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Economia

Prestiti: alle donne solo il 20%! Il gender gap nel credito è ancora un ostacolo?

Pubblicato da
Pasquale Antoniacci

Il gender gap nel mercato del credito continua a essere una barriera per l’indipendenza economica delle donne. Secondo l’analisi della FABI, meno del 20% del totale dei prestiti erogati alle famiglie è destinato a clienti femminili, mentre agli uomini va oltre il 34%. Questo divario sottolinea una persistente difficoltà nell’accesso al credito per le donne, con conseguenze significative sull’autonomia finanziaria e sulle opportunità di investimento.

I dati raccolti mostrano che il credito cointestato, che rappresenta il 45% del totale, non garantisce un’effettiva parità di accesso alle risorse finanziarie. Spesso, infatti, le donne risultano intestatarie secondarie di finanziamenti richiesti insieme ai partner o ai familiari, il che non assicura loro una piena autonomia economica.

Il gender gap nel credito è ancora molto forte – crypto.it

Inoltre, il divario si accentua ulteriormente in alcune regioni italiane, evidenziando una forte disparità territoriale che incide sulle possibilità economiche delle donne e sulla loro capacità di avviare attività imprenditoriali o accedere a mutui per l’acquisto di immobili. Questa mancanza di indipendenza finanziaria può ripercuotersi anche sulle prospettive lavorative, limitando le opportunità di crescita e carriera. Ma quali sono le cause di questa situazione e quali strategie potrebbero ridurre il credit gender gap?

Disparità di accesso al credito: dati e cause principali

L’analisi della FABI evidenzia che, su un totale di 472 miliardi di euro di finanziamenti concessi alle famiglie italiane, solo 94 miliardi sono andati a clienti femminili, mentre 162 miliardi sono stati erogati a clienti maschili. Questo significa che esiste un credit gender gap di circa 68 miliardi di euro, una cifra che riflette una disuguaglianza strutturale ancora radicata nel settore finanziario.

Il divario varia anche su base territoriale. Nel Nord Italia, le donne ricevono circa il 19,6% del credito, mentre agli uomini è destinato il 34,6%. Nel Centro, le percentuali sono leggermente più bilanciate, con il 22,3% per le donne e il 33,7% per gli uomini. Al Sud, invece, il gap si accentua ulteriormente: solo il 18% del credito è erogato alle donne, mentre agli uomini spetta il 34,2%.

Nel Nord Italia il gender gap è meno accentuato – crypto.it

Le cause di questa situazione sono molteplici. Le donne continuano a essere svantaggiate nel mercato del lavoro, con stipendi medi più bassi e contratti più precari, elementi che incidono sulla valutazione del merito creditizio da parte delle banche. Inoltre, la minore presenza femminile tra i titolari di imprese riduce le opportunità di accesso ai finanziamenti destinati all’imprenditoria. Anche una minore educazione finanziaria tra le donne può influenzare la propensione a richiedere prestiti e investimenti.

Possibili soluzioni per ridurre il gender gap nel credito

Affrontare il credit gender gap richiede strategie mirate. Una delle soluzioni potrebbe essere l’introduzione di prodotti finanziari dedicati, come prestiti agevolati per donne imprenditrici o linee di credito con condizioni favorevoli.

Le banche potrebbero anche implementare politiche di valutazione del merito creditizio che tengano conto di fattori diversi dal solo reddito, come la capacità di risparmio o la stabilità lavorativa. Un altro passo fondamentale è il potenziamento dell’educazione finanziaria, attraverso programmi specifici rivolti alle donne, per aumentare la consapevolezza sulle opportunità di accesso al credito.

Infine, il supporto istituzionale gioca un ruolo cruciale. Iniziative governative come fondi di garanzia e incentivi per il credito femminile potrebbero ridurre le barriere all’accesso ai prestiti e favorire una maggiore equità nel settore finanziario. Solo attraverso un impegno congiunto di istituzioni, banche e società civile sarà possibile ridurre il divario di genere e garantire alle donne pari opportunità economiche.

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