Superare i 25mila euro di ISEE non significa restare fuori dai bonus. Nel 2026 il sistema di agevolazioni continua a offrire sostegni concreti anche alle famiglie con redditi medio-alti, tra contributi diretti, detrazioni fiscali e riduzioni di spesa. Conoscere cosa spetta davvero evita rinunce inutili e permette di recuperare risorse importanti.
ISEE 2026, bonus famiglie, agevolazioni fiscali, Assegno Unico, detrazioni: parole che spesso vengono associate solo ai redditi bassi, ma che raccontano una realtà più articolata. Il welfare italiano non si ferma a una soglia simbolica e continua a riconoscere benefici anche a chi supera i 25mila euro di ISEE.
Il punto non è solo sapere che esistono, ma capire quali strumenti restano accessibili, come funzionano e perché incidono ancora sul bilancio familiare. Tra sostegni universali, contributi modulati e bonus indipendenti dall’ISEE, il 2026 offre un quadro più ampio di quanto si pensi.
Il primo pilastro resta l’Assegno Unico Universale, che non esclude nessuna famiglia con figli a carico. Anche con un ISEE superiore ai 25mila euro il diritto rimane, sebbene con importi più contenuti. Intorno a questa soglia l’importo mensile base per figlio si colloca poco sopra i 160 euro, mentre con un ISEE di circa 40mila euro scende sotto i 100 euro. La misura continua però a riconoscere maggiorazioni che rendono il sostegno ancora significativo, come quelle previste per i figli successivi al secondo, per i nuclei in cui entrambi i genitori lavorano e per i bambini molto piccoli. In particolare, fino a un ISEE di 40mila euro la quota base aumenta del 50% per i figli fino a un anno di età, estendendo il beneficio alle famiglie numerose anche fino ai tre anni del figlio più piccolo.
Accanto all’Assegno Unico, il Bonus Nido rappresenta uno dei contributi più rilevanti per chi ha figli sotto i tre anni. Le famiglie con ISEE compreso tra 25mila e 40mila euro possono ottenere un rimborso annuo che arriva a 2.500 euro per le spese di asilo nido, distribuito su undici mensilità. Per i figli successivi al primo nati dopo il 2024 l’importo massimo cresce ulteriormente, mentre anche chi supera i 40mila euro di ISEE mantiene il diritto al bonus, seppur in misura ridotta.
Dal 2025 è entrato in gioco anche il Bonus nuovi nati, confermato per il 2026. Si tratta di un contributo una tantum di 1.000 euro per ogni figlio nato, adottato o accolto in affidamento preadottivo, accessibile alle famiglie con ISEE inferiore a 40mila euro. Il beneficio riguarda quindi anche chi supera i 25mila euro, a condizione di presentare la domanda all’INPS entro 120 giorni dall’ingresso del minore in famiglia.
Sul fronte dell’istruzione universitaria, un ISEE medio non preclude le agevolazioni. Nella fascia intorno ai 25mila euro molte università applicano riduzioni significative delle tasse, che possono arrivare a un abbattimento del 30% dell’importo ordinario. Le modalità variano da ateneo ad ateneo, ma il risultato concreto resta un risparmio che può raggiungere diverse centinaia di euro all’anno per studente, soprattutto quando le riduzioni si combinano con criteri di merito.
Un capitolo a parte riguarda la sanità. L’esenzione dal ticket non si basa sull’ISEE, ma sul reddito familiare complessivo dell’anno precedente. Questo significa che una famiglia con un ISEE superiore a 25mila euro può comunque rientrare nei requisiti di esenzione se il reddito corrente risulta contenuto. L’età, lo stato di disoccupazione, la titolarità di assegno sociale o di pensione al minimo diventano fattori determinanti, indipendenti dall’indicatore ISEE.
Il panorama dei benefici si amplia ulteriormente guardando alle detrazioni fiscali, che nel 2026 restano in gran parte scollegate dall’ISEE. Il Bonus ristrutturazione consente di detrarre il 50% delle spese sostenute per la prima casa, fino a un tetto elevato, mentre per gli altri immobili la percentuale si riduce ma resta significativa. Lo stesso vale per il Bonus mobili ed elettrodomestici, collegato agli interventi edilizi, e per l’Ecobonus e il Sismabonus, che continuano a premiare gli interventi di efficientamento energetico e di messa in sicurezza degli edifici.
Anche le famiglie con figli studenti possono accedere ad altri sostegni. Il Bonus libri scolastici resta disponibile fino a un ISEE di 30mila euro, così come il contributo per le scuole paritarie, che sostiene le spese di iscrizione nei primi cicli dell’istruzione secondaria. Per la salute mentale, il Bonus psicologo riconosce un contributo anche a chi si colloca in una fascia ISEE medio-alta, con importi ridotti ma comunque utili a coprire parte delle spese.
Infine, il Bonus mamme lavoratrici si rivolge alle madri con redditi da lavoro fino a 40mila euro, indipendentemente dall’ISEE. Il beneficio si traduce in un alleggerimento diretto in busta paga e premia i nuclei con due o più figli, rafforzando il sostegno alla genitorialità anche oltre le soglie tradizionalmente associate ai bonus.
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