Il Ministero dell’Economia apre aprile con una nuova asta di BOT a breve termine, puntando su una doppia scadenza a 3 e 12 mesi.
Importi rilevanti, calendario serrato e commissioni contenute definiscono un’operazione che interessa da vicino risparmiatori e operatori. Ecco cosa sapere per partecipare e perché questa emissione è strategica.
Tra scadenze ravvicinate, nuove emissioni e rinnovi, si delinea un contesto che coinvolge sia investitori istituzionali sia il pubblico retail. Comprendere come funzionano questi strumenti, quali costi comportano e come si inseriscono nel calendario delle emissioni diventa essenziale per coglierne le opportunità.
Il Tesoro torna sul mercato con una doppia proposta che combina durata annuale e trimestrale. L’asta del 9 aprile prevede infatti un BOT a 12 mesi da 7,5 miliardi di euro con scadenza fissata al 14 aprile 2027 e un BOT a 3 mesi da 2,5 miliardi di euro con scadenza al 14 luglio 2026. Entrambi i titoli vengono emessi in prima tranche con regolamento al 14 aprile 2026.
I codici ISIN identificano in modo univoco i titoli: IT0005704447 per il BOT annuale e IT0005704454 per quello trimestrale. L’operazione complessiva raggiunge i 10 miliardi di euro e si colloca nel solco delle recenti emissioni, come il BOT annuale dell’11 marzo, ma introduce una maggiore articolazione grazie alla presenza del titolo a tre mesi.
Le tempistiche risultano precise e vincolanti. Il pubblico deve completare la prenotazione entro l’8 aprile tramite banca, posta o home banking abilitato. Gli operatori istituzionali presentano le domande entro le ore 11 del 9 aprile, mentre il collocamento supplementare per gli Specialisti si chiude il 10 aprile alle 15:30. L’emissione e il regolamento coincidono con il 14 aprile 2026. Per gli operatori ammessi all’asta, ogni richiesta non può scendere sotto 1,5 milioni di euro e ciascun partecipante può presentare fino a cinque domande.
Un elemento rilevante riguarda il collocamento supplementare, riservato agli Specialisti in titoli di Stato. Questo meccanismo consente un’ulteriore allocazione pari al 10% dell’importo offerto, cioè fino a 750 milioni per il BOT annuale e 250 milioni per quello trimestrale.
L’asta si collega direttamente al rinnovo del debito in scadenza. Il 14 aprile giungono infatti a maturazione BOT annuali per 7,7 miliardi di euro. Il nuovo collocamento non solo copre questa uscita, ma immette sul mercato risorse aggiuntive, portando l’offerta complessiva a 10 miliardi.
Alla fine di marzo, lo stock di BOT in circolazione ammontava a 134,245 miliardi di euro, concentrati soprattutto sulle scadenze annuali e semestrali. I BOT trimestrali risultano assenti, rendendo l’emissione del 9 aprile particolarmente significativa per riequilibrare la struttura del debito a breve termine.
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