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Economia

Rimborso Buoni Fruttiferi con un importo inferiore: Poste costretta a pagare di più

Pubblicato da
Valentina Trogu

Nessuno sconto a Poste Italiane, il rimborso dei Buoni Fruttiferi non può essere inferiore a quello atteso.

L’Arbitro Bancario Finanziario è l’ente a cui rivolgersi in caso di controversie con Poste Italiane in merito al pagamento dei Buoni Fruttiferi Postali. Un cittadino ha presentato ricorso per ricevere gli interessi indicati sul retro dei prodotti in suo possesso dopo che aveva ricevuto un importo inferiore.

Rimborso Buoni Fruttiferi con un importo inferiore: Poste costretta a pagare di più (Crypto.it)

Gli italiani scelgono i Buoni Fruttiferi come strumento di risparmio avendo la certezza di recuperare alla scadenza il capitale più gli interessi maturati grazie alla garanzia dello Stato Italiano. Gli interessi sono definiti nel contratto iniziale e sul sito di Poste Italiane c’è un simulatore che permette di calcolare ancora prima di acquistare un Buono il valore dello stesso alla scadenza in base al rendimento promesso.

Alla scadenza il risparmiatore riceverà il rimborso su richiesta se il Buono Fruttifero è cartaceo (attenzione a non far passare dieci anni, scatterà la prescrizione) oppure automaticamente sul Libretto Postale o conto BancoPosta avendo sottoscritto un Buono dematerializzato (opzione oggi consigliata). E se Poste Italiane pagasse degli interessi più bassi rispetto quelli indicati sul Buono?

Rimborso di importo inferiore? Puoi fare ricorso

Il caso in questione è quello di un risparmiatore che ha presentato ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario dopo che Poste Italiane ha pagato interessi inferiori rispetto quelli scritti sul retro di quattro Buoni della serie Q/P emessi il 21 dicembre 1989, ognuno del valore di 5 milioni di lire. Inizialmente l’azienda italiana ha contestato la richiesta del sottoscrittore di avere indietro la differenza sostenendo che i Buoni sarebbero dovuti essere rimborsati secondo le condizioni della seria Q e non P come indicato dal Decreto ministeriale del 13 giugno 1986.

Rimborso di importo inferiore? Puoi fare ricorso (Crypto.it)

Questo stabiliva interessi comporti per i primi 20 anni e semplici per i 10 anni seguenti aggiungendo un timbro sul retro dei prodotti indicante il nuovo tasso applicato. Qual era la giusta interpretazione delle direttive? Secondo il Collegio dell’ABF il ricorso si riferiva alla fase di liquidazione del titolo avvenuta nel 2020 e non al momento della sottoscrizione.

Dato che i Buoni avevano il timbro serie Q/P sul fronte e non sul retro ovvero quello che avrebbe dovuto modificare i tassi originari allora i nuovi rendimenti non si sono potuti applicare con la conseguenza che l’ABF ha dato ragione al risparmiatore. In mancanza del timbro attestante la variazione gli interessi applicati dovranno essere quelli stabiliti inizialmente. Da qui l’obbligo imposto a Poste Italiane di rimborsare gli interessi secondi i tassi presenti sul retro dei Buoni.

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