Successione+e+Naspi%3A+Agenzia+delle+Entrate+e+INPS+costretti+a+cambiare+le+regole
cryptoit
/2026/01/16/successione-e-naspi-agenzia-delle-entrate-e-inps-costretti-a-cambiare-le-regole/amp/
Economia

Successione e Naspi: Agenzia delle Entrate e INPS costretti a cambiare le regole

Pubblicato da
Angelina Tortora

Software che bloccano diritti, procedure che anticipano imposte e tutele che dipendono dalla durata reale del lavoro. Tra fisco e previdenza, due recenti casi mostrano come la prassi amministrativa possa entrare in frizione con la normativa e con i principi costituzionali.

Successione telematica, autoliquidazione delle imposte, NASpI, INPS e tutela del lavoratore sono temi apparentemente lontani, ma accomunati da un filo conduttore preciso: il peso crescente di procedure rigide che incidono direttamente sui diritti dei contribuenti.

Successione e Naspi: Agenzia delle Entrate e INPS costretti a cambiare le regole (Crypto.iit)

Da un lato, le difficoltà operative legate alla dichiarazione di successione telematica; dall’altro, una decisione del Tribunale di Chieti che chiarisce quando l’indennità di disoccupazione deve essere ripristinata. Due vicende diverse, ma entrambe rivelatrici di un problema più ampio che coinvolge Agenzia delle Entrate, Notariato e previdenza sociale.

Successione telematica e autoliquidazione: quando il software detta le regole

Lo Studio n. 58-2025/T del Consiglio Nazionale del Notariato ha acceso i riflettori sulle criticità della successione telematica, soffermandosi in particolare sulla rigidità del software messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. L’analisi evidenzia come il sistema informatico imponga, attraverso errori bloccanti, orientamenti interpretativi che non sempre risultano coerenti con la normativa vigente, impedendo di fatto la presentazione della dichiarazione.

Le difficoltà sono emerse con maggiore evidenza dopo l’introduzione del modello telematico di dichiarazione di successione e, soprattutto, dell’autoliquidazione dell’imposta di successione. In concreto, il contribuente si trova costretto a seguire criteri stabiliti unilateralmente dal sistema e a calcolare e versare l’imposta prima ancora di poter contestare eventuali errori, con la sola possibilità successiva di chiedere un rimborso. Una dinamica che solleva dubbi rilevanti sul piano della tutela giurisdizionale, poiché anticipa il pagamento dell’imposta senza garantire un contraddittorio effettivo, entrando in tensione con i principi costituzionali.

NASpI e rioccupazione: conta il lavoro svolto, non quello previsto

Sul fronte previdenziale, una ordinanza urgente del Tribunale di Chieti del 12 gennaio ha chiarito un punto fondamentale in materia di NASpI. L’INPS deve ripristinare l’indennità di disoccupazione al lavoratore che, dopo essersi rioccupato, perde il nuovo impiego prima di sei mesi, anche se il contratto inizialmente prevedeva una durata superiore.

Il caso riguarda una lavoratrice che già percepiva la NASpI e che l’INPS aveva dichiarato decaduta dal beneficio sulla base della durata contrattuale del nuovo rapporto di lavoro. Tuttavia, il rapporto si è interrotto dopo pochi giorni per il mancato superamento del periodo di prova. Secondo il giudice, ciò che conta non è la durata teorica del contratto, ma la durata effettiva del lavoro svolto. Di conseguenza, l’Istituto avrebbe dovuto riattivare automaticamente la NASpI, senza imporre la presentazione di una nuova domanda.

Due casi, un’unica questione di diritti

Le due vicende mettono in luce un problema comune: quando procedure amministrative e automatismi informatici prevalgono sulla sostanza delle norme, il rischio è quello di comprimere diritti fondamentali. Nella successione telematica, il contribuente subisce vincoli tecnici che possono tradursi in un’imposizione fiscale anticipata e difficilmente contestabile. Nel caso della NASpI, una lettura rigida delle regole ha portato a negare temporaneamente una tutela previdenziale, poi riconosciuta dal giudice sulla base della realtà dei fatti.

Fisco e previdenza, così, mostrano come la corretta applicazione delle norme non possa prescindere da un’interpretazione coerente con la legge e con i principi di ragionevolezza e tutela effettiva. Un equilibrio delicato, che passa anche dalla capacità delle amministrazioni di adattare strumenti e prassi alla complessità delle situazioni reali.

Articoli recenti

BTP Valore 2026: conviene davvero comprarlo ora o meglio aspettare? Il confronto che cambia la scelta

Il BTP Valore marzo 2026 è in collocamento fino al 6 marzo 2026 e offre…

21 minuti Fà

Telecamere in condominio senza consenso: ora si può, lo ha deciso la Cassazione

In condominio puoi installare telecamere senza chiedere il permesso al vicino, ma solo a precise…

2 giorni Fà

TFR all’Inps dal 2026: la doppia soglia che cambia le regole per le imprese

Dal 1° gennaio 2026 il versamento del TFR al Fondo di Tesoreria Inps segue una…

6 giorni Fà

Telecom Italia TIM, conti in crescita e debito in calo: cosa aspettarsi

Ricavi in aumento, margini in miglioramento e debito in riduzione: le stime degli analisti delineano…

1 settimana Fà

Riforma della Disabilità, dal 1° marzo si cambia in 40 province: cosa succede ora per chi assiste un familiare con legge 104

La riforma della disabilità accelera e amplia la sperimentazione a 40 nuove province dal 1°…

1 settimana Fà

Incentivi all’esodo e isopensione: perché dal 2026 cambia tutto sugli scatti dell’età pensionabile

Nuove regole per incentivi all’esodo e isopensione: l’INPS introduce l’obbligo di considerare anche gli scatti…

2 settimane Fà