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Sono disoccupato, posso chiedere la NASPI per intero e gli incentivi per aprire un’attività? La trappola nascosta a cui fare attenzione

Pubblicato da
Pasquale Antoniacci

Chi percepisce la NASpI può richiederla in un’unica soluzione per avviare un’attività autonoma, ma ci sono vincoli precisi e un rischio poco noto. Inoltre, esistono incentivi regionali che, in alcuni casi, sono cumulabili con la NASpI anticipata.

Quando si perde il lavoro, l’idea di investire la disoccupazione in un progetto imprenditoriale può sembrare una soluzione concreta. L’INPS prevede infatti la possibilità di ricevere la NASpI anticipata, ovvero l’intero importo residuo spettante in un’unica soluzione, per aprire una partita IVA, aderire a una cooperativa o avviare una impresa individuale.

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Tuttavia, ci sono regole da rispettare, tempistiche strette e una clausola che può diventare una vera trappola: chi torna al lavoro prima della scadenza naturale del sussidio è tenuto alla restituzione integrale dell’importo anticipato. Per questo motivo, è fondamentale conoscere in dettaglio le condizioni previste dalla normativa e le opportunità disponibili anche a livello regionale.

NASpI anticipata, regole e rischio restituzione

La NASpI anticipata può essere richiesta da chi intende avviare un’attività autonoma o intraprendere forme di autoimpiego. L’importo erogato corrisponde alla somma delle mensilità residue di NASpI non ancora percepite. Secondo l’INPS, la domanda deve essere presentata entro 30 giorni dall’avvio dell’attività autonoma oppure entro 30 giorni dalla presentazione della domanda di NASpI, se l’attività è iniziata precedentemente. La condizione chiave per ottenere il beneficio è che il richiedente non instauri un rapporto di lavoro subordinato durante il periodo in cui sarebbe spettata l’indennità: se questo accade, l’importo ricevuto in anticipo deve essere restituito per intero.

NASpI anticipata, regole e rischio restituzione – crypto.it

Una deroga è prevista nel caso in cui si diventi soci lavoratori di una cooperativa con rapporto mutualistico: in questo caso, la NASpI anticipata è compatibile e non va restituita. È importante sapere che si può anche aprire una partita IVA e mantenere la NASpI mensile ordinaria, ma solo se il reddito presunto da lavoro autonomo non supera i 4 800 € annui. In tal caso, è obbligatorio comunicare all’INPS il reddito stimato attraverso il modello NASPI.COM. Se il reddito è pari a 0 €, l’indennità resta invariata. Per importi fino a 4 800 €, la NASpI viene ridotta fino all’80 %; oltre tale soglia si perde il diritto alla prestazione.

Incentivi regionali e cumulabilità con la NASpI

Parallelamente alla NASpI anticipata, esistono incentivi pubblici per l’autoimpiego erogati tramite bandi nazionali o regionali. Alcuni esempi sono il programma Resto al Sud 2.0 gestito da Invitalia, i fondi per l’imprenditorialità giovanile del Fondo Impresa Donna, oppure le misure previste nel Piano Garanzia Occupabilità dei Lavoratori  (GOL) per l’inclusione attiva.

In molte Regioni italiane, come Campania, Emilia-Romagna, Sardegna e Puglia, sono attivi programmi specifici che prevedono contributi a fondo perduto per disoccupati che vogliono aprire un’impresa. I fondi variano a seconda del territorio e possono arrivare fino a 120 000 €, con una percentuale a fondo perduto che può superare il 60 %, secondo quanto riportato da DottrinaLavoro. Alcuni di questi bandi risultano cumulabili con la NASpI anticipata, a condizione che il progetto imprenditoriale sia coerente con gli obiettivi del programma e che venga mantenuto per un minimo di tempo stabilito dal bando stesso.

Tuttavia, la cumulabilità non è sempre automatica: è essenziale consultare il bando regionale o rivolgersi ai Centri per l’Impiego per verificare l’effettiva compatibilità tra incentivi regionali e prestazioni INPS. Ad esempio, nella Regione Lazio e nella Regione Toscana sono stati attivati sportelli specifici per accompagnare i percettori di NASpI nella trasformazione in imprenditori, spesso in collaborazione con il piano GOL.

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