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Pochi sanno che anche chi soffre di celiachia potrebbe accedere ai diritti della Legge 104

Pubblicato da
Gerardo Marciano

Angela non aveva mai pensato che la sua celiachia potesse rientrare in una condizione tale da garantirle diritti e agevolazioni previsti dalla Legge 104.

Si era sempre limitata a gestire la sua dieta senza glutine, senza approfondire troppo gli aspetti normativi legati alla sua malattia. Ma un giorno, durante un appuntamento al CAF per un semplice chiarimento fiscale, ha scoperto qualcosa che le ha cambiato la prospettiva.

Pochi sanno che anche chi soffre di celachia potrebbe accedere ai diritti della Legge 104-crypto.it

Era possibile che la sua condizione le permettesse di ottenere agevolazioni fiscali, permessi lavorativi e altre forme di supporto? Non aveva mai considerato questa possibilità. Il suo caso, come quello di tanti altri, dimostra quanto sia importante essere informati.

Non tutti i celiaci possono accedere ai benefici della Legge 104, ma alcuni sì, soprattutto quando la malattia diventa invalidante e impatta pesantemente sulla vita quotidiana. Il problema è che molte persone non sanno nemmeno di poter avanzare una richiesta. Per questo, conoscere i criteri e le condizioni è fondamentale. Se anche tu o qualcuno che conosci soffre di celiachia in una forma grave, potrebbe valere la pena approfondire.

Quando la celiachia può rientrare nei benefici della Legge 104

La celiachia non è sempre considerata una disabilità ai fini dell’accesso alla Legge 104, ma ci sono casi in cui viene riconosciuta come tale. La chiave sta nella gravità della patologia e nelle sue conseguenze sulla vita del paziente. La medicina distingue diversi livelli di severità della celiachia, e solo le forme più avanzate possono permettere di ottenere il riconoscimento di invalidità civile e l’accesso ai relativi benefici.

Quando la celiachia può rientrare nei benefici della Legge 104-crypto.it

In particolare, i pazienti che soffrono di celiachia di terzo o quarto grado, caratterizzata da malassorbimento severo, perdita di peso significativa e sintomi persistenti che limitano la capacità lavorativa e sociale, possono richiedere il riconoscimento di una disabilità. Il DPCM del 12 gennaio 2016 ha incluso la celiachia nell’elenco delle malattie croniche e invalidanti, rendendo possibile l’accesso ad alcune forme di tutela per chi ne soffre in maniera grave.

Per ottenere questi benefici, il paziente deve passare per una visita medico-legale, durante la quale una commissione valuta il livello di invalidità. Solo chi raggiunge almeno il 46% di invalidità può ottenere l’iscrizione alle liste speciali per il collocamento lavorativo mirato, mentre per i benefici completi della Legge 104, la disabilità deve avere un impatto rilevante sulle attività quotidiane e sull’integrazione sociale.

Agevolazioni, permessi e aiuti per i celiaci con riconoscimento di invalidità

Se la celiachia viene riconosciuta come condizione invalidante, il paziente può avere accesso a permessi lavorativi retribuiti, congedi straordinari e facilitazioni nell’accesso a cure mediche e farmaci. I lavoratori con disabilità grave possono ottenere fino a tre giorni di permesso al mese (anche frazionabili in ore), mentre i familiari che assistono un paziente possono usufruire di permessi specifici.

Oltre a questo, ci sono benefici economici. Per esempio, i celiaci hanno diritto a un bonus per l’acquisto di alimenti senza glutine, erogato dal Servizio Sanitario Nazionale. Questo contributo varia in base all’età e al sesso del paziente e può essere utilizzato in farmacie, negozi specializzati e supermercati convenzionati. Gli importi possono arrivare fino a 372 euro al mese per gli uomini tra i 14 e i 17 anni, con cifre diverse in base all’età e al sesso.

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