Gli errori peggiori che potrebbero costarti caro se non comunichi chi guidava

Hai ricevuto una multa perché non ricordi chi guidava e ti chiedi se è possibile una nuova sanzione? Scopri cosa prevede il Codice della Strada, la giurisprudenza più recente e come tutelarti.

Quando non si dispone immediatamente dei dati del conducente al momento dell’infrazione, scatta spesso una seconda multa per omessa comunicazione dei dati del conducente, anche se hai espresso il tuo disappunto o dichiarato l’impossibilità di ricordare. L’articolo 126-bis del Codice della Strada prevede che, entro 60 giorni, il proprietario debba comunicare chi fosse alla guida, oppure inviare una dichiarazione negativa. Se ciò non avviene, scatta una sanzione variabile tra 291 € e 1 142 €, con decurtazione della patente.

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Gli errori peggiori che potrebbero costarti caro se non comunichi chi guidava – crypto.it

La Cassazione con la sentenza n. 9555 del 2018 ha chiarito che anche una comunicazione negativa, ossia l’ammissione di non ricordare, non esclude l’applicazione della sanzione. Tuttavia, la Corte Costituzionale e il Giudice di Pace di alcune sedi (Lecce e Torino) hanno riconosciuto casi in cui la multa è stata annullata per buona fede del proprietario. In sostanza: anche chi non ricorda rischia la sanzione, salvo errori procedurali o attestata buona fede.

Tempi, contestazioni e casi di annullamento

L’articolo 126-bis stabilisce che, dopo la notifica del primo verbale, il proprietario ha 60 giorni per comunicare i dati del conducente o dichiarare l’impossibilità. Se questa fase non avviene, l’amministrazione ha ulteriori 90 giorni per notificare la seconda sanzione. Se questo termine è superato, il verbale è nullo, come confermano diverse sentenze riportate da LaLeggePerTutti.it. In alcuni casi, i giudici hanno accolto ricorsi quando la comunicazione è avvenuta tardivamente o l’atto è stato notificato oltre i termini, valorizzando la tempestività della spedizione e la data di consegna.

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Tempi, contestazioni e casi di annullamento – crypto.it

Esistono anche interpretazioni dottrinali che sostengono che la responsabilità del proprietario non dovrebbe scattare quando la mancata comunicazione avviene per motivi oggettivi o da situazioni familiari complesse. In estrema sintesi: per un ricorso efficace servono prove e riferimenti giurisprudenziali sul rispetto delle scadenze o sulla dimostrazione della buona fede.

Buona fede e giurisprudenza: quali tutele possibili

Secondo la giurisprudenza citata su LaLeggePerTutti.it, il concetto di buona fede può essere riconosciuto, ad esempio, quando il proprietario ha già pagato il primo verbale e ha dichiarato rapidamente la sua impossibilità a identificare il conducente. In tali casi, alcuni Giudici di Pace (a Torino e Lecce) hanno annullato la sanzione per omessa comunicazione, ritenendo proporzionata la posizione del proprietario. Il riferimento alla sentenza della Corte Costituzionale ha dimostrato che penalizzare una persona che dimostra diligenza è in contrasto con il principio di uguaglianza.

Inoltre, se la notifica del secondo verbale non rispetta i termini previsti (150 giorni complessivi), anche questo costituisce motivo valido per annullare la sanzione. Tra i criteri più rilevanti spiccano la verifica della data di spedizione, la prova dell’avvenuto invio entro termine e l’effettiva consegna al domicilio del proprietario. La combinazione tra normativa, termini procedurali e giurisprudenza è la chiave per intervenire con efficacia.

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