Negli ultimi 10 anni, alcune emissioni filateliche italiane hanno suscitato grande interesse tra i collezionisti, non solo per estetica o tematica, ma per la loro rivalutazione economica. Il valore attuale di alcuni esemplari supera anche del 2.000 % il prezzo di emissione.
In un’epoca dominata dal digitale, il mercato dei francobolli da collezione continua a offrire spunti sorprendenti. Le emissioni italiane tra il 2015 e il 2025 sono state contraddistinte da innovazioni grafiche, tecniche di stampa particolari, edizioni a tiratura limitata e introduzione di codici a barre.

Per i collezionisti, questi elementi rappresentano indicatori chiave del potenziale di rivalutazione. Il dato più importante resta sempre il valore di emissione, base da cui è possibile misurare nel tempo l’apprezzamento di un francobollo. Alcuni esemplari, originariamente acquistabili a meno di 1 €, oggi superano i 15 €, secondo fonti come Francobolli e Filatelia e LaFilatelia.it.
Rivalutazione e confronto tra le emissioni più interessanti
Le rivalutazioni registrate dalle emissioni più ricercate degli ultimi anni confermano come il rapporto tra bassa tiratura e domanda specializzata sia decisivo per il collezionista. Il Manifesto ENIT del 2015, ad esempio, è passato da un valore di emissione di 0,80 € a una quotazione attuale tra i 18 e i 20 €, con un incremento che supera il 2 200 %. Anche la Giornata della Filatelia del 2016, sempre con codice a barre e tiratura di soli 17 778 esemplari, ha visto il proprio valore salire da 0,80 € a circa 10 €, con una rivalutazione superiore al 1 150 %.
La serie Turistica 2015, pur con una tiratura leggermente superiore (28 572 esemplari), ha moltiplicato il suo valore di partenza passando da 0,80 € a circa 6,50 €, segnando un aumento di oltre 700 %. Il francobollo dedicato alla mascotte di Expo Milano 2015, emesso anch’esso a 0,80 € e in 22 857 pezzi, viene oggi valutato circa 5,50 €, con una rivalutazione di circa 575 %.

Infine, il valore collezionistico della serie “Le Biblioteche”, appartenente al ciclo delle “Eccellenze del sapere”, ha beneficiato di un apprezzamento interessante nonostante la maggiore tiratura (106 668 esemplari): da 0,80 € è salita a circa 4,50 €, con un incremento del 462 %.
Questi dati, confermati da fonti specialistiche come Francobolli e Filatelia e LaFilatelia.it, mostrano come le emissioni recenti possano offrire margini di rivalutazione significativi, soprattutto se legate a elementi di rarità, innovazione o alta qualità grafica.
La serie “Leonardesca” e l’innovazione nella filatelia moderna
Un altro caso significativo è la serie ordinaria “Leonardesca”, emessa il 1° ottobre 2015. Si tratta della prima emissione italiana senza valore numerico indicato, ma con simboli tariffari come “A”, “B”, “A Zona 1”, “A Zona 2”. Questa scelta ha introdotto il concetto di francobollo “forever” nel sistema postale italiano. Ogni francobollo raffigura dettagli di opere di Leonardo da Vinci, come l’Uomo Vitruviano, macchine da guerra e studi geometrici tratti dal Codice Atlantico.
I valori di emissione, stabiliti secondo le tariffe 2015, erano:
0,80 € (Tariffa A), 1,00 € (B), 0,95 € (Zona 1), 2,30 € (Zona 2). Oggi i singoli francobolli si trovano sul mercato tra 1,25 e 3,50 € a seconda della tariffa, mentre i folder ufficiali completi possono valere 15–20 €. Alcuni fogli interi da 28 pezzi della Tariffa A hanno raggiunto quotazioni di 30–35 €.
Questa serie è molto apprezzata per la qualità estetica, la scelta tematica legata all’arte e la funzione postale aggiornata, oltre a presentare interesse anche in presenza di varianti tecniche o errori di stampa. Secondo esperti come Giorgio Cuneo, interpellato su La Gazzetta dell’Antiquariato, si tratta di una delle emissioni ordinarie italiane più rilevanti degli ultimi decenni.