Molti pensionati e percettori di prestazioni INPS stanno scoprendo errori nella Certificazione Unica 2026. Codici fiscali errati, conguagli IRPEF sbagliati e addizionali regionali o comunali non corrette possono incidere direttamente sulla dichiarazione dei redditi e sul risultato del 730. In alcuni casi serve chiedere subito la rettifica all’INPS per evitare problemi fiscali e trattenute non dovute.
La stagione fiscale 2026 porta con sé nuovi controlli su CU INPS, pensioni, addizionali IRPEF e dichiarazione dei redditi. Migliaia di contribuenti che hanno l’INPS come sostituto d’imposta stanno verificando anomalie nei dati inseriti nella Certificazione Unica, documento fondamentale per compilare correttamente il modello 730 o il Modello Redditi PF.
Il problema non riguarda soltanto pensionati puri, ma anche percettori di NASpI, cassa integrazione, assegni di integrazione salariale e prestazioni miste tra pensione e redditi da sostegno al reddito. In diversi casi gli errori incidono direttamente sul calcolo del cuneo fiscale, delle detrazioni e delle addizionali regionali e comunali.
Tra conguagli fiscali, trattenute IRPEF e dati trasmessi all’Agenzia delle Entrate, molti contribuenti rischiano di presentare una dichiarazione precompilata errata senza accorgersene. Proprio per questo l’INPS ha pubblicato chiarimenti specifici sulle procedure di rettifica e sulle nuove Certificazioni Uniche corrette.
La questione assume particolare importanza perché eventuali errori nella CU possono tradursi in:
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Uno dei problemi più rilevanti riguarda le Certificazioni Uniche INPS aggiornate dopo errori nella classificazione fiscale delle somme erogate a titolo di sostegno al reddito.
Nelle prime versioni della CU 2026:
L’errore ha interessato soprattutto:
Secondo quanto segnalato dal Consorzio nazionale Caaf CGIL, circa due milioni di certificazioni hanno richiesto aggiornamenti e correzioni.
Per i pensionati che nel 2025 hanno percepito esclusivamente redditi da pensione, invece, il problema del cuneo fiscale non si applica direttamente, perché le misure previste dalla Legge di Bilancio 2025 non riguardano i trattamenti pensionistici.
Le addizionali IRPEF regionali e comunali vengono trattenute direttamente sulla pensione o sui redditi certificati dal sostituto d’imposta.
Quando la CU contiene dati errati possono verificarsi:
Le anomalie possono nascere anche da:
In alcuni casi i pensionati trovano importi differenti tra:
Chi individua errori nella CU deve chiedere la rettifica prima di presentare la dichiarazione dei redditi.
L’INPS consente diverse modalità di richiesta:
Per ottenere la correzione servono generalmente:
La rettifica aggiorna anche i dati trasmessi all’Agenzia delle Entrate e può modificare automaticamente la dichiarazione precompilata.
Chi ha scaricato la Certificazione Unica prima delle correzioni deve verificare se il modello risulta aggiornato.
La CU corretta presenta:
Per pensionati e percettori di prestazioni miste, la CU aggiornata può riportare anche:
Un pensionato che nel 2025 ha percepito pensione e NASpI potrebbe ricevere una CU INPS con dati inizialmente errati sul trattamento fiscale delle indennità.
Se utilizza la dichiarazione precompilata senza controllare:
In presenza di anomalie conviene:
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