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Assegno di Inclusione: come non perderlo se la domanda viene respinta

Pubblicato da
Valerio Diaco

Guida INPS sui vari stati in cui le persone richiedono un assegno di inclusione: Questo è ciò che dovresti fare per evitare di perdere il sussidio ADI.

Come è risaputo, l’Assegno di Inclusione (ADI) viene riconosciuto su richiesta, e il risultato della domanda online può essere visualizzato all’interno della procedura telematica INPS: Ma cosa succede se non viene accolta immediatamente?

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L’INPS ha risposto con il recente Messaggio n. 684, che illustra le numerose casistiche relative allo stato della domanda. La domanda è accettata nel caso più semplice: La carta di inclusione sarà caricata e poi distribuita a tutti gli adulti del nucleo con responsabilità genitoriale o alla scala di equivalenza.

Anche se non si ricevuto l’SMS di avviso, puoi ritirarla presso gli Uffici Postali.

Cosa fare in caso di domanda ADI respinta o in evidenza

Il motivo della reiezione è spiegato online per le domande respinte, e dal 27 febbraio sarà pubblicato un dettaglio dei motivi per cui le domande sono state respinte. Si può presentare una domanda motivata alla sede INPS territorialmente competente entro 30 giorni dalla comunicazione dell’esito se la domanda viene respinta. Inoltre, c’è la possibilità di presentare ricorso in tribunale.

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Quando le domande richiedono ulteriori controlli, può essere chiarito se l’ISEE presenta omissioni o difformità nei dati fiscali relativi a:

  • il patrimonio mobiliare dichiarato nel Quadro FC2 sezioni I e II
  • Il reddito dichiarato nel Quadro FC8 sez II della DSU nel caso in cui alcuni componenti del nucleo non dichiarano il reddito. In questi casi, l’INPS invia una comunicazione con la richiesta, che deve essere soddisfatta entro 60 giorni:
  • Presentare la documentazione che mostra i dati DSU alla sede competente;
  • Presentare una nuova DSU con le informazioni corrette o mancanti alla sede di competenza;
  • Rettifica della DSU con effetto retroattivo, ma solo per errori del CAF (che devono inserire la data di presentazione nel campo “data di presentazione”), con questa opzione attiva solo per gli intermediari.

La domanda viene respinta se mancano le azioni richieste entro 60 giorni. Non c’è più richiesta di ADI. Se il nucleo familiare dichiarato in DSU è diverso da quello registrato in anagrafe, la domanda viene sospensione: Secondo l’articolo 3 del DPCM n. 159 del 2013 e l’articolo 2 comma 6 del decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48 convertito, con modificazioni, dalla legge 3 luglio 2023, n. 85, all’INPS serve più tempo per verificare l’effettiva correttezza di tali discrepanze.

Al termine delle verifiche, l’operatore della sede INPS competente può accettare o rifiutare la domanda. Nonostante ciò, se entro 60 giorni nessuna delle due opzioni viene utilizzata, le domande saranno automaticamente elaborate (per silenzio assenso).

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