Gestire un conto corrente oggi costa molto più di ieri e il conto arriva senza sorprese solo a fine anno. Tra commissioni silenziose, canoni che crescono e operazioni sempre più frequenti, il conto corrente è diventato una spesa strutturale che pesa sul bilancio delle famiglie italiane. Capire dove finiscono i soldi è il primo passo per difenderli.
Conti correnti, costi bancari, commissioni, spese di gestione: parole familiari, spesso ignorate, che oggi tornano centrali. Negli ultimi dieci anni il rapporto tra cittadini e banche è cambiato, ma non sempre a vantaggio dei correntisti. La digitalizzazione ha semplificato le operazioni, ma non ha fermato l’aumento dei costi. Anzi, li ha redistribuiti.
Capire come funziona oggi un conto corrente, quanto costa davvero e perché conviene rivedere le proprie scelte bancarie non è solo una questione di risparmio, ma di consapevolezza finanziaria.
Gestire un conto corrente costa oggi in media oltre cento euro l’anno. Dieci anni fa la spesa era poco superiore agli ottanta euro. Il divario racconta un aumento del 23% che non nasce da un singolo rincaro, ma da una somma di piccoli aumenti progressivi che hanno inciso sulle tasche dei correntisti quasi senza farsi notare. Nell’ultimo anno l’incremento è stato di oltre sette euro, segno che la tendenza non si è arrestata.
Il dato più significativo riguarda la struttura dei costi. Le spese fisse, legate ai canoni di base e alla tenuta del conto, sono cresciute fino a superare i sessantacinque euro annui. Questo significa che una parte consistente della spesa si paga anche senza usare il conto. A queste si sommano le spese variabili, legate all’operatività quotidiana, che hanno registrato l’aumento più marcato nel decennio.
Uno degli elementi che incide maggiormente sul costo finale è l’anzianità del conto. Chi mantiene lo stesso rapporto bancario da oltre dieci anni sostiene una spesa media molto più alta rispetto a chi ha aperto un conto di recente. I vecchi contratti restano spesso ancorati a listini superati, meno competitivi e più ricchi di commissioni. Al contrario, i nuovi conti beneficiano di condizioni economiche più leggere, pensate per attrarre nuovi clienti in un mercato sempre più competitivo.
Questo divario dimostra che la fedeltà bancaria non viene premiata. La mobilità, soprattutto verso soluzioni digitali, rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per ridurre i costi di gestione.
Il vero aumento si concentra sulle spese variabili. L’operatività media annua ha raggiunto quasi duecento operazioni, tra bonifici, prelievi, pagamenti e servizi accessori. Le banche hanno mantenuto relativamente stabili i canoni, ma hanno fatto leva sulle commissioni per ogni singola operazione, trasformando l’uso quotidiano del conto in una fonte di ricavi costante.
In questo contesto si inserisce la Commissione di Istruttoria Veloce, applicata in caso di sconfinamento. Anche se riguarda una percentuale limitata di conti, ogni singolo evento ha un costo rilevante e contribuisce all’aumento complessivo delle spese. È una voce spesso sottovalutata, ma che può incidere in modo significativo su chi utilizza il conto con poca liquidità di margine.
Il confronto tra canali distributivi mostra differenze nette. I conti online restano la soluzione più economica, nonostante un lieve aumento dei costi. La gestione digitale riduce le spese strutturali e consente di contenere i canoni, rendendo queste soluzioni particolarmente adatte a chi opera prevalentemente da remoto.
Diversa la situazione dei conti postali. Qui i costi risultano più elevati e in crescita, anche a causa dell’uso frequente degli sportelli fisici. Le commissioni sui pagamenti e sulle operazioni, sia tradizionali sia digitali, incidono maggiormente, portando la spesa annua a livelli nettamente superiori rispetto ai conti fintech.
Vent’anni di contributi e 67 anni di età non bastano sempre per andare in pensione.…
Un nuovo titolo di Stato si prepara a debuttare sul mercato mentre i rendimenti a…
Gli aumenti sulle pensioni per il 2026 non restano più un’ipotesi. I numeri diventano definitivi,…
Chi percepisce la NASpI rischia una sospensione silenziosa ma immediata se dimentica un passaggio chiave…
Bonus Casa 2026: basta una mancata comunicazione per le detrazioni sulle ristrutturazioni condominiali. Non è…
Nel 2026 il lavoro nel turismo torna a pesare di più in busta paga. Un…