Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) torna sul mercato con due emissioni chiave: Btp marzo 2033 e Btp marzo 2029. Domanda superiore all’offerta in entrambi i casi e rendimenti differenziati tra medio e breve termine.
Il mercato dei Titoli di Stato italiani offre segnali interessanti lungo la curva delle scadenze. Nella stessa giornata il MEF colloca un Btp a sette anni e un Btp triennale, raccogliendo richieste superiori agli importi offerti. La dinamica tra rendimento lordo, prezzo di aggiudicazione, rapporto di copertura e cedola annua consente di leggere il posizionamento del debito pubblico italiano in questa fase.
L’attenzione si concentra su Btp marzo 2033, Btp marzo 2029, asta del 12 febbraio 2026, elaborazioni di Assiom Forex e calendario di regolamento e cedole. Il confronto con le precedenti emissioni aggiunge un ulteriore elemento di valutazione sull’andamento dei tassi.
Il 12 febbraio 2026 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha collocato la seconda tranche del Btp con scadenza 15 marzo 2033, cedola annua lorda del 3,15%. Il MEF ha emesso titoli per 1,5 miliardi di euro, raggiungendo il massimo della forchetta prevista tra un miliardo e 1,5 miliardi. Gli investitori hanno presentato richieste per circa 2,54 miliardi di euro, con un rapporto di copertura pari a 1,69, segnale di una domanda solida sul segmento a sette anni.
Il rendimento lordo complessivo del Btp marzo 2033 si è attestato al 3,02%, sulla base di un prezzo di aggiudicazione di 100,96. Il rendimento netto risulta pari al 2,62% secondo le elaborazioni di Assiom Forex. Il livello del 3% rappresenta un riferimento importante per il tratto medio della curva dei rendimenti.
Nella stessa giornata il MEF ha collocato anche la terza tranche del Btp con scadenza 15 marzo 2029, titolo triennale con cedola annua lorda del 2,4%. L’ammontare emesso ha raggiunto 3,5 miliardi di euro, anche in questo caso al massimo della forchetta prevista tra 3 e 3,5 miliardi. Le richieste hanno sfiorato 5,35 miliardi di euro, con un rapporto di copertura di 1,53.
Il rendimento lordo complessivo del Btp marzo 2029 si è fermato al 2,36%, con un prezzo di aggiudicazione pari a 100,15. Il rendimento netto risulta al 2,052%. Rispetto alla precedente asta del 13 gennaio 2026, quando il rendimento lordo aveva toccato il 2,48%, il dato evidenzia un calo sul tratto breve della curva.
Del Btp marzo 2029 risultano in circolazione titoli per 8,7 miliardi di euro. Il regolamento per entrambe le emissioni avverrà il 16 febbraio 2026. Per il Btp triennale la prima cedola verrà staccata il 15 marzo 2026 e presenterà un tasso lordo dello 0,39116%, calcolato su 59 giorni rispetto a un semestre di 181.
Un investitore che abbia partecipato all’asta del Btp marzo 2033 ottiene una cedola annua lorda del 3,15% con un rendimento effettivo del 3,02% determinato dal prezzo di aggiudicazione. Chi invece sceglie il Btp marzo 2029 punta su una durata più breve e su un rendimento lordo del 2,36%, inferiore rispetto alla precedente emissione di gennaio.
L’asta del 12 febbraio 2026 mostra quindi una domanda sostenuta su entrambe le scadenze e una differenziazione dei rendimenti tra medio e breve termine, elementi centrali per valutare le opportunità offerte dai Btp nel contesto attuale del debito pubblico italiano.
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