I 4 modi definitivi per guadagnare con le criptovalute: guida da non perdere!

Quattro modi per guadagnare con le criptovalute: alla scoperta di Play, Move, Watch, e Create-to-Earn. Quale sarà il migliore?

Guadagnare criptovalute non è mai stato così semplice. Dopo il successo dilagante del Play-to-Earn, sono nate molte varianti X-to-Earn diverse. In un’era in cui tutto può essere monetizzato, ecco cosa devi sapere al riguardo.

Negli ultimi due anni, nel settore blockchain è nata una tendenza importante: l’X-to-Earn.

Questa tendenza ha portato alla nascita di un gran numero di piattaforme che, con o senza successo, consentono agli utenti di monetizzare una serie di attività usuali utilizzando dei premi on-chain.

Attualmente, i quattro X-to-Earn più famosi sono:

  • Play-to-earn (P2E): per ricevere ricompense in base alle prestazioni nei giochi basati su blockchain;
  • Watch-to-earn (W2E): gli utenti possono guadagnare sostanzialmente guardando dei video;
  • Move-to-earn (M2E): incentivano la salute e il fitness attraverso ricompense basate sui propri sforzi fisici;
  • Create-to-earn (C2E): consente agli utenti di creare e monetizzare contenuti sulla blockchain;

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Le economie digitali con ogni probabilità saranno basate su blockchain, e la proprietà dei contenuti sarà un pilastro dell’era Web3. Pertanto è opinione diffusa che il paradigma X-to-Earn sia destinato a prendersi una grande fetta di prodotti e servizi nel metaverso.

Ma data la rapidità con cui si stanno espandendo gli X-to-Earn, può essere difficile tenere il passo con la gamma di potenziali opportunità disponibili. Questo articolo vuole essere una guida semplice e completa al panorama che abbiamo brevemente descritto. Ti aiuterà a comprendere meglio la differenza tra ciascun X-to-Earn e valutarne i vantaggi e i rischi. Immergiamoci.

#1. Play-to-earn (P2E)

Se hai seguito le notizie nell’ultimo anno, è probabile che tu abbia sentito almeno di sfuggita il termine “play-to-earn“. Dopotutto nel 2021 sono stati lanciati centinaia di giochi play-to-earn, molti dei quali hanno raccolto una notevole attenzione.

Come suggerisce il nome, i giochi play-to-earn consentono agli utenti di guadagnare ricompense sotto forma di criptovalute, di solito in proporzione ai loro risultati o prestazioni di gioco. Combinando elementi DeFi con nuove meccaniche di gioco, molti giochi play-to-earn sono stati in grado di ottenere un notevole successo lo scorso anno. Alcuni dei più grandi si sono assicurati una capitalizzazione di mercato superiore a $500 milioni al loro apice.

Consideriamo la crescita fulminea di Axie Infinity, un gioco di battaglia NFT che è diventato popolare grazie alle sue creature non fungibili simil-Pokémon note come Axies. Giocando e vincendo battaglie, gli utenti possono guadagnare ricompense sotto forma di Smooth Love Potions (SLP). Questi token possono essere utilizzati o scambiati con altre criptovalute, da qui il nome “play-to-earn”.

Dal suo lancio su Binance Launchpad dell’ottobre 2020, Axie Infinity è andato sempre più in alto. Esattamente un anno fa è diventato il primo gioco su blockchain a raggiungere una capitalizzazione di mercato di $1 miliardo di dollari. Inoltre è ad oggi l’unico ad aver raggiunto i $10 miliardi di capitalizzazione di mercato, lo scorso novembre.

Al suo apice, il gioco ha registrato oltre 2,7 milioni di utenti attivi, ma da allora questo numero è sceso a circa 100.000 giocatori attivi giornalieri. Per questi motivi, si può dire che Axie Infinity sia un concetto rivoluzionario. Sicuramente ha contribuito a puntare i riflettori su come la tecnologia blockchain possa essere utilizzata per arricchire i giochi tradizionali attraverso ricompense tokenizzate.

Altri P2E famosi

Tutto questo ha portato negli ultimi anni ad una vera e propria un’esplosione di nuovi progetti play-to-earn. Molti di questi sono semplici imitazioni, e mancano di un reale valore. Ma ci sono anche molti progetti interessanti, con una grafica ad alta definizione ed una tokenomics sostenibile. Citiamo al riguardo il titolo play-to-earn di Star Citizen-Esque – noto come Star Atlas – e il gioco di esplorazione open world Illuvium.

