Per capire come aumentare l’importo della pensione bisogna ragionare in modo strategico e iniziare a farlo il prima possibile.
Non è consigliabile aspettare i 60/65 anni per iniziare a pensare alla pensione e all’importo sull’assegno. Potrebbe essere troppo tardi per fare qualcosa e assicurarsi una vecchiaia tranquilla senza problemi economici. Appena si ha un’entrata stabile bisogna attivarsi per costruire una rendita pensionistica sufficiente per mantenere la qualità della vita desiderata.
La vita può essere vista come un gigantesco tetris dove continuamente arrivano pezzi da incastrare tra loro per cercare di andare avanti il più possibile evitando di incorrere in troppe seconde possibilità. Ad un certo punto finiranno e se non si è stati abbastanza previdenti e accorti sarà un duro colpo. Inutile giungere tra 20 anni alla pensione e rimanere stupiti del basso importo sull’assegno.
Bisognerebbe aver ormai capito che il sistema contributivo è svantaggioso, che nel tempo non solo si andrà sempre più tardi a lavoro ma che eventuali vuoti contributivi incideranno come macigni sulla pensione. La stima è di una differenza tra stipendio e pensione di diverse centinaia di euro, anche 300 euro e questo accumulando tanti anni di contributi (40 e più). Insomma il giovane lavoratore non può ignorare un reale problema che si manifesterà al momento del pensionamento. Deve pensare ad alzare la pensione ora.
Rimandare non è un’opzione, si deve agire oggi per aumentare la pensione futura integrandola con una rendita legata alla previdenza integrativa. Bisogna ragionare seriamente su questa possibilità e valutare quanto possa essere importante un investimento anche minimo, di 50 euro al mese ad esempio, per assicurarsi un futuro migliore.
Diverse proposte arrivano da Covip, tra le più interessanti un bonus d’ingresso alla previdenza complementare alla nascita di un figlio e agevolazioni fiscali per i lavoratori a basso reddito. Lo scopo è far crescere la previdenza complementare cancellando il dualismo oggi vigente. Prevalgono le adesioni di lavoratori forti, delle Regioni del Nord Italia, maschi e di età matura.
Bisogna coinvolgere, invece, i giovani, chi ha basso reddito e le donne con un’attiva campagna e aiuti fiscali interessanti come il citato Bonus ingresso nuovi nati che permette di iscrivere i minori alle forme di previdenza complementare e di usare i soldi successivamente per percorsi di studi. Insomma l’idea è di spianare la strada ai cittadini verso la costruzione di un futuro pensionistico più solido invogliando l’accesso alla previdenza integrativa intercettando soprattutto le fasce di popolazione prima citate.
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