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Investimento e Trading

Piaggio potrebbe offrire un upside del 58%? Ecco 5 motivi per cui il titolo con rendimento dell’8,7% attirerebbe gli analisti

Pubblicato da
Pasquale Antoniacci

Un titolo storico del made in Italy che naviga tra nuove normative, valutazioni interessanti e un potenziale di crescita sorprendente. Piaggio, leader nella mobilità urbana e nei veicoli a due ruote, sta attraversando una fase delicata, ma alcuni analisti vedono spiragli di ripresa e sottovalutazione evidente. I numeri recenti raccontano una storia complessa, fatta di sfide e opportunità.

Quando si parla di Piaggio, è inevitabile pensare alla Vespa, icona mondiale della mobilità leggera e simbolo del design italiano nel mondo. Ma dietro quell’immagine vintage si nasconde un’azienda solida e dinamica, che continua a reinventarsi tra Europa, Asia e mercati emergenti, investendo in innovazione, sostenibilità e nuove tecnologie per la mobilità urbana.

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Nonostante le pressioni normative e un inizio d’anno non entusiasmante sul fronte dei risultati, il titolo sta attirando l’attenzione di diversi analisti per via di un mix interessante: rendimento da dividendo elevato, valutazioni contenute, margini industriali più resilienti del previsto, e una presenza ormai consolidata anche nei segmenti premium. Il tutto, condito da un potenziale di rialzo che, almeno sulla carta, potrebbe superare il 50% nei prossimi mesi, in caso di ripresa dei mercati chiave e di conferma del trend di efficienza operativa. Ma conviene davvero crederci ora? La risposta, come sempre, dipende dal profilo di rischio dell’investitore.

Tra trimestrale debole e fondamentali ancora solidi

Nel primo trimestre del 2025, Piaggio ha registrato un calo dei ricavi del 13,4% a 370,7 milioni di €, rispetto allo stesso periodo del 2024. L’utile netto è sceso a 8,7 milioni di €, meno della metà dei 18,7 milioni precedenti. A pesare, secondo Marketscreener, sono state soprattutto le nuove normative “EURO 5+” che hanno colpito le vendite in Europa, oltre a un rallentamento in Asia e India.

Eppure, i fondamentali restano difendibili: margine lordo al 30,5%, EBITDA margin del 16,7%, ROE al 16,11% e ROA al 3,56%. Il titolo tratta con un P/E di 9,35, un Price/Book di 1,50, EV/EBITDA di 4,07 e un P/FCF a 4,29, valori che indicano chiaramente una possibile sottovalutazione, soprattutto rispetto ai competitor internazionali.

Tra trimestrale debole e fondamentali ancora solidi – crypto.it

Dal lato tecnico, però, il breve periodo racconta un’altra storia. L’analisi settimanale di Investing.com indica una netta prevalenza di segnali ribassisti: 14 medie mobili su 15 segnalano “vendi adesso”, e lo stesso fanno 16 indicatori su 26. L’RSI resta debole a 25,28, e anche il MACD si muove in territorio negativo. Il momentum, insomma, non è dalla parte del titolo in questo momento.

Prezzo obiettivo, dividendi e raccomandazioni: cosa dicono gli analisti

Secondo il consensus riportato da Marketscreener, il prezzo obiettivo medio di Piaggio è di 2,614 €, con una stima minima di 1,90 € e una massima di 4,10 €. Rispetto alla quotazione attuale di 1,649 €, il titolo risulterebbe sottovalutato del 58,5%. Il potenziale massimo, in caso di ritorno ai massimi indicati, supererebbe addirittura il +148%.

Le raccomandazioni raccolte da Soldionline.it negli ultimi 30 giorni confermano un sentiment positivo ma prudente: Intesa Sanpaolo mantiene il giudizio “Buy” con target a 2,30 €, mentre Equita SIM e Mediobanca si mostrano più cauti, assegnando un “Hold” e “Neutral” con target a 2,20 € e 2,50 € rispettivamente.

Sul fronte dei dividendi, Piaggio ha distribuito 0,08 € per azione nell’ultimo esercizio, con un rendimento da dividendo dell’8,73%. Negli ultimi cinque anni il rendimento medio è stato vicino al 5%, con una buona regolarità: l’unica interruzione risale al 2020, durante la pandemia. Il payout ratio del 2024 è pari all’81,66%, coerente con la politica storica della società.

Tutti elementi che, per chi guarda al medio-lungo termine, potrebbero far sembrare Piaggio un titolo da monitorare con attenzione, nonostante la volatilità di breve periodo.

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