Il titolo Fincantieri inaugura il 2026 con un balzo superiore al 5% e torna protagonista assoluto a Piazza Affari. Tra maxi-commesse nella difesa, nuovi ordini internazionali e un sentiment che cambia direzione, il gruppo navale si conferma al centro dell’interesse degli investitori. Ma dopo un rally così forte, la domanda è una sola: conviene entrare ora o limitarsi a mantenere?
Il 2026 di Fincantieri si apre nel segno della continuità con un 2025 straordinario, chiuso come miglior titolo del Ftse Mib. Le azioni accelerano sin dalla prima seduta dell’anno e si riportano in area 17,6 euro, cancellando in poche ore i timori di un possibile ritracciamento che avevano preso piede a dicembre.

In un contesto di mercato ancora sensibile ai temi geopolitici e alla narrativa sul settore difesa, il titolo dimostra una forza relativa che riaccende l’attenzione di trader e investitori di medio periodo.
Perché le azioni Fincantieri corrono a inizio 2026
Alla base del nuovo slancio in borsa c’è un catalizzatore preciso, una nuova commessa strategica nel comparto della difesa, capace di rafforzare ulteriormente un trend già impostato al rialzo. Il mercato reagisce con decisione all’annuncio del maxi-contratto da oltre 200 milioni di euro ottenuto dalla controllata Wass Submarine Systems, specializzata nei sistemi subacquei.
L’accordo riguarda la fornitura dei siluri pesanti Black Shark Advanced destinati a sei sottomarini classe Scorpène della Marina indiana, con consegne previste tra il 2028 e il 2030. La produzione sarà concentrata nello stabilimento di Livorno, che si conferma un asset industriale centrale per il gruppo. Non si tratta solo di una vendita di armamenti, ma di un pacchetto integrato che comprende sistemi di lancio, supporto logistico, manutenzione e ricambi, aumentando il valore industriale e la durata economica della commessa.
Il Black Shark Advanced, già in servizio presso la Marina Militare italiana e diverse marine estere, rappresenta uno dei prodotti a più alto contenuto tecnologico del portafoglio Fincantieri. Per Wass è il contratto più importante mai siglato e offre una visibilità significativa sul portafoglio ordini di lungo periodo, elemento che il mercato tende a premiare soprattutto in una fase di forte selettività sugli investimenti.
Il rally di inizio anno non nasce quindi dal nulla. Arriva dopo un +141% registrato nel 2025, periodo in cui Fincantieri ha beneficiato del rafforzamento del tema difesa e della crescente domanda di sistemi navali e subacquei. Anche le prese di profitto di metà dicembre, innescate dalle indiscrezioni su una possibile svolta diplomatica nel conflitto tra Ucraina e Russia, non hanno intaccato la struttura rialzista di fondo. Il ritorno sopra i 15,5 euro è stato rapido e ha riportato il titolo su livelli coerenti con una narrativa industriale solida.





