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Visita fiscale: con invalidità al 67% ho diritto all’esonero? Si, ma dipende dalla patologia

Pubblicato da
Valentina Trogu

Alcuni lavoratori sono esenti dalla visita fiscale. L’invalidità al 67% può essere un valido motivo ma non sempre.

Quando un dipendente è in congedo per malattia e assente dal posto di lavoro, l’INPS o il datore possono inviare una visita fiscale di controllo. Il fine è accertare che il dipendente sia realmente impossibilitato a svolgere l’attività lavorativa. Durante gli orari di reperibilità il lavoratore malato dovrà farsi trovare in casa per non avere conseguenze gravi.

Visita fiscale: con invalidità al 67% ho diritto all’esonero? Si, ma dipende dalla patologia (Crypto.it)

La visita fiscale prevede che un medico si rechi a casa del lavoratore malato per accertare il malessere quando è assente dal posto di lavoro. Questo perché il dipendente in malattia riceve un’indennità e l’INPS ha interesse a constatare che i soldi non vengano erogati senza che l’interessato ne abbia realmente diritto.

Coinvolti nelle visite fiscali sia i dipendenti del settore pubblico che quelli del settore privati. Dallo scorso anno gli orari di reperibilità sono gli stessi, dalle 10.00 alle 12.00 la mattina e dalle 17.00 alle 19.00 il pomeriggio. Se il lavoratore non dovesse essere in casa quando il medico incaricato bussa alla porta è bene che abbia una valida giustificazione o rischia anche il licenziamento.

Esenzioni dalla visita fiscale: c’è l’invalidità al 67%

Giustificazioni ammesse per un’eventuale assenza sono una visita medica, terapie per curare una patologia, impedimenti molto gravi, ricovero ospedaliero, spostamento in altre parti dell’abitazione come un garage o una cantina. Ci sono casi, poi, in cui il dipendente è completamente esonerato dall’obbligo della visita fiscale.

Esenzioni dalla visita fiscale: c’è l’invalidità al 67% (Crypto.it)

In generale sono esenti i cittadini con patologie gravi che richiedono terapie salvavita, con malattie per le quali è riconosciuta la causa di servizio, le malattie legate all’invalidità con percentuale minima del 67%. L’INPS ha redatto una lista di patologie che danno diritto all’esenzione dalla visita fiscale. Citiamo i trapianti di organi vitali, l’insufficienza renale acuta o la cirrosi epatica.

Per quanto riguarda l’invalidità, si intende il riconoscimento dell’invalidità civile per menomazione fisica, intellettiva o psichica che comporta una riduzione permanente della capacità lavorativa di almeno un terzo. Solo se la percentuale riconosciuta supera il 67% allora non bisognerà preoccuparsi delle visite fiscali.

Sarà il medico INPS a stabilire se l’esenzione spetta o meno dopo aver visionato la documentazione attestante la patologia invalidante. La domanda di esonero potrebbe partire anche dal medico di base dopo che ha riconosciuto condizioni di salute così gravi da dare diritto al beneficio. In tal caso sulla certificazione dovrà indicare il codice di esenzione E ma ad avere l’ultima parola sarà comunque il medico dell’INPS.

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