Nel 2026 l’INPS ridisegna il sistema degli aiuti: meno misure spot e più sostegni continui per famiglie, redditi bassi e disabilità. Congedi più lunghi, bonus mirati e strumenti rafforzati cambiano il modo di accedere alle tutele. Capire cosa spetta e come muoversi diventa essenziale per non perdere opportunità concrete.
Nel cuore della Legge di Bilancio 2026, il tema degli aiuti INPS torna centrale, ma con un’impostazione diversa dal passato. Famiglie con figli, nuclei a basso reddito e persone con disabilità diventano i pilastri di un sistema che punta sulla stabilità delle misure più che sull’introduzione di nuovi bonus.

Congedi, assegni, sussidi economici e riconoscimenti assistenziali vengono rimodulati per durare di più e dialogare meglio tra loro. L’obiettivo dichiarato è rafforzare l’inclusione sociale e semplificare la gestione, ma l’accesso resta legato a requisiti precisi e a domande formali. È qui che il quadro 2026 diventa rilevante per chi vuole capire quanto vale il sostegno, a chi spetta davvero e come richiederlo senza errori.
Aiuti INPS 2026: cosa cambia davvero per famiglie, redditi bassi e disabilità
Il riassetto degli aiuti INPS 2026 ruota attorno a strumenti già noti, ma rivisti nella durata e nelle modalità di utilizzo. Sul fronte della genitorialità, il sistema rafforza la protezione nel tempo. Il congedo parentale ordinario resta una misura cardine e diventa utilizzabile fino al compimento dei 14 anni del figlio, ampliando la finestra di tutela per i genitori lavoratori dipendenti. Anche la malattia dei figli assume un peso maggiore, perché l’estensione alla fascia tra i 3 e i 14 anni e l’aumento dei giorni fruibili per ciascun genitore rendono più gestibile la conciliazione tra lavoro e cura familiare.
Accanto ai congedi, il bonus mamme 2026 rappresenta un sostegno economico diretto. L’importo mensile, pari a 60 euro e non rilevante ai fini fiscali e ISEE, accompagna le madri lavoratrici nel medio periodo, con una durata che varia in base al numero dei figli. La misura non introduce automatismi, ma offre continuità a chi rientra nei requisiti, diventando una leva concreta per il bilancio familiare.
Sul piano dell’inclusione sociale, la Manovra interviene sull’Assegno di Inclusione, che nel 2026 può essere riconosciuto per periodi più fluidi. La possibilità di rinnovo senza sospensioni obbligatorie riduce i vuoti di tutela per i nuclei con fragilità economiche e sociali, anche se l’avvio del nuovo ciclo comporta un importo iniziale ridotto. La Carta “Dedicata a te” si inserisce nello stesso solco, rafforzando il supporto all’acquisto di beni alimentari essenziali per le famiglie con ISEE contenuto. A completare il quadro arriva il fondo per genitori separati, pensato per chi non possiede un’abitazione di proprietà e ha figli fiscalmente a carico, con un’attenzione specifica al tema abitativo.
Il capitolo disabilità segna un passaggio strutturale. Il riconoscimento della gravità ai sensi della Legge 104 per l’epilessia farmaco-resistente amplia la platea di chi può accedere alle tutele più incisive. Parallelamente, il rafforzamento del ruolo del caregiver familiare passa sia attraverso un fondo dedicato sia attraverso strumenti digitali. La nuova piattaforma telematica INPS per la gestione dei permessi 104, integrata con i flussi UNIEMENS, punta a semplificare le richieste e rendere più efficaci i controlli. Anche l’assegno sostitutivo dell’accompagnatore militare trova una disciplina aggiornata, con un impatto diretto sui grandi invalidi di guerra e per servizio.





