Ti sei mai chiesto se davvero esiste un modo per avere le cure dentistiche senza spendere una fortuna? E se ti dicessi che alcune persone riescono ad andare dal dentista pagando pochissimo, o addirittura nulla? Non è una leggenda metropolitana: succede davvero, e non solo in casi rarissimi.
C’è un mondo poco conosciuto dietro le cure odontoiatriche pubbliche, e chi lo scopre per tempo può risparmiare centinaia di euro. Ma cosa serve per accedervi? Basta rientrare in alcune categorie, spesso trascurate. E poi c’è chi, come Marco, lo ha imparato sulla propria pelle…
Marco non aveva mai dato troppo peso ai denti. Tra affitti da pagare e lavoretti mal retribuiti, il dentista era rimasto un lusso. Finché un dolore insopportabile non l’ha costretto ad agire. Non sapendo dove sbattere la testa, ha chiesto consiglio a una collega. È così che ha scoperto che alcune cure dentistiche pubbliche sono gratuite o a tariffe agevolate, in base al reddito o a condizioni di salute particolari. Pensava fosse uno scherzo, ma ha voluto provarci. Ha preso appuntamento alla ASL, portando con sé il suo ISEE, che era inferiore a 9.000 euro. Da lì, il via libera: visita odontoiatrica e intervento d’urgenza, tutto senza spendere un centesimo.
La storia di Marco non è un’eccezione. Molti non lo sanno, ma esistono percorsi di assistenza odontoiatrica pubblica pensati per persone in difficoltà economiche o con particolari fragilità sanitarie. I minori, per esempio, fino ai 14 anni (in alcune Regioni anche 16), possono accedere gratuitamente a visite, estrazioni e pulizie dentali.
E anche le donne in gravidanza, a seconda della normativa regionale, hanno diritto a trattamenti senza costi. Poi ci sono le persone con malattie gravi: chi ha subito un trapianto, chi è immunodepresso, chi sta affrontando una terapia oncologica. Per tutti loro, la sanità pubblica copre i trattamenti odontoiatrici, inclusi in certi casi anche impianti e protesi.
E per chi, come Marco, ha solo un reddito basso? Anche qui ci sono possibilità. Presentando un ISEE sotto la soglia regionale (di solito 8.000-10.000 euro), si può accedere a visite gratuite. In alternativa, esistono prestazioni a tariffa ridotta: una visita specialistica o un intervento urgente possono costare appena 35 euro di ticket. Il tutto tramite una semplice impegnativa del medico curante e una prenotazione al CUP.
Per chi non rientra in queste categorie, resta comunque la possibilità di detrazione fiscale: è possibile recuperare il 19% della spesa nella dichiarazione dei redditi, se si superano i 129,11 euro. Basta conservare la ricevuta o la fattura.
La storia di Marco dimostra che curarsi i denti senza svuotare il conto è possibile. Serve solo un po’ di informazione in più. E forse, la prossima volta che penserai di non poterti permettere una visita, ricorderai questa possibilità.
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