In effetti, molte delle prime 20 IDO erano giochi play-to-earn o piattaforme correlate. Tra questi citiamo Project SEED, My Neighbor Alice, GameFi (un trampolino di lancio per i giochi P2E) e Valhalla.

Play-to-Earn oggi

Sebbene il play-to-earn fosse di gran moda nel 2021, molti di questi giochi si sono finora rivelati insostenibili. Molti hanno visto il loro valore crollare a causa di un’inflazione eccessiva. Altri hanno visto la propria base di utenti perdere di interesse a causa di un gameplay non all’altezza dei tradizionali giochi per PC e dispositivi mobili.

Praticamente tutti i giochi play-to-earn – come d’altronde tutti i progetti cripto – hanno visto di recente i propri utility token crollare di valore. La stragrande maggioranza è in calo tra il 75% e il 99% da inizio anno. Detto questo, alcuni ritengono che il modello play-to-earn sarà probabilmente perfezionato e adottato dai principali editori di giochi nei prossimi mesi e anni. Questo darà nuova vita al mercato e ne esporrà il potenziale agli oltre 2,6 miliardi di giocatori di videogiochi in tutto il mondo.

Riconoscendo le sfide affrontate dai precedenti giochi play-to-earn, le nuove piattaforme stanno ora passando a modelli di ricompensa più sostenibili. Tra questi citiamo il nuovo sistema “Play-to-Mine” di Nova Miningverse, che consente agli utenti di estrarre essenzialmente Bitcoin (BTC) giocando al suo gioco roguelike/battle royale PvE e PvP.

Poiché i profitti derivano dai rendimenti generati da una struttura di mining fisica, destinata ad espandersi con la crescita del gioco, Nova Miningverse dovrebbe essere in grado di evitare la diluizione di cui spesso soffrono le varie piattaforme.

Guadagnare criptovalute #2. Watch-to-earn (W2E)

Probabilmente uno dei modelli X-to-Earn più intuitivi apparsi nell’ultimo anno è il watch-to-earn (W2E). Si tratta di un modello di business che consente agli utenti di guadagnare token digitali per guardare dei video.

Partiamo dal fatto che tre dei primi 10 siti Web al mondo vengono utilizzati per fornire contenuti video. A questo punto è chiaro che il modello W2E ha un enorme mercato di riferimento, che conta miliardi di potenziali utenti.

In questo momento, lo spazio watch-to-earn è dominato da un unico player importante: XCAD Network. La piattaforma consente ai creatori di contenuti di YouTube di creare i propri fan token ed NFT, aiutandoli a migliorare le proprie opzioni di monetizzazione e aumentare l’esposizione. La piattaforma consente agli utenti di guadagnare dei fan token nel momento in cui interagiscono con i contenuti dei propri creators preferiti.

XCAD Network è insolito tra i progetti X-to-Earn in quanto i premi che fornisce agli utenti sono direttamente correlati alla loro attività. Nel momento in cui scrivo, più di 70 creatori di contenuti si sono già impegnati a sostenere il progetto, con altri 50 ancora da annunciare. La piattaforma è già supportata da creators con oltre 260 milioni di abbonati combinati, fornendole un’enorme portata.

XCAD Network: il più importante al momento ma non il primo

Sebbene XCAD Network sia la prima piattaforma watch-to-earn basata su blockchain, il concetto ha una storia che risale ai primi anni 2000 con piattaforme come Swagbucks e GrabPoints che pagavano agli utenti una piccola somma di denaro per guardare video e pubblicità specifici.

XCAD Network si differenzia da questi in quanto gli utenti non devono modificare le proprie abitudini di consumo per iniziare a guadagnare, ma devono semplicemente installare il plug-in XCAD per iniziare a guadagnare token continuando normalmente a guardare video su YouTube.

Sfruttando la blockchain ad alte prestazioni di Zilliqa e pagando premi basati su token, non soffre nemmeno degli elevati limiti minimi di prelievo che le vecchie piattaforme legacy tipicamente erano solite affrontare.

Il suo plug-in verrà lanciato nel 2022, non sono stati forniti ulteriori dettagli.

Come la maggior parte dei pionieri di un X-to-Earn, XCAD Network è stato uno dei progetti con le migliori prestazioni del 2021, poiché il suo utility token nativo (XCAD) è scambiato oggi a 39 volte il suo prezzo di vendita pubblico. È riuscito anche a contrastare la tendenza ribassista meglio della maggior parte dei progetti nel 2022, dimostrando un sentiment positivo negli investitori.

