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Settimana decisiva per i mercati: perché Fed e inflazione cinese guidano i market mover globali

Pubblicato da
Angelina Tortora

La settimana dall’8 al 12 dicembre 2025 si apre con una delle riunioni più attese dell’anno: il meeting della Federal Reserve del 10 dicembre, da cui i mercati si aspettano un taglio dei tassi ormai considerato quasi certo.

Mentre gli investitori guardano alle mosse di Jerome Powell e alle nuove proiezioni economiche, l’attenzione globale si concentra anche sull’inflazione cinese, ancora frenata dalla crisi immobiliare. Un mix di decisioni monetarie, indicatori macroeconomici e discorsi istituzionali renderà questi giorni decisivi per comprendere il sentiment dei mercati internazionali.

Settimana decisiva per i mercati: perché Fed e inflazione cinese guidano i market mover globali (Crypto,it)

In questo scenario, il ruolo della Federal Reserve emerge come guida dei mercati globali, mentre la Cina continua a fare i conti con un’inflazione debole che orienta le aspettative sull’evoluzione della sua economia.

La mossa attesa della Federal Reserve e il quadro macro che orienta gli investitori

I riflettori dei mercati internazionali si concentrano sul meeting della Federal Reserve del 10 dicembre 2025, una riunione che potrebbe segnare un punto di svolta nel ciclo dei tassi. Gli economisti prevedono un taglio di 25 punti base dei Fed Fund, una decisione considerata quasi scontata dagli operatori, che stimano una probabilità del 95%.

La mossa attesa della Federal Reserve e il quadro macro che orienta gli investitori (Crypto.it)

L’attenzione non si limita alla decisione sui tassi: gli investitori seguono da vicino anche le nuove proiezioni economiche della banca centrale americana e la cosiddetta “nuvola dei dots”, che delinea i tagli attesi nei prossimi anni. La conferenza stampa del governatore Jerome Powell diventa così il momento chiave per interpretare l’orientamento della politica monetaria statunitense.

La settimana non ruota però solo attorno alla Fed, infatti, le riunioni delle banche centrali di Svizzera, Australia, Canada, Brasile e Turchia contribuiscono a delineare il quadro globale. Gli istituti dovrebbero mantenere tassi stabili, con l’eccezione della banca centrale turca, orientata a una riduzione del costo del denaro.

Il secondo grande market mover arriva dalla Cina, che pubblica i dati sull’inflazione di novembre. L’economia continua a risentire della crisi immobiliare, un fattore che da tempo mantiene i prezzi molto bassi e i prezzi alla produzione in territorio negativo dal 2022. Il dato cinese diventa un indicatore fondamentale per comprendere la forza della domanda interna e la capacità di recupero del Paese.

Negli Stati Uniti l’attenzione è puntata anche su altri indicatori, mentre i dati ufficiali sull’inflazione di novembre sono stati rinviati al 18 dicembre. Una settimana intensa, si inizia dall’8 dicembre con la diffusione dei dati sulla produzione industriale tedesca e l’indice Sentix sulla fiducia degli investitori dell’area euro. Il 9 dicembre arrivano i risultati dell’indice NFIB sulla fiducia delle piccole imprese negli USA e i dati JOLTS. Il 10 dicembre, il tanto atteso meeting della Fed,  la pubblicazione dei dati sull’inflazione cinese, l’Employment Cost Index, l’indice della produzione industriale italiana e, infine, il discorso della presidente della BCE Christine Lagarde.

L’11 dicembre i mercati guardano al tasso di disoccupazione italiano, ai sussidi americani e alla riunione della banca centrale turca. La settimana si chiude il 12 dicembre con il PIL del Regno Unito, l’inflazione di Germania, Spagna e Francia, oltre al discorso del membro non votante della Fed Paulson, che contribuisce a definire il quadro delle aspettative sul fronte monetario statunitense.

Una settimana intensa che scandisce gli ultimi passaggi cruciali del 2025 e offre ai mercati internazionali una chiave di lettura sul percorso della politica monetaria e sulla salute delle principali economie mondiali.

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