Una persona malata ha un forte timore, perdere il posto di lavoro a causa delle assenze per potersi curare.
Per un dipendente è importante sapere quali sono le tutele che lo Stato garantisce nel momento in cui dovesse insorgere una grave malattia che richiede cure e, di conseguenza, impedisce di svolgere l’attività lavorativa.
Quando si ottiene un lavoro bisogna tenerselo stretto perché in Italia riuscire a trovare un’occupazione – soprattutto con contratto a tempo indeterminato – sta diventando sempre più complicato. Di conseguenza è normale che nel momento in cui si dovesse scoprire una malattia si teme per il proprio posto di lavoro. Comprensione e gentilezza non sono le caratteristiche principali di tutti i datori di lavoro.
C’è chi pensa unicamente al profitto e a mandare avanti l’azienda non tenendo conto che ogni dipendente è una persona e non un numero o uno strumento per fare soldi. Voler conservare il proprio posto di lavoro è lecito da parte del dipendente che scopre una malattia grave e deve iniziare dei trattamenti che lo terranno lontano per molto tempo dal luogo di lavoro. Il primo passo sarà quello di farsi riconoscere la disabilità e la Legge 104.
In caso di malattie oncologiche la normativa prevede che l’accertamento della disabilità venga effettuata dalle apposite Commissioni mediche entro 15 giorni dalla presentazione della domanda. Secondo la Legge 104 articolo 3 comma 3 se la compromissione riduce l’autonomia personale in correlazione all’età tanto da rendere indispensabile un intervento assistenziale permanente, globale e continuativo allora il sostegno sarà intensivo e si avrà la priorità di accesso agli interventi e programmi dei servizi pubblici.
Da normativa, poi, chi affronta una malattia oncologica ha diritto alla conservazione del posto di lavoro durante il periodo di comporto la cui durata è fissata dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro del settore di appartenenza. Il contratto potrebbe prevedere che in alcuni casi i giorni di assenza dal luogo di lavoro per potersi sottoporre alle cure vengano esclusi dal conteggio complessivo di assenza per malattia in modo tale da non gravare sul periodo di comporto.
In più se la patologia dovesse richiedere terapie salvavita come la chemioterapia è prevista l’esenzione dall’obbligo della reperibilità per le visite fiscali. Queste si potranno effettuare solo previo accordo con il dipendente malato. Ricordiamo, in conclusione, che il sistema di riconoscimento della disabilità è in fase di rimodulazione con la nuova valutazione di base ora partita in via sperimentale solo in nove province italiane. Dovrebbe essere attivata in tutta Italia dal 1° gennaio 2026.
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