Addio ai guadagni facili: nel 2026 il mondo crypto cambia pelle e mette alla prova anche i più esperti

Il 2026 segna una svolta netta per il mondo crypto. I rendimenti automatici e abbondanti che hanno caratterizzato gli anni d’oro della DeFi si stanno riducendo, mentre aumentano complessità, rischi e selettività.

L’inizio del 2026 non porta con sé soltanto nuovi obiettivi per gli investitori, ma anche un’evidente trasformazione del mercato crypto. Chi negli anni passati ha beneficiato di rendimenti elevati grazie a strategie semplici, soprattutto nel settore DeFi, oggi si trova davanti a uno scenario molto diverso. Incentivi ridotti, maggiore competizione e rendimenti in calo impongono una riflessione profonda su come produrre yield sostenibili nel tempo.

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Addio ai guadagni facili: nel 2026 il mondo crypto cambia pelle e mette alla prova anche i più esperti (Crypto.it)

Il tema non riguarda solo la redditività, ma anche il rapporto tra rischio, strumenti utilizzati e contesto normativo, che dal 2026 introduce una tassazione crypto al 33%, con una distinzione rilevante per i mercati derivati.

Perché i rendimenti crypto non sono più “automatici”

Per diversi anni la finanza decentralizzata ha rappresentato un terreno fertile per chi cercava rendimenti superiori alla media, spesso senza strategie particolarmente sofisticate. APY a doppia cifra, programmi di incentivi generosi e airdrop hanno favorito una gestione passiva del capitale. Nel corso del 2025, però, questo modello ha mostrato limiti evidenti. Molti incentivi si sono rivelati poco sostenibili e il rischio intrinseco dei protocolli non ha più trovato una giustificazione nei rendimenti offerti.

Un esempio emblematico arriva dalle strategie di basis trade legate ai funding rate. In passato avevano garantito rendimenti medi intorno al 19%, mentre oggi si attestano su livelli molto più bassi, come dimostra il caso Ethena, dove lo yield è sceso fino al 4,5%. Un valore che, se isolato, può sembrare interessante, ma che perde attrattiva se confrontato con i rischi di controparte e con la possibilità di liquidazioni forzate in fasi di forte volatilità.

Questo contesto spinge gli investitori ad abbandonare l’idea di rendimenti costanti tutto l’anno. Le opportunità esistono ancora, ma richiedono tempismo e selezione accurata degli asset, come accade nei momenti di funding rate elevati su token appena lanciati o reduci da forti movimenti di prezzo, monitorabili su piattaforme come Coinglass e operative su exchange quali Bybit e Hyperliquid.

Anche il mondo degli airdrop crypto, per lungo tempo una fonte rilevante di guadagni, ha perso gran parte del suo appeal. Le distribuzioni più generose, come quella di Hyperliquid a fine 2024, restano eccezioni. Oggi i team richiedono molte interazioni, le fees incidono sui rendimenti e le tokenomics risultano spesso penalizzanti per la community, con un peso crescente di VC e investitori istituzionali. La selezione dei progetti diventa quindi cruciale e privilegia protocolli con casi d’uso reali e revenue organiche.

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