Il mercato del watch-to-earn include anche il popolare browser web noto come Brave. Tuttavia, il suo modello W2E differisce da XCAD Network in quanto gli utenti devono acconsentire a visualizzare annunci pubblicitari aggiuntivi (alcuni dei quali sono video) per iniziare a guadagnare token di attenzione di base (BAT) come ricompensa.

Guadagnare criptovalute #3. Move-to-Earn (M2E)

Una delle tendenze più acclamate di quest’anno è un nuovo sistema di ricompensa basato sul fitness noto come Move-to-Earn. Questo meccanismo – come avrai intuito – consente agli utenti di guadagnare premi basati su blockchain per l’esercizio fisico, incoraggiando uno stile di vita sano.

Sebbene il termine muoviti per guadagnare sia stato effettivamente coniato quasi un anno fa, la nicchia non è salita alla ribalta fino a marzo 2022, quando STEPN ha condotto la sua vendita di token su Binance Launchpad. La piattaforma è esplosa sia in termini di valore che di statistiche sugli utenti attivi nelle settimane e nei mesi a venire, raggiungendo una capitalizzazione di mercato di oltre $2,4 miliardi di dollari in meno di due mesi.

Il modo in cui funziona è semplice. Per iniziare a guadagnare, gli utenti devono possedere una o più sneaker NFT, ognuna delle quali autorizza a guadagnare un importo specifico di Green Satoshi Token (GST) ogni giorno camminando, facendo jogging o correndo. Questi GST possono quindi essere utilizzati o venduti, da cui il termine “Move-to-Earn”.

Con 2,3 milioni di utenti attivi al mese al suo apice, STEPN è una delle applicazioni basate su blockchain più popolari di tutti i tempi. Il suo modello è stato pubblicamente criticato ed accusato di essere insostenibile. Alcuni ritengono che non possa continuare a pagare premi così alti di fronte a un mercato in forte calo. Solo il tempo smentirà o meno gli scettici.

Dato che STEPN è basato su Solana, che ha recentemente subito diversi arresti della rete – 5 solo nel 2022 finora – e attualmente ha un’elevata barriera all’ingresso a causa del costo delle scarpe da ginnastica NFT, la piattaforma ora deve affrontare la forte concorrenza dei nuovi rivali che puntano a superare alcuni dei suoi limiti e fornire un modello più accessibile e sostenibile.

Altri Move-to-Earn noti

In effetti STEPN non è l’unico nome nel panorama del move-to-earn, nonostante sia di gran lunga il più grande. Oggi esistono più di una dozzina di applicazioni che presentano funzionalità move-to-earn – tra cui Genopets – un MMO basato sul movimento e Step App, una piattaforma che punta a creare un metaverso di prodotto FitFi (finanza fitness).

Probabilmente il più importante dei suoi concorrenti è MoveZ, una nuova piattaforma M2E costruita su BNB Chain. Il progetto sta cercando di distinguersi da STEPN e da altre applicazioni move-to-earn consentendo agli utenti di guadagnare premi (sotto forma di token BURNZ) partecipando praticamente a qualsiasi forma di esercizio fisico. Ciò include corsa, nuoto, surf e altro ancora.

Combinando questo con una tokenomics deflazionistica, una varietà di esperienze social (ad es. Boost Zone e classifiche) e molteplici percorsi di onboarding, MoveZ spera di fornire un modello M2E più accessibile e sostenibile.

Guadagnare criptovalute #4. Create-to-earn (C2E)

L’introduzione di mondi digitali e metaversi basati su blockchain ha portato all’elaborazione di nuove economie virtuali che danno agli utenti libero sfogo per creare e vendere i propri oggetti ed esperienze virtuali.

Il modello “crea per guadagnare” è diventato famoso per la prima volta grazie a Decentraland, un mondo virtuale fatto di appezzamenti di terreno di proprietà degli utenti, sui quali è possibile costruire qualsiasi cosa. Utilizzando lo strumento creazione di Decentraland, gli utenti possono appunto creare un’ampia varietà di risorse per la piattaforma, inclusi edifici, esperienze animate, dispositivi indossabili, opere d’arte e altro ancora. Questi asset possono essere regalati, venduti su mercati di terze parti o monetizzati direttamente nell’app in alcuni casi.

Con la recente esplosione di interesse che circonda il metaverso, piattaforme come The Sandbox, CEEK VR, High Street e altre hanno attirato molta attenzione tra i designer, i creatori di contenuti ed anche semplici appassionati, che si sono riversati su queste piattaforme per iniziare a progettare nuove esperienze virtuali. Poiché la proprietà dei contenuti è ampiamente considerata uno dei pilastri principali dell’era del Web3, non è irragionevole presumere che il modello “crea per guadagnare” diventerà sempre più importante nei prossimi anni, in particolare tra i principali marchi e piattaforme.

