Il prezzo del caffè potrebbe toccare i 2 €: ecco le 7 città dove la tazzina costa già più di 1,30

Il prezzo del caffè al bar continua a salire, mettendo sotto pressione i consumatori e l’intera filiera. Tra aumenti delle materie prime, cambiamenti nei consumi domestici e disparità territoriali, la tazzina rischia di diventare un lusso quotidiano da 2 €.

Nel corso degli ultimi mesi il caro caffè è tornato al centro del dibattito pubblico. Il prezzo medio della tazzina ha subito un progressivo incremento in tutta Italia, trainato da fattori globali e locali. L’impatto delle tensioni geopolitiche, delle speculazioni sul mercato delle commodity e dei rincari energetici si riflette sia sul caffè servito al bar sia su quello destinato al consumo domestico, dove le cialde e le macchinette automatiche hanno superato la moka tradizionale.

costo caffe'
Il prezzo del caffè potrebbe toccare i 2 €: ecco le 7 città dove la tazzina costa già più di 1,30 – crypto.it

Mentre i consumatori faticano ad assorbire i rincari, anche le torrefazioni italiane, storicamente protagoniste nel mondo, denunciano margini in calo. Un’analisi dell’Unione Nazionale Consumatori rivela un aumento del prezzo medio del caffè dell’8,3 % su base annua, con punte anche superiori al 10 % in alcune aree urbane.

Domanda globale, filiera sotto pressione e nuove abitudini

Il primo elemento che incide sul prezzo del caffè è il contesto internazionale. Secondo l’Organizzazione Internazionale del Caffè (ICO), negli ultimi dodici mesi il prezzo del caffè arabica è salito di oltre il 20 % a causa delle condizioni climatiche sfavorevoli in Brasile e Colombia, che hanno ridotto l’offerta globale. A ciò si aggiunge l’aumento dei costi di trasporto e logistica, aggravato da eventi geopolitici e da ondate speculative sulle materie prime.

cialde capsule caffè
Domanda globale, filiera sotto pressione e nuove abitudini – crypto.it

In Italia, la tazzina al bar ha risentito di questi fattori in modo diretto. L’ultimo report di Confcommercio mostra come in media un espresso sia passato da 1,14 € nel 2022 a 1,23 € nel 2025, con incrementi maggiori nelle grandi città. Tuttavia, la trasformazione più silenziosa ma strutturale riguarda il consumo domestico. Oggi, secondo dati Nielsen, oltre il 65 % delle famiglie italiane utilizza cialde o capsule, a discapito della moka tradizionale. Questo ha modificato l’intera filiera, aumentando la dipendenza dalle importazioni di caffè pre-dosato e dagli apparecchi compatibili, prodotti spesso da multinazionali estere. Anche i prezzi medi delle capsule hanno registrato aumenti del 7–9 % nell’ultimo anno, complice anche il rincaro di alluminio e plastica.

Le città più care: mappa dei rincari e differenze territoriali

A rendere ancora più evidente l’effetto del caro caffè è la mappa dei prezzi a livello locale. Secondo un’indagine condotta da UNC, il record spetta a Bolzano, dove il prezzo medio supera ormai 1,35 €. Seguono Trento (1,33 €), Padova (1,32 €), Treviso (1,31 €), Milano e Bologna (entrambe sopra 1,30 €), tutte città del Nord.

Al contrario, in diverse aree del Sud Italia si registrano ancora prezzi medi sotto 1,20 €. A Catanzaro, Napoli e Reggio Calabria la tazzina costa tra 1,10 € e 1,15 €, ma anche in questi territori i rincari annuali superano l’8 %. Rispetto al 2022, il prezzo medio nazionale della tazzina è salito del 7,9 %.

Infine, l’allarme lanciato da Federconsumatori sottolinea come il prezzo del caffè possa superare i 2 € entro la fine del 2025 se non si interviene sulle dinamiche di filiera e distribuzione. Gli aumenti generalizzati, se confermati, potrebbero cambiare definitivamente il rapporto tra italiani e uno dei riti quotidiani più radicati nella cultura nazionale.

Gestione cookie