La riforma della disabilità accelera e amplia la sperimentazione a 40 nuove province dal 1° marzo 2026. Cambiano modalità, tempi e regole per l’accertamento, con l’INPS che diventa unico soggetto valutatore. Ecco dove parte la nuova fase e cosa devono fare i cittadini.
Riforma della disabilità, accertamento unico, certificato medico introduttivo, valutazione di base, Decreto PNRR, dlgs 62/2024, sperimentazione 2025-2026, invalidità civile, cecità civile, sordità civile, inclusione scolastica: il sistema di riconoscimento della condizione di disabilità entra in una fase decisiva.

Dal 1° marzo 2026 la sperimentazione si estende ad altre 40 province italiane, dopo una prima fase avviata il 1° gennaio 2025 e una seconda partita il 30 settembre 2025. L’obiettivo consiste nel testare su scala sempre più ampia il nuovo modello di accertamento previsto dal Decreto legislativo n. 62/2024 e corretto dal Decreto-legge n. 19/2026. La sperimentazione si concluderà il 31 dicembre 2026. Dal 1° gennaio 2027 la riforma entrerà a regime su tutto il territorio nazionale, con un sistema unificato e centralizzato.
Accertamento unico INPS e nuove province coinvolte: come funziona la procedura
La novità centrale riguarda il procedimento valutativo. L’INPS assume il ruolo di accertatore unico della condizione di disabilità, superando il precedente sistema frammentato. Il percorso si fonda su due soli documenti: il certificato medico introduttivo e il certificato attestante la condizione di disabilità.
Il certificato medico introduttivo avvia formalmente l’iter e individua anche il momento da cui decorre il diritto alle eventuali prestazioni economiche, che scatta dal mese successivo alla trasmissione. Dalla stessa data il cittadino può comunicare all’INPS i dati socio-economici per accelerare l’erogazione delle prestazioni spettanti.
La valutazione di base accerta in modo unitario la condizione di disabilità e comprende, in un unico procedimento, il riconoscimento dei livelli di sostegno, del sostegno intensivo, dell’invalidità civile, della cecità civile, della sordità civile e degli aspetti legati all’inclusione scolastica. Al termine del percorso l’INPS rilascia un unico certificato complessivo che sostituisce il precedente verbale.
Cambiano anche i tempi del procedimento. Dall’invio del certificato introduttivo decorrono 15 giorni per la valutazione delle patologie oncologiche, 30 giorni per i minori e 90 giorni negli altri casi.
La sperimentazione, avviata il 1° gennaio 2025 in nove province tra cui Brescia, Firenze, Perugia, Salerno e Trieste, e poi estesa dal 30 settembre 2025 ad altre realtà come Genova, Palermo e Teramo, coinvolgerà dal 1° marzo 2026 ulteriori 40 province. Tra queste figurano Roma, Milano, Torino, Bologna, Venezia, Verona, Cagliari, Catania, Reggio Calabria, Bolzano e molte altre distribuite su tutto il territorio nazionale, dal Nord al Sud.
Un passaggio operativo assume particolare rilievo. Nelle 40 nuove province, tutti i certificati medici introduttivi redatti fino al 28 febbraio 2026 con le modalità precedenti devono essere completati con la trasmissione della domanda entro la stessa data. Il cittadino può inviare la domanda direttamente oppure tramite patronato o altro intermediario autorizzato. Dal 1° marzo, invece, l’avvio del procedimento potrà avvenire esclusivamente attraverso il nuovo certificato medico introduttivo previsto dalla riforma.
Il caso pratico chiarisce l’impatto. Un cittadino residente a Roma che ottiene un certificato medico il 20 febbraio 2026 con il vecchio sistema deve trasmettere la domanda entro il 28 febbraio per non perdere la procedura tradizionale. Se presenta la richiesta dal 1° marzo in poi, dovrà utilizzare il nuovo modello e seguire il percorso unificato gestito dall’INPS.
La riforma punta a semplificare, ridurre i tempi e uniformare i criteri su scala nazionale. La fase sperimentale in 40 nuove province rappresenta il banco di prova finale prima dell’entrata a regime nel 2027, quando il nuovo sistema diventerà l’unico canale per l’accertamento della disabilità in Italia.





