Hai pagato una sola rata e poi ti sei fermato? La risposta che molti contribuenti decaduti dalla Rottamazione-quater stanno aspettando potrebbe essere già scritta nella nuova legge. La Rottamazione-quinquies apre spiragli, ma solo a precise condizioni.
La decadenza dalla Rottamazione-quater, il ruolo della data del 30 settembre 2025 e le nuove regole introdotte dalla Rottamazione-quinquies rappresentano un passaggio chiave per chi ha interrotto i pagamenti.
Il tema riguarda migliaia di contribuenti, alle prese con cartelle esattoriali, piani di rateazione inefficaci e il timore di perdere definitivamente i benefici della definizione agevolata. Capire quando si decade, se si può rientrare e in quali limiti non è solo una questione tecnica, ma una scelta che incide direttamente sul debito residuo e sulle future azioni dell’agente della riscossione.
Chi ha pagato soltanto la prima rata della Rottamazione-quater e ha omesso le successive risulta decaduto dalla precedente definizione agevolata. La normativa che introduce la Rottamazione-quinquies, contenuta nella Legge di Bilancio 2026, consente l’accesso alla nuova sanatoria proprio in presenza di questa condizione, ma non in modo automatico né generalizzato.
Il punto centrale è temporale. La legge richiede che, alla data del 30 settembre 2025, il piano della Rottamazione-quater risulti inefficace per mancato, insufficiente o tardivo pagamento delle rate. Il versamento della sola prima rata, seguito dall’inadempimento delle successive, integra pienamente la decadenza richiesta. In questo caso, i carichi possono essere nuovamente presi in considerazione dalla definizione quinquies, sempre che rientrino nel perimetro oggettivo previsto dalla nuova misura.
La stessa disciplina esclude invece chi, alla medesima data, risultava in regola con tutti i pagamenti scaduti. Le indicazioni operative chiariscono che non è possibile abbandonare volontariamente un piano ancora valido per accedere a condizioni più favorevoli. La Agenzia delle Entrate-Riscossione non ammette passaggi “di convenienza”: la quinquies nasce come rimedio per situazioni già compromesse, non come alternativa opzionale.
Dal punto di vista pratico, l’adesione riguarda solo i carichi affidati all’agente della riscossione entro i limiti temporali fissati dalla legge. In presenza di più cartelle o piani diversi, la valutazione non è unitaria. Occorre distinguere le posizioni decadute da quelle ancora efficaci, perché solo le prime possono confluire nel nuovo piano.
Quando la domanda viene accolta, i carichi decaduti dalla quater entrano in un nuovo piano di pagamento regolato dalla Rottamazione-quinquies. Tornano quindi i benefici tipici della definizione agevolata, con l’azzeramento di sanzioni, interessi di mora e aggio. Resta però un elemento di attenzione: anche la quinquies prevede la decadenza in caso di inadempimento. Se il contribuente non rispetta le nuove scadenze, perde i benefici e subisce la ripresa delle ordinarie attività di riscossione.
Un caso tipico aiuta a chiarire. Il contribuente che ha aderito alla Rottamazione-quater, ha versato la prima rata e poi ha sospeso i pagamenti, si trova oggi formalmente decaduto. Se al 30 settembre 2025 il piano risulta inefficace e i carichi rientrano nei limiti previsti dalla legge, può valutare l’adesione alla quinquies. Diversa è la situazione di chi, pur con difficoltà, ha mantenuto la regolarità dei versamenti: in quel caso la nuova sanatoria resta preclusa.
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