ISEE 2026, cambia tutto con la nuova scala di equivalenza: perché la famiglia conta più del reddito

Nel 2026 la scala di equivalenza ISEE cambia e incide direttamente sul valore finale dell’indicatore. Non basta più guardare al reddito: la composizione del nucleo familiare diventa determinante per stabilire l’accesso ai bonus e alle prestazioni.

Le nuove maggiorazioni introdotte con i modelli DSU aggiornati rendono il calcolo più favorevole per le famiglie con figli, soprattutto per alcune prestazioni di inclusione. Le regole si applicano automaticamente alle dichiarazioni già presentate.

ISEE 2026
ISEE 2026, cambia tutto con la nuova scala di equivalenza: perché la famiglia conta più del reddito (Crypto.it)

L’ISEE, cioè l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, nasce dal rapporto tra l’ISE e la scala di equivalenza. L’ISE rappresenta la somma dei redditi del nucleo familiare a cui si aggiunge il 20% del patrimonio complessivo, mentre la scala di equivalenza serve a “pesare” la composizione della famiglia.

Scala di equivalenza ISEE 2026: formula, maggiorazioni e differenze tra ordinario e inclusione

La tabella base della scala di equivalenza resta invariata nel 2026 e attribuisce un parametro crescente in base al numero dei componenti del nucleo. Si parte da 1,00 per una sola persona, si sale a 1,57 per due componenti, fino ad arrivare a 2,85 per nuclei con cinque componenti. Questo parametro costituisce la base su cui si innestano le maggiorazioni.

Nel sistema ordinario, disciplinato dal DPCM n. 159 del 2013, la scala di equivalenza aumenta in presenza di specifiche condizioni familiari. Il sistema riconosce incrementi in caso di famiglie numerose, presenza di figli minori con genitori lavoratori, nuclei con bambini sotto i tre anni e situazioni di disabilità o non autosufficienza. In particolare, ogni componente con disabilità comporta una maggiorazione significativa, mentre i nuclei con molti figli ottengono incrementi progressivi che aumentano con il numero dei componenti.

Nel 2026 entrano però in gioco novità rilevanti per alcune prestazioni. Con il decreto del 2 marzo 2026 del Ministero del Lavoro e con l’entrata in vigore del DM n. 3 del 2026, il sistema introduce una scala di equivalenza più favorevole per l’ISEE legato alle prestazioni di inclusione.

Le nuove regole riguardano misure come l’Assegno Unico, l’Assegno di Inclusione (ADI), il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL), il Bonus asilo nido e il Bonus nuovi nati. In questi casi, le maggiorazioni per i figli risultano più elevate rispetto al sistema ordinario. Per la prima volta viene riconosciuto un incremento anche per i nuclei con due figli, mentre le maggiorazioni aumentano progressivamente per tre, quattro o almeno cinque figli.

Queste modifiche incidono direttamente sul valore dell’ISEE perché aumentano il parametro della scala di equivalenza, riducendo di conseguenza l’indicatore finale. Un valore ISEE più basso consente l’accesso a un numero maggiore di prestazioni o a condizioni economiche più favorevoli.

Le nuove maggiorazioni si applicano automaticamente alle DSU presentate dal 1° gennaio 2026, senza necessità di presentare una nuova dichiarazione. L’INPS aggiorna d’ufficio le attestazioni relative all’ISEE inclusione, rendendo immediatamente operative le nuove regole.

Il sistema delle fasce ISEE non prevede soglie universali valide per tutte le prestazioni. Ogni misura stabilisce limiti specifici e criteri propri, che possono cambiare anche in modo significativo. Per questo motivo lo stesso valore ISEE può risultare valido per accedere a un beneficio ma non a un altro.

La compilazione della DSU 2026 richiede l’indicazione dei dati anagrafici, reddituali e patrimoniali riferiti al 31 dicembre del secondo anno precedente, quindi al 2024. Il sistema distingue tra DSU mini, utilizzata nella maggior parte dei casi, e DSU integrale, necessaria in situazioni più complesse come prestazioni universitarie, presenza di disabilità o nuclei con genitori non conviventi.