Saipem torna al centro dell’attenzione degli investitori con risultati trimestrali solidi, segnali tecnici positivi e una novità: il ritorno al dividendo dopo cinque anni. Ma il titolo è davvero sottovalutato? E quanto margine di rivalutazione potrebbe offrire secondo gli analisti? Un mix di numeri e contesto che potrebbe rivelarsi interessante per chi cerca rendimento e stabilità.
Il mese di aprile si è chiuso con dati incoraggianti per Saipem, colosso dell’ingegneria energetica. Le ultime due settimane hanno portato aggiornamenti importanti: un trimestre in forte crescita, un dividendo annunciato dopo una lunga pausa e un flusso costante di ordini. Tutti elementi che stanno alimentando la fiducia del mercato. Il prezzo delle azioni ha reagito con slancio e ora si muove in prossimità di 2,07 €, ma diversi indicatori suggeriscono che ci possa essere ancora spazio per un ulteriore apprezzamento.
La società ha registrato ricavi per 3,52 miliardi € nel primo trimestre 2025, con una crescita del 15,5% anno su anno. L’EBITDA adjusted è salito a 351 milioni €, pari a un margine del 10%, e l’utile netto è balzato a 77 milioni €, in aumento del 35%. Inoltre, il portafoglio ordini ha raggiunto quota 32,7 miliardi €, sostenuto da nuove commesse per 2,1 miliardi € (fonte: saipem.com).
Guardando i multipli di mercato, Saipem presenta un P/E forward di 10,47 e un P/B di 1,69, dati che indicano una valutazione moderata, ben supportata dai fondamentali. Il rapporto EV/EBITDA di 3,86 è piuttosto basso per il settore, suggerendo una potenziale sottovalutazione. Anche il PEG ratio a 0,37 segnala una buona combinazione tra prezzo e crescita attesa. La redditività appare robusta, con un ROE del 12,80% e un ROA dell’8,66%, mentre i margini si attestano al 4,43% operativo e 2,17% netto, in miglioramento rispetto ai precedenti esercizi.
Dal punto di vista tecnico, il trend settimanale è nettamente positivo. Il titolo ha registrato una performance a 7 giorni di +8,45%, superando la media mobile a 50 giorni (2,03 €) ma ancora leggermente al di sotto di quella a 200 giorni (2,19 €). Gli indicatori tecnici settimanali – come MACD e Momentum – segnalano acquisto, e il sentiment su Investing.com è impostato su “Compra”.
Il consenso degli analisti raccolto da MarketScreener è favorevole: il prezzo obiettivo medio è fissato a 3,10 €, con una forchetta che va da un minimo di 2,00 € a un massimo di 3,70 €. Rispetto all’attuale quotazione di 2,07 €, questo implica una sottovalutazione del 49,7%. Nell’ultimo mese, diverse case di investimento – tra cui Intesa Sanpaolo e Kepler Cheuvreux – hanno confermato giudizi di “Buy” o “Outperform” sul titolo.
Ma la novità più rilevante per gli azionisti è forse il ritorno alla distribuzione del dividendo. Dopo cinque anni di pausa, Saipem ha annunciato un payout di 0,17 € per azione, con data ex dividendo il 19 maggio 2025. Al prezzo attuale, il rendimento atteso è dell’8,33%, un livello molto elevato rispetto alla media storica del settore e rispetto al rendimento medio quinquennale di Saipem, pari a 2,55%. Tra il 2020 e il 2024, la società non aveva distribuito utili, rendendo il ritorno al dividendo un segnale di fiducia nella solidità raggiunta.
In un momento in cui il settore energetico si trova sotto i riflettori per la transizione e la sicurezza delle forniture, Saipem sembra pronta a ritagliarsi un ruolo chiave, sia in termini operativi che azionari.
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