Il rinnovo del CCNL Metalmeccanici firmato da Federmeccanica-Assistal a novembre 2025 cambia in modo concreto la busta paga dal 2026 al 2028. Aumenti progressivi sui minimi tabellari, flexible benefits più alti, nuove regole su permessi e tutele sociali ridisegnano il quadro retributivo dell’industria metalmeccanica.
Il CCNL Metalmeccanici 2025-2028 segna un passaggio rilevante per migliaia di lavoratori dell’industria. Il nuovo accordo non si limita a ritoccare le tabelle retributive, ma interviene su minimi tabellari, welfare aziendale, permessi annui retribuiti (PAR) e tutele in caso di malattia.

Chi controlla il cedolino nel 2026 dovrà verificare il livello di inquadramento, la presenza di eventuali superminimi assorbibili, gli scatti di anzianità e le nuove voci legate ai flexible benefits. L’incremento complessivo previsto nel quadriennio raggiunge circa il 9,64% sulla paga base e segue una scansione precisa, con aumenti programmati ogni 1° giugno.
Il rinnovo interessa il contratto industria Federmeccanica-Assistal, distinto dal CCNL Artigiani, dal contratto Confapi e dal CCSL applicato nel gruppo ex FCA-CNH, che seguono regole e scadenze differenti.
Tabelle CCNL Metalmeccanici 2026: aumenti e nuovi minimi per livello
Nel contratto metalmeccanico industria ogni livello di inquadramento prevede un minimo tabellare lordo mensile che rappresenta la soglia di tutela sotto la quale l’azienda non può scendere. La retribuzione effettiva può risultare più alta grazie a superminimi, indennità e premi di risultato, ma gli aumenti stabiliti dal rinnovo incidono direttamente sulla paga base.
La programmazione degli incrementi prevede tre scadenze:
- 1° giugno 2026
- 1° giugno 2027
- 1° giugno 2028.
L’aumento del 2026, preso a riferimento sul parametro C3, ammonta a 53,17 euro lordi mensili; nel 2027 salirà di ulteriori 59,58 euro e nel 2028 di 64,87 euro.
Guardando ai singoli livelli, dal 1° giugno 2026 il minimo tabellare del livello D1 raggiunge 1.784,94 euro lordi, mentre il D2 arriva a 1.979,37 euro. Il C1 si attesta a 2.022,12 euro, il C2 a 2.064,88 euro e il C3 a 2.211,43 euro. Nei livelli superiori, il B1 tocca 2.370,33 euro, il B2 2.542,98 euro e il B3 2.838,99 euro, fino all’A1 che arriva a 2.907,01 euro lordi mensili. Dal 1° giugno 2027 questi importi crescono ulteriormente: ad esempio il D1 sale a 1.833,02 euro e il C3 a 2.271,01 euro.
Si tratta di valori lordi. L’effetto sullo stipendio netto del metalmeccanico dipende dalla tassazione individuale, dalle detrazioni fiscali e dall’eventuale presenza di superminimi assorbibili che possono compensare in tutto o in parte l’aumento contrattuale.
Il rinnovo non si limita agli stipendi. Dal 2026 i flexible benefits salgono da 200 a 250 euro netti annui. Per l’anno in corso l’azienda dovrà erogarli entro febbraio 2026, anticipando la consueta scadenza estiva. Questo importo rientra nel welfare aziendale e non incide sul reddito imponibile come una voce ordinaria di retribuzione.
Importanti novità riguardano anche l’orario di lavoro. I PAR collettivi passano da 5 a 7 giorni annui, per un totale di 64 ore. Il preavviso per la fruizione programmata dei permessi scende da 10 a 7 giorni e il contratto introduce tre eventi annui utilizzabili senza preavviso per imprevisti. La flessibilità plurisettimanale amplia il tetto massimo fino a 96 ore annue.
Sul piano delle tutele sociali, il contratto 2025-2028 rafforza le garanzie in caso di malattia e disabilità. I lavoratori con patologie oncologiche o croniche e invalidità pari o superiore al 74% potranno utilizzare 10 ore annue per terapie ed esami. Dal 1° gennaio 2026 il periodo di comporto con integrazione all’80% aumenta di 30, 45 o 60 giorni in base all’anzianità di servizio. Per i figli fino a 4 anni spettano inoltre tre giorni di permesso retribuito all’80% in caso di malattia.
Il rinnovo interviene anche su contratti e sicurezza. Dal 2027 le aziende potranno utilizzare nuove causali oltre i 12 mesi solo se avranno stabilizzato almeno il 20% dei precedenti rapporti a termine. In materia di prevenzione, l’accordo introduce la procedura di esame post-incidentale con il coinvolgimento degli RLS e rafforza i momenti di formazione nelle imprese con oltre 200 dipendenti.





