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Economia

Tredicesima tra pensioni e stipendi: come si calcola davvero la gratifica e cosa fare se non arriva

Pubblicato da
Angelina Tortora

La tredicesima mensilità rappresenta la gratifica più attesa dell’anno, un’integrazione economica che deve essere versata entro dicembre a lavoratori e pensionati.

Il suo importo, legato alla retribuzione dell’anno solare, varia in base alle mensilità maturate e alle regole fiscali applicate. Comprendere come funziona il pagamento e come tutelarsi in caso di ritardi permette di evitare errori, dubbi e spiacevoli omissioni.

Tredicesima di dicembre tra pensioni e stipendi: come si calcola davvero la gratifica e cosa fare se non arriva (Crypto.it)

Nei mesi invernali cresce l’aspettativa verso la mensilità aggiuntiva di fine anno, una somma calcolata sulla base della retribuzione lorda percepita negli ultimi dodici mesi, che assume un ruolo centrale per la gestione delle spese familiari. Il suo valore non coincide mai con quello dello stipendio o dell’assegno pensionistico ordinario, perché la tassazione opera in modo differente e non si applicano le detrazioni da lavoro dipendente.

Quanto vale davvero la tredicesima mensilità e come si calcola l’importo di dicembre

Per i pensionati restano determinanti le soglie reddituali che danno accesso all’importo aggiuntivo di 154,94 euro e, per chi compie 64 anni nella seconda metà del 2025, anche alla quattordicesima mensilità prevista dalla normativa vigente. L’attenzione è alta anche sulle date di accredito, che cambiano a seconda della categoria: la tredicesima per i pensionati viene erogata con il cedolino di dicembre, per i dipendenti pubblici coincide con il calendario degli stipendi, mentre nel settore privato valgono le scadenze stabilite dai diversi CCNL.

Quanto vale davvero la tredicesima mensilità e come si calcola l’importo di dicembre (Crypto.it)

Non mancano i casi in cui l’azienda anticipa la gratifica per consuetudine o accordo interno, così come le situazioni in cui il pagamento non arriva e il lavoratore deve attivarsi per rivendicare quanto maturato. In questo quadro, conoscere le regole sulla maturazione dei ratei, i periodi che danno diritto alla mensilità aggiuntiva e le eccezioni previste dalla legge aiuta a capire a quanto ammonta realmente la tredicesima e quali strumenti adottare se l’importo non viene corrisposto.

La tredicesima spetta a tutti i lavoratori con contratto subordinato, sia full-time che part-time, compresi colf e badanti, e naturalmente ai pensionati. Non ne hanno diritto i collaboratori coordinati e continuativi né le forme di lavoro parasubordinato. L’importo varia perché deriva da un calcolo preciso effettuato sulle retribuzioni lorde dell’anno solare. Per determinare il valore spettante si applica la formula che tiene conto dei mesi lavorati e delle relative trattenute fiscali e previdenziali.

La mensilità aggiuntiva si ottiene dividendo per dodici la retribuzione lorda annuale maturata, includendo elementi come scatti di anzianità e indennità. I mesi utili alla maturazione comprendono quelli in cui il rapporto di lavoro è durato almeno quindici giorni. Sono validi anche periodi di assenza retribuita, come ferie, malattia coperta, maternità, congedo matrimoniale, cassa integrazione, riposi per allattamento, permessi retribuiti, festività e donazione del sangue. Non si maturano invece ratei durante aspettativa non retribuita, congedo parentale facoltativo, sciopero, assenze ingiustificate, periodo di malattia oltre il limite di comporto o quando il lavoro effettivo in un mese è inferiore a quindici giorni.

Per i pensionati, la tredicesima viene erogata insieme all’assegno ordinario ed equivale all’importo lordo mensile al netto delle detrazioni non applicabili sul rateo aggiuntivo. Chi rientra nelle soglie previste riceve anche l’importo aggiuntivo di 154,94 euro, pieno o ridotto in base al reddito, mentre i pensionati che maturano il diritto alla quattordicesima tra luglio e dicembre 2025 vedranno accreditata anche questa somma nel cedolino di fine anno. Si tratta di elementi che incidono in modo significativo sulla liquidazione complessiva di dicembre e che rispondono alle domande più frequenti degli utenti, come: perché la tredicesima è più bassa dello stipendio? quando arriva esattamente? cosa cambia in base al tipo di contratto?

Calendario dei pagamenti, regole per dipendenti e pensionati e come agire se la tredicesima non viene versata

La tredicesima matura mese per mese ma viene corrisposta in un’unica soluzione entro dicembre. Per i pensionati, l’accredito avviene con il cedolino di dicembre, comprensivo di eventuali bonus e della rivalutazione annuale. Per gli statali e i dipendenti della pubblica amministrazione, il pagamento coincide con la data prevista per l’erogazione dello stipendio di dicembre, con alcune eccezioni che consentono anticipi in specifiche amministrazioni. Nel settore privato, invece, i tempi di accredito dipendono dai contratti collettivi di riferimento, che generalmente collocano il pagamento nelle settimane che precedono le festività natalizie. Molte aziende, sulla base di accordi interni, scelgono di anticipare la gratifica rispetto alla scadenza contrattuale.

Quando il pagamento non arriva, è necessario prima verificare se si rientra nelle condizioni che comportano la mancata maturazione di alcuni mesi, come aspettative non retribuite o periodi di congedo parentale facoltativo. Se invece il datore di lavoro risulta inadempiente, il lavoratore può richiedere formalmente il versamento della somma mediante un sollecito. La via più efficace è rivolgersi a un sindacato o a un’associazione di categoria per procedere con una richiesta scritta. Il diritto alla tredicesima si prescrive in tre anni, e il datore di lavoro che non rispetta le scadenze previste dal CCNL rischia anche di perdere le agevolazioni contributive legate alle assunzioni agevolate. Per questo motivo, intervenire tempestivamente rappresenta la tutela migliore sia per recuperare l’importo dovuto sia per evitare che l’inadempimento si protragga nel tempo.

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