Arriva un nuovo bonus INPS destinato ad autonomi, professionisti e titolari di partita IVA colpiti dagli eventi meteorologici del 2026. La Circolare INPS n. 53/2026 chiarisce requisiti, importi e modalità operative per richiedere l’indennità prevista dal decreto-legge 25/2026. Il contributo può arrivare fino a 3000 euro, ma solo per alcune categorie e in presenza di precise condizioni.
Il nuovo sostegno economico introdotto nel 2026 non riguarda tutte le partite IVA. La misura nasce infatti come intervento emergenziale rivolto esclusivamente ai lavoratori autonomi che hanno subito la sospensione dell’attività a causa degli eventi meteorologici verificatisi a partire dal 18 gennaio 2026 in alcune aree del Sud Italia.

La disciplina operativa arriva con la INPS attraverso la Circolare n. 53/2026, che definisce i soggetti beneficiari, i limiti economici del contributo e le procedure da seguire per presentare la domanda.
Il bonus interessa collaboratori coordinati e continuativi, professionisti, agenti di commercio e titolari di attività d’impresa che operavano nei territori coinvolti dallo stato di emergenza dichiarato in Calabria, Sardegna e Sicilia. Le domande dovranno essere trasmesse entro il 20 giugno 2026 esclusivamente in modalità telematica.
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Bonus autonomi 2026: chi può richiederlo
La misura prevista dal decreto-legge 25/2026 riguarda specifiche categorie di lavoratori autonomi e parasubordinati.
Possono accedere al bonus:
- collaboratori coordinati e continuativi;
- dottorandi;
- assegnisti di ricerca;
- titolari di incarichi di ricerca;
- medici in formazione specialistica;
- agenti e rappresentanti di commercio;
- lavoratori autonomi;
- liberi professionisti;
- titolari di attività d’impresa.
Per ottenere l’indennità occorre dimostrare che, alla data del 18 gennaio 2026, il beneficiario:
- risiedeva;
- era domiciliato;
- oppure svolgeva la propria attività professionale o imprenditoriale;
in uno dei Comuni colpiti dagli eventi meteorologici per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza.
I requisiti richiesti dall’INPS
La circolare chiarisce che il collegamento con il territorio colpito deve essere concreto e documentabile.
Non basta quindi possedere una partita IVA attiva. Occorre dimostrare:
- la presenza effettiva nei territori interessati;
- la sospensione dell’attività a causa degli eventi meteorologici;
- l’avvenuto avvio dell’attività entro il 18 gennaio 2026;
- la regolare iscrizione alla gestione previdenziale o assistenziale obbligatoria alla stessa data.
Il bonus non nasce come misura contro la perdita di fatturato, ma come sostegno legato all’interruzione forzata dell’attività lavorativa.
Quanto spetta: importi del bonus partite IVA 2026
L’indennità prevista dalla normativa riconosce:
- 500 euro per ogni periodo di sospensione dell’attività non superiore a 15 giorni.
L’importo massimo ottenibile da ciascun beneficiario arriva a 3000 euro complessivi.
In linea teorica, il tetto massimo può essere raggiunto con una sospensione totale di 90 giorni, anche non consecutivi.
La permanenza dei requisiti resta fondamentale. In caso di mancanza delle condizioni richieste, le somme eventualmente percepite dovranno essere restituite.
Fondi limitati: cosa succede se finiscono le risorse
La misura dispone di uno stanziamento complessivo pari a 78,8 milioni di euro per il 2026.
L’INPS monitorerà costantemente il numero delle domande e l’utilizzo delle risorse disponibili, trasmettendo gli aggiornamenti ai Ministeri competenti.
La circolare precisa inoltre che, una volta raggiunto il limite massimo di spesa previsto, l’Istituto non accoglierà ulteriori richieste di accesso all’indennità.
La richiesta del bonus deve essere inviata esclusivamente online entro il 20 giugno 2026.
Per accedere al servizio telematico servono:
- SPID;
- Carta d’Identità Elettronica (CIE);
- Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
- credenziali eIDAS.
In alternativa, la domanda può essere presentata:
- tramite patronato;
- attraverso il Contact Center INPS.





