Dal 2026 alcune prestazioni sociali utilizzano un valore ISEE diverso da quello ordinario. L’aggiornamento automatico delle attestazioni ha introdotto un indicatore più favorevole per molte famiglie con figli, modificando l’accesso a diversi sostegni economici. La novità nasce dalla Legge di Bilancio 2026 e ridefinisce il modo in cui l’INPS valuta i requisiti economici per alcune prestazioni.
L’evoluzione dell’ISEE 2026 cambia il modo in cui molte famiglie si rapportano ai principali strumenti di sostegno pubblico. L’indicatore della situazione economica equivalente, utilizzato per verificare l’accesso a bonus e prestazioni sociali, non resta più unico per tutte le misure. Alcune prestazioni richiedono infatti un ISEE dedicato, calcolato con criteri più favorevoli per i nuclei con figli.

Questa novità nasce dall’attuazione della Legge di Bilancio 2026, che ha introdotto correttivi nel calcolo dell’indicatore per migliorare l’accesso alle misure di inclusione e ai sostegni familiari. Il sistema si basa sempre sulla DSU – Dichiarazione Sostitutiva Unica, ma applica regole diverse quando la domanda riguarda specifici strumenti di welfare.
L’aggiornamento è diventato operativo con il decreto del Ministero del Lavoro del 2 marzo 2026 e con il successivo intervento dell’INPS. L’Istituto ha comunicato con il Messaggio n. 799 del 6 marzo 2026 che le attestazioni ISEE delle DSU presentate dal 1° gennaio 2026 sono state aggiornate automaticamente con il nuovo valore di riferimento.
Questa modifica non cambia l’ISEE ordinario, che continua a esistere con le regole tradizionali. Introduce invece un parametro aggiuntivo utilizzato solo per alcune prestazioni, riducendo i dubbi che spesso emergono quando si cerca di capire quale indicatore economico venga realmente applicato alla singola domanda.
Nuovo ISEE per inclusione e famiglia: come cambia il calcolo delle prestazioni
Il nuovo indicatore riguarda soltanto alcune prestazioni gestite dall’INPS e legate al sostegno delle famiglie e ai percorsi di inclusione sociale. L’applicazione parte dalle domande presentate dal 1° gennaio 2026 e utilizza criteri di calcolo aggiornati rispetto all’ISEE ordinario.
Il perimetro operativo comprende l’Assegno di Inclusione, il Supporto per la Formazione e il Lavoro, l’Assegno unico e universale, il bonus asilo nido con le forme di assistenza domiciliare e il bonus nuovi nati. Per queste prestazioni l’ISEE viene ricalcolato con criteri più favorevoli per alcune tipologie di nuclei familiari.
Uno degli interventi più significativi riguarda la franchigia sulla casa di abitazione. Nel nuovo calcolo il valore della prima casa escluso dalla valutazione sale a 91.500 euro per la generalità delle famiglie. Nei Comuni capoluogo delle città metropolitane la soglia arriva a 120.000 euro. La normativa prevede inoltre un incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo, una correzione che aumenta l’effetto della franchigia quando cresce la dimensione della famiglia.
Anche la scala di equivalenza cambia. Il sistema introduce maggiorazioni specifiche legate al numero dei figli presenti nel nucleo familiare. Il coefficiente aumenta progressivamente con due, tre, quattro o cinque figli, alleggerendo il peso dell’indicatore economico per i nuclei più numerosi.
L’aggiornamento dell’ISEE 2026 ha avuto effetti immediati sulle domande già presentate. Le pratiche che avevano ricevuto un esito negativo sulla base dell’ISEE ordinario sono state riesaminate automaticamente con il nuovo indicatore più favorevole. I cittadini non devono presentare una nuova domanda né una nuova DSU, perché il ricalcolo è stato effettuato direttamente dall’INPS.
Un’altra novità riguarda la composizione del patrimonio mobiliare nella DSU precompilata. Il sistema esclude automaticamente titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio postali fino a un valore complessivo di 50.000 euro per nucleo familiare. Questa esclusione opera in automatico nella DSU precompilata, mentre nelle dichiarazioni autodichiarate deve essere indicata dal contribuente in fase di compilazione.
Nel caso dell’Assegno unico e universale, il passaggio al nuovo sistema ha previsto una fase di continuità. Gli importi relativi ai mesi di gennaio e febbraio 2026 sono stati calcolati sulla base dell’ISEE valido al 31 dicembre 2025, così da garantire la regolarità dei pagamenti nei primi mesi dell’anno.





