Il MEF ha pubblicato un nuovo comunicato n. 6 del 9 gennaio 2026 in cui evidenzia il ritorno sul mercato con due emissioni chiave e raccoglie una domanda senza precedenti.
Numeri, investitori e sostenibilità raccontano molto più di una semplice operazione finanziaria. Dietro i dati ufficiali si legge una fotografia chiara dell’interesse globale per il debito pubblico italiano.
Il nuovo BTP a 7 anni, il BTP Green, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il collocamento tramite sindacato e la forte presenza di investitori ESG sono le parole chiave che sintetizzano un’operazione destinata a restare sotto osservazione. L’emissione del 9 gennaio 2026 non rappresenta solo un appuntamento tecnico per gli operatori, ma un segnale preciso rivolto ai mercati internazionali. Domanda elevatissima, ampia diversificazione geografica e interesse strutturale per i titoli sostenibili delineano uno scenario che va oltre il semplice rendimento e coinvolge fiducia, orizzonte temporale e strategie di lungo periodo.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato i dettagli del collocamento del nuovo benchmark BTP a 7 anni, con scadenza 15 marzo 2033 e cedola annua del 3,15%, affiancato dalla riapertura del BTP Green con scadenza 30 aprile 2046 e cedola annua del 4,10%.
L’operazione ha dato fiducia agli investitori e ha raggiunto un importo complessivo di venti miliardi di euro, la domanda è stata superiore al previsto, per circa 265 miliardi. La domanda si è così suddivisa: circa 150 miliardi hanno interessato il BTP a sette anni, mentre oltre 115 miliardi hanno interessato il BTP Green. La richiesta ha confermato un incremento di interesse per entrambe le emissioni dei Titoli di Stato.
La partecipazione degli investitori è risultata ampia e qualificata. Hanno preso parte al collocamento circa 390 investitori per il BTP a 7 anni e 360 per il BTP Green. Particolarmente rilevante la componente ESG, che ha sottoscritto circa il 55% del collocamento del titolo Green, in linea con la prima emissione avvenuta nel gennaio 2025. Questo dato rafforza il ruolo del BTP Green come strumento centrale nella strategia di finanziamento sostenibile dello Stato italiano.
Analizzando la tipologia degli investitori, emerge come i fund manager abbiano sottoscritto il 35,7% del BTP a 7 anni e il 47% del BTP Green.
I Titoli di Stato si confermano l’investimento più amato dagli italiani, per la sicurezza del capitale investito e per il rendimento che negli ultimi anni si conferma migliore di altri titoli.
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