Il programma di emissioni dei BTP 2026 entra nel vivo con nuove scadenze e un calendario fitto di aste.
I BTP, le decisioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il ruolo della Banca d’Italia, le oscillazioni dell’inflazione e il peso crescente dell’energia costruiscono un quadro complesso e in continua evoluzione.
Le aste, distribuite tra primavera ed estate, diventano il punto di incontro tra domanda e offerta, mentre il mercato osserva con attenzione ogni segnale proveniente dal calendario del Tesoro.
Il secondo trimestre del 2026 segna una fase cruciale per le emissioni di titoli di Stato italiani. Il Tesoro introduce nuovi benchmark su quattro scadenze considerate centrali per il mercato: tre, cinque, sette e dieci anni. Le nuove emissioni si collocano rispettivamente con scadenze al 15 settembre 2029, 1 giugno 2031, 15 giugno 2033 e 1 luglio 2036, con un ammontare minimo compreso tra 9 e 10 miliardi di euro per ciascun titolo. Questa scelta rafforza il tratto medio-lungo della curva dei rendimenti, quello che orienta in modo più diretto la percezione del rischio legato al debito italiano.
Accanto ai nuovi titoli, il Tesoro mantiene attive le riaperture di BTP già in circolazione, tra cui quelli con scadenza 28 febbraio 2028, 15 marzo 2029, 15 marzo 2033 e 1 febbraio 2036, con cedole che vanno dal 2,20% al 3,45%. Questa strategia consente di garantire continuità e liquidità al mercato, lasciando aperta la possibilità di ulteriori emissioni su scadenze più lunghe, titoli indicizzati all’inflazione e strumenti come i CCTeu.
Il calendario delle aste tra aprile e giugno segue una struttura consolidata. Ad aprile, maggio e giugno si alternano aste di BOT, titoli a medio-lungo termine e strumenti indicizzati, con appuntamenti distribuiti lungo tutto il mese. I quantitativi vengono comunicati di volta in volta poco prima del collocamento, con annunci ufficiali pubblicati tramite la Banca d’Italia.
I numeri complessivi del 2026 mostrano la portata dell’operazione. Dopo emissioni per circa 67,5 miliardi nei primi mesi dell’anno e oltre 50 miliardi destinati al rifinanziamento dei titoli in scadenza, il Tesoro prevede emissioni lorde comprese tra 245 e 260 miliardi di euro. Le emissioni nette si collocano invece tra 65 e 80 miliardi. La vita media del debito raggiunge i 6,97 anni, mentre il costo medio all’emissione sale al 2,79%.
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