Il prezzo del token PYTH ha subito un crollo verticale, perdendo oltre il 66% dal suo massimo annuale. Con un possibile death cross in formazione e uno sblocco imminente di token per un valore di 298 milioni di $, gli investitori iniziano a chiedersi se il peggio debba ancora arrivare. Tra segnali tecnici ribassisti e pressioni sull’offerta, il futuro del progetto Pyth Network è più incerto che mai.
Certe volte, nel mondo delle criptovalute, tutto cambia in un lampo. Un giorno ti svegli e vedi il tuo portafoglio verde brillante, il giorno dopo ti ritrovi davanti a un grafico impietoso che punta verso il basso. Chi segue Pyth Network lo sa bene. Negli ultimi mesi, il token PYTH ha vissuto una discesa che ha lasciato l’amaro in bocca a molti. Eppure, fino a poco tempo fa, c’era entusiasmo. Il progetto, legato all’oracolo decentralizzato che fornisce dati finanziari in tempo reale, sembrava pronto a rivoluzionare il settore. Poi è iniziato il crollo.
A marzo 2024, il prezzo aveva toccato 1,20 $, suscitando grande ottimismo tra gli investitori. Ma oggi, PYTH oscilla attorno a 0,13 $, segnando una perdita superiore all’89% rispetto al massimo storico. Non si tratta solo di volatilità: dietro questo calo ci sono segnali tecnici preoccupanti e uno scenario macroeconomico tutt’altro che favorevole. Le parole chiave? Death cross, pressioni sull’offerta, volatilità del mercato e fiducia in calo.
Secondo un’analisi pubblicata da FXStreet, il grafico di PYTH sta tracciando una configurazione molto chiara: la media mobile a 50 giorni sta per incrociare al di sotto della media a 200 giorni, configurando il temuto death cross, un segnale spesso associato a mercati ribassisti. Questo evento, se confermato, potrebbe anticipare un’ulteriore discesa, rafforzando un trend che si è già dimostrato estremamente fragile.
A ciò si aggiunge il fatto che l’indice RSI (Relative Strength Index) si mantiene sotto i 45 punti, segnalando un calo di momentum ma ancora lontano dalla soglia di ipervenduto. Il prezzo è stato respinto più volte dalle medie mobili a 100 giorni (attorno a 0,18 $), evidenziando un’incapacità di recuperare livelli di resistenza importanti. Anche il volume degli scambi è aumentato, ma secondo CoinGlass, si tratta in larga parte di vendite da parte di investitori che stanno chiudendo le posizioni in perdita.
Come se i segnali tecnici non bastassero, Pyth Network si prepara ad affrontare uno dei momenti più critici della sua breve storia: lo sblocco di circa 2,13 miliardi di token, equivalenti a 298 milioni di $, previsto per i prossimi giorni. A riportarlo è Mitrade, che sottolinea come questa operazione aumenterà l’offerta in circolazione del 58,7%, passando da 3,62 miliardi a 6,38 miliardi di token.
Un incremento così significativo può facilmente tradursi in una pressione al ribasso sul prezzo, soprattutto se i token sbloccati finiranno rapidamente sul mercato. E non si tratta di un’ipotesi remota: molti dei destinatari di questi token sono investitori early-stage o team interni, con margini di profitto anche dopo il calo del prezzo. Alcuni analisti temono che il prezzo possa scivolare sotto la soglia psicologica dei 0,10 $, aprendo la strada a nuovi minimi.
Tuttavia, non mancano voci più ottimiste. Secondo CoinCodex, c’è la possibilità di un rimbalzo fino a 0,169692 $ entro il 25 maggio, se il mercato reagirà positivamente e se lo sblocco verrà gestito in maniera progressiva. Ma in un contesto dove la fiducia vacilla, anche una ripresa tecnica potrebbe non bastare a rassicurare gli investitori di lungo periodo.
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