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Economia

Bonus casa anche al coniuge non proprietario? I chiarimenti

Pubblicato da
Valentina Trogu

Il Bonus casa spetta al coniuge non proprietario dell’immobile ristrutturato? Approfondiamo la normativa italiana.

Le detrazioni dei Bonus edili vanno inserite nel modello 730. Questa affermazione non è esaustiva perché bisogna capire se solo chi ha pagato i lavori deve necessariamente approfittare dell’agevolazione e se pur non essendo proprietario dell’immobile il coniuge può scaricare le spese avendole pagate di tasca sua.

Bonus casa anche al coniuge non proprietario? I chiarimenti (Crypto.it)

.Nel 2025 sono state modificate alcune regole che disciplinano i Bonus edilizi. Abbiamo assistito ad una stretta al Superbonus e alla riduzione delle aliquote per le seconde case. Il Bonus ristrutturazione, la misura più utilizzata dagli italiani con l’Ecobonus, ha visto abbassare la detrazione al 36% per gli immobili che non sono abitazioni principali. Il tetto massimo, invece, è rimasto di 96 mila euro.

Nel biennio 2026/2027, poi, le aliquote diminuiranno nuovamente scendendo al 36% per l’abitazione principale e al 30% per gli altri immobili. Possono approfittare del Bonus casa i contribuenti soggetti all’IRPEF anche se non residenti in Italia proprietari dell’immobile, usufruttuari, inquilini, familiari conviventi, conviventi more uxorio. L’importante è che abbiano sostenuto le spese e abbiano un diritto reale sull’immobile. Questo passaggio è fondamentale per capire se il coniuge non proprietario può detrarre la spesa.

Può detrarre le spese di ristrutturazione il coniuge non proprietario?

Essere proprietario dell’immobile non è una condizione necessaria per richiedere il Bonus casa. Il coniuge ha diritto alla detrazione come ogni altro familiare convivente con il proprietario della casa ristrutturata pur non essendone proprietario. Questo perché è sufficiente avere un titolo di godimento e sostenere le spese degli interventi.

Può detrarre le spese di ristrutturazione il coniuge non proprietario? (Crypto.it)

Laddove il coniuge convivente con il proprietario dovesse pagare i lavori con mezzi di pagamento tracciabili allora potrà detrarre questi costi a condizione che abbia conservato le fatture e che queste sia intestate a sé stesso. Nello specifico nel bonifico parlante devono esplicitate la causale del versamento con riferimento alla normativa legata all’agevolazione richiesta (per le ristrutturazioni è l’articolo 16-bis del Dpr 917/1986), il codice fiscale dei coniuge non proprietario dell’immobile ma beneficiario delle detrazioni avendo sostenuto le spese e il codice fiscale/partita IVA del destinatario del pagamento.

Non ha importanza a chi sia intestato il conto corrente da cui viene effettuato il pagamento, può essere personale o meno. Significa che il coniuge può liberamente effettuare il versamento tramite il proprio conto e usufruire del Bonus casa. La spesa ricordiamo che dovrà essere inserita in dichiarazione dei redditi precisamente nel Quadro E Oneri e Spese, sezione IV, nei righi E61  E62 del modello 730.

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