Alla scoperta di XANA

La prima generazione di piattaforme metaverse per il mercato di massa è già in fase di sviluppo. Tra queste citiamo XANA, una piattaforma metaverse costruita su una sidechain di Ethereum. Dopo 2 anni di lavoro, XANA è già stata adottata da un numero enorme di istituzioni globali, tra cui The Olympics, Tokyo City, Fuji Group e una varietà di marchi di anime.

La piattaforma consente a individui e marchi di creare prodotti ed esperienze nel metaverso che possono essere monetizzati. Come le piattaforme precedenti, tra cui Decentraland e Axie Infinity, presenta anche un panorama digitale limitato, rappresentato da appezzamenti di terreno di proprietà degli utenti. Questi possono essere utilizzati per creare esperienze interattive a cui è possibile accedere su dispositivi mobili, desktop e persino in VR.

Dopo aver completato una vendita di token da record su DAO Maker (la stessa piattaforma dietro il titolo P2E My Neighbor Alice e il progetto M2E Step App), XANA sembra destinata a unirsi a Decentraland e The Sandbox tra le più grandi applicazioni metaverse.

Dato che queste piattaforme in genere addebitano una commissione minima o nulla sulle vendite sulle creazioni degli utenti, rappresentano un’alternativa interessante alle piattaforme centralizzate come l’imminente metaverse di Meta, che prevede di addebitare una commissione del 47,5% sulle vendite di risorse virtuali all’interno della sua app.

Detto questo, va notato che il create-to-earn è diverso dalla maggior parte degli altri modelli X-to-Earn. Qui le entrate che gli utenti possono guadagnare provengono in genere dalle transazioni P2P, piuttosto che dall’emissione di token. Per questo motivo, potrebbero essere il modello più sostenibile a lungo termine.

X-to-Earn: ecco cosa devi considerare

Come avrai notato, tutto ciò che può essere monetizzato utilizzando il modello X-to-Earn, probabilmente lo sarà ad un certo punto. In effetti, questo può già essere visto nella serie di progetti che stanno emergendo cercando di dare il via ad un’altra nicchia X-to-Earn, che si tratti di Sleep-to-Earn, Drive-to-Earn, Eat-to-Earn o qualcos’altro.

Mentre la stragrande maggioranza di questi probabilmente fallirà, alcuni continueranno a raggiungere un certo grado di successo. Sebbene sia spesso difficile determinare esattamente quali progetti raggiungeranno il successo, ci sono alcune cose che potresti prendere in considerazione prima di partecipare, aiutandoti a massimizzare le tue probabilità di scegliere un progetto vincitore.

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Alcuni parametri da considerare includono:

  • Sostenibilità: molti progetti X-to-Earn attirano gli utenti con ricompense elevate per uno sforzo apparentemente minimo. Sebbene questo possa essere interessante a breve termine, spesso porta a un’inflazione incontrollata dei token, esercitando una forte pressione al ribasso sul valore dello stesso. Per questo motivo, i progetti X-to-Earn con tokenomics sostenibile e con delle ricompense realistiche hanno più possibilità sul lungo termine. Se il token ricompensa non ha utilità, con ogni probabilità possiamo dimenticarcene.
  • Accessibilità: molti progetti X-to-Earn continuano a generare un notevole hype. Tuttavia molti non sono poi così accessibili nei loro primi mesi di vita. Al contrario, la maggior parte usa una sorta di sistema di gating per garantire che solo alcuni utenti fortunati, ricchi o importanti ottengano il primo accesso. Considera le barriere all’ingresso prima di fare qualsiasi investimento in un X-to-Earn.
  • Fonti di entrate: i progetti X-to-Earn che generano ricompense esclusivamente dall’inflazione del loro token o da un pool di ricompense dedicato – derivato dall’offerta totale – possono avere difficoltà a mantenere il valore in assenza di una significativa utilità del token. Altri invece implementano le ricompense da una varietà di fonti, il che può renderli più longevi e resilienti.
  • Competizione: quando il panorama dell’X-to-Earn si riscalda, la concorrenza generalmente aumenta considerevolmente. Per questo motivo, è importante controllare regolarmente ciò che la concorrenza offre per vedere se le opportunità altrove sono migliori, tenendo presente la natura potenzialmente transitoria di molte di queste piattaforme. Il first mover generalmente si comporta meglio, ma tieni a mente che non è sempre così.