Pensione anticipata: quanto valgono i contributi figurativi in disoccupazione?

Quando si parla di pensione anticipata, bisogna sempre considerare il valore dei contributi figurativi in disoccupazione.

Parlare di pensioni anticipate non è mai facile. Spesso si corre il rischio di fare confusione, e di trattare aspetti che si rivelano generalmente poco chiari. Molto spesso, infatti, per introdurre questo argomento si tirano in ballo i contributi figurativi. Tanti ne parlano, ma in pochi sanno realmente in quale misura possono essere utili o meno.

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Pensione e contributi figurativi: le ultimissime (Crypto.it)

Ebbene, questo articolo nasce con uno scopo preciso: scoprire in cosa possono essere utili. Quello che al momento si può anticipare, è che possono servire anche e soprattutto per accedere in via anticipata alla pensione, ed ecco in che modo.

Pensione anticipata: a cosa servono i contributi figurativi?

Quando si parla di pensione anticipata non si può non parlare di contributi figurativi. Per definizione, quella citata è una modalità di contributi che viene riconosciuta ai lavoratori o ai contribuenti in modalità totalmente “gratuita”. Dunque, senza averli versati in alcun modo tramite prestazioni lavorative e molto altro.

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Segui questa data sul calendario: sarà quella in cui andrai in pensione (Crypto.it)

Ogni tipo di contributo appartenente alla categoria ha certamente una sua valenza, e dunque si può anticipare già da qui che possono tranquillamente essere presi in considerazione ai fini pensionistici. Questi aprono infatti il contribuente ad una duplice strada: determinare il diritto di ricevimento e legittimare la consegna dello stesso.

Non sono ovviamente da confondere con i bonus contributivi, che agiscono da paracadute per il lavoratore che, per un motivo o per un altro, si trova impossibilitato a svolgere le sue regolari funzioni. Arrivati a questo punto, qual è la reale utilità dei contributi figurativi? Come anticipato anche nel primo paragrafo, sono utili per accedere alla pensione anticipata.

Ci devono tuttavia essere alcune condizioni da rispettare, senza le quali non sarà possibile diventare dei pensionati precoci. Dovranno infatti essere stati svolti 35 anni di lavoro regolare a livello contributivo. Una volta appurata l’esistenza di questa prima condizione, si dovranno anche aver compiuto 41 anni di età.

Si fa infatti riferimento alla Quota 41, dove prima dei 19 anni di età bisogna aver avuto almeno un anno di versamento contributivo. Senza contare inoltre che bisognerà per forza di cose fare parte delle categorie di lavoratori coinvolte, ovvero:

  • Caregiver
  • Invalidi civili di poco sopra il 70%
  • Addetti a lavori usuranti
  • Disoccupati non volontari

Queste sono le categorie che potranno godere dei contributi figurativi nel massimo della loro funzione.

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