e altre tecnologie layer 2

La scalabilità è una delle sfide più ardue che lo spazio blockchain deve affrontare. Molte blockchain layer 1 puntano a raggiungere livelli di throughput simili a VISA (>1.700 transazioni al secondo) utilizzando una varietà di metodi, ma pochi ci sono riusciti senza compromettere decentralizzazione o sicurezza.

Il più semplice di questi metodi è aumentare il numero di transazioni che possono rientrare in ciascun blocco, ad esempio aumentando la dimensione del blocco (ad es. Bitcoin Cash) o ottimizzando la dimensione della transazione (ad es. SegWit), o semplicemente aumentando il tempo di produzione del blocco (ad es. Tempo di produzione blocco di 3 secondi di BNB Chain).

Ma tutte queste che abbiamo nominato rischiano essere considerate solo misure temporanee, poiché blocchi di grandi dimensioni possono rendere più costosa l’esecuzione di un nodo completo e possono portare a blocchi vuoti. Inoltre le transazioni non possono essere ottimizzate all’infinito, mentre un tempo di produzione blocco più basso può essere meno sicuro e meno efficiente.

Tecnologie come optimistic rollup e zk-rollup sono state a lungo considerate una soluzione valida a questa sfida, poiché consentono un throughput delle transazioni notevolmente più alto, oltre che funzionalità potenzialmente migliorate, senza i soliti svantaggi di una maggiore centralizzazione o di una sicurezza ridotta.

I principali Layer 2

In questo momento, ci sono tre pretendenti principali nella gara dei layer 2: Optimism, Arbitrum e ZKsync. Ognuno di questi può essere utilizzato per migliorare le capacità della blockchain di Ethereum – principalmente la sua scalabilità ed efficienza in termini di costi – e utilizzare la blockchain layer 1 per mantenere la sicurezza.

I layer 2 in sostanza possono essere utilizzati per aumentare la funzionalità di una blockchain layer 1 sottostante. Ad esempio, possono essere utilizzati per migliorare le sue capacità di smart contract, consentendo alla blockchain sottostante di supportare applicazioni DeFi, come i layer 2 di Bitcoin Portal DeFi e RSK. Tutto ciò potrebbe aiutare ad aumentare l’utilità e l’adozione delle blockchain più vecchie per portarle in linea con le piattaforme di ultima generazione.

Alcuni vedono i layer 2 come una complicazione non necessaria, e preferiscono che i miglioramenti vengano implementati direttamente sul livello di base. Ma la loro utilità, almeno a breve termine, non può essere trascurata.

#4. DeFi potenziata e primitive finanziarie

La finanza decentralizzata (DeFi) è stata, senza dubbio, una delle tendenze determinanti della precedente bull run. C’è stata più innovazione nello spazio DeFi negli ultimi due anni, rispetto ai dieci precedenti.

Oggi esistono centinaia di piattaforme DeFi valide in funzione, distribuite su più di una decina di piattaforme di smart contract. Queste hanno contribuito ad aumentare notevolmente l’utilità delle loro risorse native e di conseguenza il proprio token, aumentando significativamente la domanda nel settore e puntando i riflettori sulle applicazioni finanziarie della tecnologia blockchain.

Grazie all’avvento e all’adozione di decine di piattaforme DeFi di successo, gli utenti che investono in criptovalute possono ora accedere a una serie di nuovi casi d’uso per i loro asset, inclusi trading decentralizzato e pool di liquidità (tramite DEX), yield farm, prestiti collateralizzati, mining di attività sintetiche, governance on-chain e gestione della tesoreria, derivati ​​decentralizzati e molto altro.

Al culmine della popolarità della DeFi, il valore totale bloccato (TVL) nell’intero ecosistema DeFi ha raggiunto l’incredibile cifra di 251,56 miliardi di dollari, che era quasi il 10% della capitalizzazione di mercato totale di tutte le criptovalute all’epoca. Inoltre, negli ultimi due anni è salita alla ribalta una vasta gamma di potenti piattaforme di smart contract, tra cui BNB Chain, Solana, Polygon e Avalanche: la DeFi ha indubbiamente catalizzato gran parte del loro successo.

Lontana dalla DeFi goffa e lenta del passato, la DeFi moderna è ora accessibile, facile da usare e generalmente sicura. In effetti, piattaforme come Uniswap, PancakeSwap, Aave, Compound, Yearn Finance possono ora essere considerate in qualche modo adatte ai principianti, nonostante i complicati contratti intelligenti che le alimentano in background.

Tuttavia, la quantità di innovazione nello spazio DeFi – combinata con le capacità della tecnologia blockchain sottostante – indica che la prossima generazione di piattaforme DeFi aiuterà a fornire ancora più valore agli utenti. Ciò potrebbe includere protocolli di prestito senza autorizzazione, azioni sintetiche e piattaforme di trading di materie prime, hedge fund algoritmici decentralizzati e altro ancora.

