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Economia

Congedo Legge 104 per se stessi e per tutti i dipendenti (pubblici e privati): 2 possibilità da subito

Pubblicato da
Valentina Trogu

Il congedo straordinario Legge 104 dalla durata di due anni prevede condizioni differenti in base a chi inoltra domanda della prestazione.

Tra le agevolazioni concesse con la Legge 104 c’è il congedo straordinario di 24 mesi al massimo. Vediamo come funziona e qual è la netta differenza prevista a seconda di chi lo richiede.

Congedo legge 104 per se stessi e per tutti i dipendenti (pubblici e privati): 2 possibilità da subito (Crypto.it)

La Legge 104 nasce con l’obiettivo di tutelare e garantire una vita dignitosa alle persone con invalidità e ai caregiver, familiari che se ne prendono cura. La normativa raccoglie una serie di misure di diversa natura. Ci sono le agevolazioni fiscali come la detrazione del 19% sull’acquisto di un veicolo oppure di strumenti di supporto tecnologici, l’IVA al 4%, l’esenzione dal pagamento del bollo auto. Poi ci sono gli aiuti in ambito lavorativo.

La possibilità di chiedere il trasferimento in una sede più vicina all’abitazione del disabile è tra i vantaggi più importanti. Altrettanto utili sono i permessi di tre giorni al mese retribuiti. Permettono di assentarsi dal posto di lavoro senza rischio di essere licenziati. Questa misura si rivolge sia ai lavoratori con disabilità che ai caregiver (questi dovranno occuparsi realmente e in modo continuativo del familiare disabile durante il permesso). Entrambi sono beneficiari anche del congedo straordinario ma in modo differente.

Congedo straordinario, quando non è retribuito

Il congedo straordinario permette di assentarsi dal posto di lavoro per un massimo di 24 mesi (non necessariamente continuativi). Possono approfittare di questa possibilità sia i lavoratori disabili che i caregiver ma solo quest’ultimi avranno comunque la retribuzione pur non lavorando.

Congedo straordinario, quando non è retribuito (Crypto.it)

Il dipendente con Legge 104 può approfittare solo del permesso biennale non retribuito, una prestazione differente che consente di mantenere il posto di lavoro ma senza ricevere retribuzione durante l’assenza. In più non si potrà svolgere nessun altro tipo di attività lavorativa.

I familiari lavoratori nel settore pubblico o privato che assistono una persona con disabilità, invece, possono contare sul congedo straordinario retribuito (non è però computato nell’anzianità di servizio). Condizione necessaria è la convivenza con il disabile che dovrà partire dal primo giorno di assenza dal lavoro e durare fino al ritorno sul posto di lavoro.

Inoltre si deve rispettare l’ordine di priorità nella richiesta di congedo altrimenti il datore di lavoro potrebbe rivalersi sul dipendente che non ha rispettato la normativa. In conclusione ci sono due diversi tipi di congedo con riferimento alla Legge 104, uno retribuito valido solo per i caregiver e l’altro non retribuito previsto per il lavoratore con disabilità. Le due misure non sono cumulabili.

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