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Buoni fruttiferi postali e modello RED: l’errore che fanno in tanti (e che può costare caro)

Pubblicato da
Angelina Tortora

Quando un buono fruttifero postale scade ma non è ancora stato riscosso, il titolare si trova spesso davanti a un dubbio ricorrente: gli interessi maturati vanno dichiarati nel modello RED anche se non sono stati materialmente incassati?

Il funzionamento dei buoni postali, la tempistica di scadenza, la distinzione tra capitale e proventi e il concetto di “reddito percepito o percepibile” creano spesso confusione.

Buoni fruttiferi scaduti e modello RED: l’errore che fanno in tanti (e che può costare caro) Crypto.it

Nel modello RED, però, le regole seguono un criterio preciso che si applica anche a chi ha un BFP cartaceo scaduto nel 2024. Comprendere cosa inserire, come determinare gli importi e perché gli interessi rientrano comunque nella dichiarazione permette di evitare errori e di tutelare la propria posizione previdenziale.

Gli interessi dei BFP scaduti e il modello RED: quando dichiararli e perché contano anche se non riscossi

Il modello RED considera redditi non soltanto quelli effettivamente incassati nell’anno di riferimento ma anche quelli giuridicamente esigibili, cioè disponibili per il titolare anche se non ancora ritirati. Questo principio include i buoni fruttiferi postali, che alla data di scadenza cessano di maturare interessi e diventano integralmente rimborsabili. Se un BFP cartaceo è scaduto nel 2024, gli interessi maturati fino a quel momento risultano disponibili e devono essere inseriti nel RED riferito allo stesso anno, anche se il titolare non si è ancora presentato allo sportello per il rimborso.

Gli interessi dei BFP scaduti e il modello RED: quando dichiararli e perché contano anche se non riscossi (Crypto.it)

La dichiarazione riguarda esclusivamente gli interessi, perché il capitale nominale non rappresenta un reddito. Il criterio seguito dall’INPS si basa sulla disponibilità giuridica del provento: alla scadenza, infatti, l’importo maturato è a disposizione presso Poste Italiane e può essere richiesto in qualunque momento. Per questo motivo il mancato incasso non esonera dall’obbligo di indicare tali somme nel RED.

Molti pensionati si domandano come calcolare l’importo da dichiarare se non hanno riscosso nulla. La quantificazione può avvenire richiedendo un estratto direttamente allo sportello postale oppure attraverso il simulatore di Poste Italiane, che consente di conoscere il totale maturato alla data di scadenza. L’ammontare indicato non include il valore nominale del titolo, ma solo gli interessi soggetti a imposta sostitutiva.

Come comportarsi con un buono scaduto: importi da indicare, prescrizione e casi pratici

Quando un buono postale scaduto non viene riscosso, il capitale e gli interessi rimangono depositati presso Poste Italiane e possono essere recuperati in qualsiasi momento, ma solo entro il limite dei dieci anni successivi. Trascorso questo periodo, il buono si considera prescritto e il titolare perde il diritto al rimborso. Per questo motivo è fondamentale monitorare la scadenza dei titoli e procedere al recupero per tempo, anche se gli importi sono già stati dichiarati nel RED.

Un caso pratico frequente riguarda chi, come molti pensionati, si accorge della scadenza del buono solo mesi dopo. Anche in questo scenario, per il modello RED relativo al 2024 occorre indicare il totale degli interessi maturati alla scadenza, perché l’importo risulta comunque disponibile da quell’anno. La mancata riscossione non modifica l’obbligo dichiarativo e non incide sul diritto al rimborso, sempre che non siano trascorsi i dieci anni.

I dubbi più comuni riguardano la natura del reddito, la tempistica e le modalità di calcolo. Gli interessi dei BFP sono considerati redditi di capitale e rientrano quindi tra quelli da comunicare nel modello RED se esigibili nell’anno di riferimento. La determinazione dell’importo non richiede operazioni manuali: gli strumenti messi a disposizione da Poste Italiane consentono di ottenere il dato preciso necessario alla compilazione.

Per evitare complicazioni, conviene sempre verificare scadenze e valori maturati, soprattutto quando si possiedono più buoni o titoli sottoscritti molti anni prima. Una gestione attenta permette di dichiarare correttamente gli importi, tutelare il proprio trattamento pensionistico e non rischiare la prescrizione del buono.

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