Un+Post+sui+social+ti+pu%C3%B2+costare+caro%2C+rischi+il+licenziamento+immediato
cryptoit
/2025/07/25/un-post-sui-social-ti-puo-costare-caro-rischi-il-licenziamento-immediato/amp/
Categorie: News

Un Post sui social ti può costare caro, rischi il licenziamento immediato

Pubblicato da
Valentina Trogu

Per un post sui social puoi essere licenziato, la Corte d’Appello di Roma con una sentenza spaventa i lavoratori. 

Prima di postare una foto o un video bisogna ragionare attentamente e capire se si rischia o meno il licenziamento. Un vero incubo per gli amanti dei social che amano condividere con i loro contatti momenti della vita. Non sempre, naturalmente, si può finire nei guai ma in particolari circostanze.

Un Post sui social ti può costare caro, rischi il licenziamento immediato (Crypto.it)

I social sono diventati parte della vita quotidiana di milioni e milioni di persone ma bisogna saperli usare con saggezza. Possono essere uno strumento di intrattenimento, socializzazione e condivisione ma al contempo possono diventare motivo di separazione dal partner, di isolamento e anche di licenziamento. La Corte d’Appello non ha dubbi, il datore di lavoro può licenziare il dipendente per un post social.

Conta il momento in cui il lavoratore ha postato il video o la foto. Nello specifico la legittimità del licenziamento è legata alla malattia del dipendente. Se questo durante i giorni di assenza dal posto di lavoro per malattia usa i social in modo incompatibile con le condizioni di salute allora può essere licenziato. Ci vuole un po’ di furbizia nella vita altrimenti si rischia di rimanere senza occupazione.

Lavoratore in malattia licenziato per i post sui social

Nel caso analizzato dalla Corte d’Appello il lavoratore era stato licenziato perché durante la malattia postava foto mentre si allenava in palestra. Attività in netto contrasto con l’infortunio dichiarato e la prescrizione del medico curante. Di conseguenza è venuto meno il rapporto di fiducia tra dipendente e datore di lavoro giustificando il licenziamento.

Lavoratore in malattia licenziato per i post sui social (Crypto.it)

Questa sentenza – numero 4047 del 2025 – si allinea a tante altre sentenze che parlano di obbligo di correttezza e buona fede anche in caso di malattia. Restare a casa nelle ore di reperibilità non è sufficiente per essere esenti da ripercussioni. La Legge impone che il dipendente eviti comportamenti pregiudicanti la guarigione. Esibire tali comportanti sui social, poi, è un ulteriore atto di sfregio nei confronti dell’azienda. Oltre al danno sanitario anche quello d’immagine.

In diversi procedimenti i social si sono rivelati gli strumenti usati dai datori di lavoro per provare la cattiva fede del lavoratore e licenziarlo. Il dipendente che a Benevento durante la malattia suonava con la band, quello che a Napoli durante un permesso studio aveva postato foto in una località di vacanza, tutti licenziati per giusta causa. C’è di più, non solo in malattia bisogna stare attenti a cosa si posta sui social. Passato l’orario di lavoro non si possono esprimere pareri che compromettono il rapporto di lavoro, nemmeno in tono scherzoso (sentenza del Tribunale di Roma numero 6854 del 2023).

Articoli recenti

Turni notturni da 12 ore e pensione usuranti: quando ogni notte può valere una volta e mezza

Il lavoro notturno nel settore sanitario può incidere direttamente sull’accesso alla pensione anticipata per lavori…

19 ore Fà

Pensioni dipendenti pubblici: nuove aliquote INPS e ricalcoli, ma non per tutti

Le pensioni dei dipendenti pubblici tornano al centro dell’attenzione dopo i chiarimenti dell’INPS sulle nuove…

2 giorni Fà

Benzina e diesel verso nuovi rincari: il Governo valuta le accise mobili mentre il petrolio corre

Il prezzo del petrolio torna a salire e riporta sotto pressione benzina e diesel. Il…

3 giorni Fà

ISEE 2026: il nuovo calcolo INPS che può riaprire bonus e sussidi

Dal 2026 alcune prestazioni sociali utilizzano un valore ISEE diverso da quello ordinario. L’aggiornamento automatico…

4 giorni Fà

Guerra, mercati e fisco: perché il 26% può diventare il vero nemico dei risparmiatori

La crisi in Medio Oriente riaccende la volatilità e mette sotto pressione i portafogli degli…

1 settimana Fà

BTP Valore 2026: conviene davvero comprarlo ora o meglio aspettare? Il confronto che cambia la scelta

Il BTP Valore marzo 2026 è in collocamento fino al 6 marzo 2026 e offre…

1 settimana Fà