Quali trend guideranno la prossima bullrun delle criptovalute: #5. X-to-Earn sostenibile

Il termine “play-to-earn” è stato coniato nel 2021 dalla società di sviluppo di Axie Infinity Sky Mavis. Descrive un nuovo modello economico basato su blockchain che consente ai giocatori di guadagnare premi in criptovaluta semplicemente giocando.

Il modello si è rivelato incredibilmente popolare, e ha generato un vero e proprio mercato, che ora include centinaia di titoli di gioco. Ha anche catalizzato l’espansione dello spazio x-to-earn, che ha visto gli utenti premiati in token di criptovaluta per il completamento di varie attività, tra cui l’esercizio fisico (move-to-earn), il voto (partecipate-to-earn) e persino il sonno (sleep-to-earn).

Ma la stragrande maggioranza di queste piattaforme soffre di un difetto cruciale: le loro ricompense sono semplicemente insostenibili. Quando i premi hanno iniziato a scendere al di sotto delle aspettative degli utenti e la concorrenza è aumentata, molte piattaforme hanno visto un graduale esodo di utenti, ed il valore dei token è crollato.

Questo è forse meglio dimostrato dalla piattaforma move-to-earn STEPN, che ha visto il valore del suo token di ricompensa (Green Satoshi Token) crollare di oltre il 99,3% dal suo ATH ($9,03).

Parte del motivo alla base di questo calo è il fatto che le ricompense non sono quasi mai direttamente legate alle entrate della piattaforma. Ciò porta i partecipanti a guadagnare molto di più di quanto possa essere giustificato dalle entrate della piattaforma. Se combiniamo questo con la domanda in diminuzione per il token premio, abbiamo la ricetta del collasso.

Detto questo, non è difficile immaginare che alcuni semplici perfezionamenti del modello x-to-earn potrebbero produrre una sostenibilità a lungo termine di gran lunga migliore. Ad esempio potrebbero garantire che i premi siano direttamente legati al valore aggiunto fornito dagli utenti. O assicurare che i premi siano condivisi solo tra un piccolo numero di utenti, in modo simile a un sistema di lotteria.

Un esempio valido

Un modello x-to-earn sostenibile potrebbe in teoria essere XCAD Network. Questa piattaforma consente agli utenti di guadagnare token dei creators guardando e interagendo con i loro contenuti di YouTube.

I premi sono direttamente legati al numero di video con cui interagiscono. Invece, il numero di token del creator è legato alla sua performance. E così il valore totale distribuito è proporzionale alle entrate totali generate dal sistema. Ciò garantisce che sia i creators che gli spettatori possano monetizzare al meglio il proprio lavoro, senza diluire il token di ricompensa man mano che più utenti vengono integrati.

Nel tempo, è probabile che molti progetti x-to-earn lungimiranti possano cambiare il loro modello di ricompensa. Questo per allineare meglio le entrate e gli incentivi, mentre un’intera nuova generazione di prodotti costruirà su questo modello per renderlo più sostenibile e meno speculativo.

#6. Neutralità carbonica

Sebbene incredibilmente sicure, le blockchain proof-of-work (PoW) – come Bitcoin ed Ethereum (anche se quest’ultima ancora per poco) – consumano molta energia. La rete di mining di Bitcoin ha all’incirca lo stesso carico energetico di un piccolo paese del nord Europa.

Sfortunatamente, questo porta anche al rilascio di una grande quantità di CO2 e altri gas serra. Queste emissioni hanno portato la tecnologia blockchain a guadagnarsi la reputazione di essere dannosa per l’ambiente.

Ma negli ultimi anni nello spazio blockchain abbiamo assistito a un graduale spostamento verso la neutralità del carbonio, con diverse blockchain layer 1 come NEAR, Velas, Algorand e Polygon, sulla buona strada per raggiungere la vera neutralità del carbonio.

La sostenibilità e le preoccupazioni ambientali sono due delle principali sfide che la blockchain deve affrontare oggi. Essendo uno dei principali punti critici per le autorità di regolamentazione, ha senso che le piattaforme future vengano sviluppate tenendo presente questo.

Questa tendenza potrebbe essere caratterizzata da un passaggio a sistemi di consenso più rispettosi dell’ambiente. Tra questi possiamo citare il proof-of-staked-authority (PoSA) di BNB Chain o il consenso proof-of-stake personalizzato di Cardano noto come Ouroboros. In effetti Ethereum attualmente è la piattaforma di contratti intelligenti di maggior successo nella DeFi per TVL, capitalizzazione di mercato e base di sviluppatori. Al momento è sulla strada per affrontare i propri problemi energetici migrando al Proof-of-Stake tramite l’imminente “Merge”.

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Oltre ad una transizione diretta verso un’architettura blockchain e un sistema di consenso più efficienti, stanno emergendo una serie di nuove piattaforme per aiutare le blockchain a compensare facilmente le loro emissioni di carbonio, e raggiungere la tanto ambita neutralità del carbonio. Tra queste c’è Toucan, che collega il problema ambientale al Web3, utilizzando crediti di carbonio tokenizzati. Un’altra piattaforma simile è ClimaTrade, che utilizza la tecnologia blockchain per alimentare il suo servizio trasparente di compensazione del carbonio.