Il contribuente che salta una rata della rateizzazione con l’Agenzia delle Entrate deve sapere a cosa va incontro.
Le cartelle esattoriali si possono rateizzare in modo tale da non dover uscire una grossa somma in un’unica soluzione. Una volta preso l’impegno di sostenere il pagamento a rate, però, bisognerà rispettarlo o saranno guai. Il rischio è di decadere dalla rateizzazione e pagare tutto subito.
I contribuenti che ricevono una cartella esattoriale sanno esattamente a cosa vanno incontro. Alla restituzione di una certa somma di denaro a causa di un debito contratto con l’Agenzia delle Entrate. Quando la cifra è molto alta è impossibile riuscire a corrispondere quanto dovuto in un’unica soluzione. Evitare il pagamento non è un’opzione perché i passaggi successivi sarebbero molto gravi, pignoramento dei beni o fermo amministrativo dell’auto.
La strada da percorrere è quella della rateizzazione del debito. Il contribuente può chiedere all’AdE di dilazionare il pagamento nel tempo inviando una domanda telematica direttamente dal sito ufficiale dell’Agenzia. In questo modo si potrà decidere un certo numero di rate in base all’importo del debito. Per somme entro i 120 mila euro la rateizzazione massima è in 84 mensilità, oltre i 120 mila euro in 120 rate dimostrando la difficoltà economica.
Se il contribuente non dovesse pagare 8 rate anche non consecutive allora scatta la decadenza della rateizzazione. Significa dover pagare tutto in un’unica soluzione e che eventuali pignoramenti o fermi bloccati dalla dilazione dei pagamenti tornerebbero attivi. Prima del 2022 il limite era più basso, di cinque rate. Poi è stato esteso per sostenere la popolazione. Se tra le rate non pagate c’è l’ultima bisogna sapere che la decadenza scatterà pure se il numero di rate rimaste da coprire è inferiore.
Una puntualizzazione importante riguardante non la rateizzazione ordinaria ma quella richiesta aderendo ad una rottamazione delle cartelle esattoriali. In questo caso basta il mancato pagamento di una sola rata per far decadere dal beneficio. Tornando alla normale rateizzazione per evitare di decadere bisogna pagare puntualmente tutte le rate o comunque evitare di saltarne otto.
Non rispettando la scadenza finale, invece, si può decadere anche per meno rate. Ma quando si considera effettivamente scaduta una rata intermedia? Bisogna sapere che una rata scade solo quando viene superato il termine di pagamento della successiva come specificato dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare 17 del 29 aprile 2016.
Se, ad esempio, i versamenti rateali devono essere corrisposti entro il giorno 10 di ogni mese la rata in scadenza il 10 aprile in realtà sarà conteggiata ai fini della decadenza a partire dall’11 maggio ossia dopo il termine ultimo della rata successiva. Il contribuente ha un mese in più, dunque, per poter pagare.
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