Secondo il fondatore di Chainlink, il prezzo del Bitcoin potrebbe raggiungere 1 milione di $ grazie a una progressiva adozione da parte di fondi pensione, sovrani e family office. Diversi analisti concordano sulla possibilità, ma il percorso resta legato a variabili regolatorie e macroeconomiche.
Mentre il dibattito sull’evoluzione futura delle criptovalute continua a dividere il mondo finanziario, nuove previsioni stanno attirando l’attenzione di investitori istituzionali e osservatori di mercato. Il prezzo del Bitcoin, da sempre al centro dell’interesse speculativo, è ora oggetto di valutazioni che superano di gran lunga le soglie raggiunte finora. A rilanciare le aspettative è stato Sergey Nazarov, co-fondatore di Chainlink, secondo cui il Bitcoin potrebbe arrivare a toccare 1 milione di $ nel medio-lungo termine.

La previsione si basa sulla possibilità che grandi operatori finanziari – in particolare fondi pensione, fondi sovrani e family office – destinino almeno il 5 % dei propri asset a criptovalute. Fonti come Crypto.news e Barron’s evidenziano che tale tendenza si starebbe già manifestando, con un crescente interesse regolamentato e istituzionalizzato.
Previsioni sul Bitcoin e ruolo delle istituzioni
Oltre alla visione di Nazarov, altre previsioni confermano l’ipotesi di una progressiva valorizzazione del Bitcoin. Il CEO di Coinbase, Brian Armstrong, ha dichiarato che la criptovaluta potrebbe raggiungere 1 milione di $ entro il 2030, a condizione che vengano introdotte normative più chiare a livello globale. Una componente chiave di questo scenario sarebbe anche l’introduzione di una “Strategic Bitcoin Reserve” da parte di stati o istituzioni centrali.
Anche Leah Wald, CEO di SOL Strategies, ha condiviso un outlook analogo, prevedendo una soglia di 175 000 $ entro la fine del 2025 e un possibile approdo a 1 milione di $ entro il 2030. Le ragioni indicate includono l’incremento della domanda istituzionale, l’approvazione di ETF tematici e il consolidamento dell’adozione infrastrutturale delle criptovalute. A sostenere tali proiezioni anche l’analisi di Cantor Fitzgerald, che ha evidenziato l’impatto delle strategie di accumulo attuate da aziende come MicroStrategy, in un contesto di maggiore chiarezza legislativa derivante da proposte come il Genius Act e il Clarity Act.

Secondo i dati riportati da Crypto.news, la capitalizzazione complessiva del mercato potrebbe amplificarsi notevolmente in seguito all’ingresso sistemico di grandi player, con effetti diretti sul prezzo delle principali criptovalute, tra cui proprio Bitcoin.
Analisi tecnica e variabili di breve periodo
Accanto alle proiezioni di lungo termine, diverse analisi tecniche suggeriscono prudenza nei confronti dell’andamento a breve. La struttura grafica del Bitcoin mostra attualmente un pattern noto come cuneo ascendente, che secondo gli analisti di Crypto.news e TradingView potrebbe preludere a una fase correttiva. Indicatori come MACD e RSI presentano divergenze ribassiste, segnalando possibili oscillazioni che potrebbero riportare il valore della criptovaluta sotto i 100 000 $ prima di un eventuale consolidamento.
Gli analisti sottolineano come fattori esogeni – quali politiche monetarie restrittive, liquidità globale e sentiment macroeconomico – possano influire in modo sostanziale sull’equilibrio di breve termine. Tuttavia, la presenza di nuovi ETF spot su Bitcoin, già approvati in mercati regolamentati come quello statunitense, contribuisce a rafforzare l’interesse verso il segmento anche nei momenti di volatilità.
Secondo quanto riportato da Barron’s, il ruolo dei fondi istituzionali si sta traducendo in una maggiore stabilità strutturale, anche se restano le incertezze legate all’adozione globale. Il dato tecnico più citato riguarda il fatto che oltre il 68 % del Bitcoin in circolazione non si è mosso negli ultimi 12 mesi, secondo dati Glassnode, segno di un orientamento di lungo periodo da parte degli holder.