Nel 2026 il lavoro nel turismo torna a pesare di più in busta paga. Un incentivo economico mirato, legato a notti, festivi e straordinari, riaccende l’attenzione su uno dei settori più strategici dell’economia italiana. Tra redditi, requisiti e diritti, il beneficio diventa una leva concreta per lavoratori e imprese.
Nel quadro della Legge di Bilancio 2026, il tema del lavoro turistico, della stagionalità e della stabilità occupazionale torna centrale. Il sistema degli incentivi pubblici si intreccia con le esigenze del comparto turistico-alberghiero, della ricettività, del termale e della ristorazione, settori che negli ultimi anni hanno affrontato una forte carenza di manodopera.

Il trattamento integrativo speciale per notturni e straordinari festivi rappresenta uno strumento economico diretto, semplice e immediato, pensato per rafforzare l’attrattività del lavoro e sostenere i redditi dei dipendenti.
Turismo 2026, la notte vale di più: il bonus 15% che cambia la busta paga fino a settembre
Per tutto il periodo dal 1° gennaio al 30 settembre 2026, torna operativo il bonus del 15% sulle prestazioni di lavoro notturno e sugli straordinari svolti nei giorni festivi. Il beneficio si traduce in una integrazione economica calcolata sulle retribuzioni lorde relative a queste prestazioni e presenta una caratteristica decisiva: non concorre alla formazione del reddito, quindi non incide sull’imposizione fiscale del lavoratore.
La misura riguarda i dipendenti del comparto turismo, comprese le strutture alberghiere e gli stabilimenti termali, ma si estende anche agli addetti degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande disciplinati dall’articolo 5 della Legge 287/1991. Rientrano quindi ristoranti, bar, locali con intrattenimento, esercizi senza somministrazione di alcol e attività affini, rendendo il perimetro del beneficio particolarmente ampio e rappresentativo dell’economia dei servizi.
Il bonus nasce con una finalità precisa: sostenere la stabilità occupazionale e contrastare la carenza di manodopera nel turismo, nella ricettività e nel termalismo, settori in cui il lavoro notturno e festivo costituisce una componente strutturale dell’organizzazione aziendale.
Il requisito economico fondamentale riguarda il reddito da lavoro dipendente 2025, che non deve superare i 40.000 euro. Il calcolo considera tutti i redditi percepiti, anche in presenza di più datori di lavoro, includendo le somme corrisposte entro il 12 gennaio 2026, secondo il criterio della cassa allargata.
Per accedere al beneficio, il lavoratore deve presentare richiesta e autocertificare il reddito percepito nel 2025. Il meccanismo operativo coinvolge direttamente il datore di lavoro, che inserisce gli importi nella Certificazione Unica (CU) e recupera le somme erogate tramite compensazione in F24, rendendo il sistema automatico sul piano amministrativo e fiscale.
Bonus turismo 2026: un caso concreto
Un dipendente di un hotel stagionale o di un ristorante che lavora nei turni notturni o nei festivi tra gennaio e settembre 2026 vede riconosciuta una maggiorazione del 15% sulle retribuzioni lorde legate esclusivamente a quelle prestazioni. L’importo arriva in busta paga come integrazione netta, senza produrre effetti sul reddito complessivo e senza aumentare la pressione fiscale personale. Questo significa più potere d’acquisto immediato, senza effetti collaterali sul piano tributario.





