Dividendi sopra il 7%, valutazioni basse e ritorni sull’equity superiori al 20%: Azimut Holding e Banca Mediolanum sono tra i titoli più interessanti di Piazza Affari. Ma nonostante i numeri simili, le prospettive potrebbero differire più di quanto sembri.
In un mercato che premia sempre meno la crescita a tutti i costi e sempre più la redditività sostenibile, emergono titoli capaci di combinare rendimenti elevati, valutazioni conservative e una solida reputazione sul lungo periodo. È il caso di Azimut Holding e Banca Mediolanum, due protagonisti del settore finanziario italiano che stanno attirando l’attenzione di investitori in cerca di valore e dividendi.
Con ROE sopra il 20%, P/E inferiore a 10 e un dividendo superiore al 7%, entrambe le società si collocano tra le prime scelte per chi cerca un portafoglio orientato al reddito. Ma quando si guarda più da vicino, emergono differenze sostanziali.
Secondo i dati di Marketscreener, Azimut Holding quota attualmente circa 20,90 €, mentre il prezzo obiettivo medioassegnato dagli analisti è di 26,72 €, con un massimo a 30,00 € e un minimo a 24,00 €. Questo implica una sottovalutazione del 28%, che potrebbe toccare il +43% nello scenario più favorevole. Il P/E attuale è inferiore a 9, un dato che sottolinea una valutazione interessante, soprattutto considerando la stabilità degli utili.
Le raccomandazioni degli ultimi 30 giorni raccolte da Soldionline.it riflettono però una certa cautela: il giudizio medio è “Accumulate”, con alcuni analisti che preferiscono rimanere neutrali in attesa di segnali più forti sul fronte della raccolta netta e delle dinamiche del risparmio gestito.
Diverso il caso di Banca Mediolanum, che quota 13,56 € e ha un prezzo obiettivo medio di 15,26 €, con punte fino a 16,50 €. Il potenziale di rivalutazione medio è del +12,5%, con un margine massimo del +21%. Anche in questo caso il P/E è molto contenuto, ma il sentiment degli analisti è più convinto: secondo Soldionline.it, nelle ultime settimane il titolo ha ricevuto prevalentemente giudizi “Buy”, a testimonianza di una fiducia più netta da parte del mercato.
Sul piano della remunerazione degli azionisti, Azimut si distingue nettamente. Per il 2025, la società ha annunciato un dividendo di 1,5 € per azione, che corrisponde a un rendimento lordo del 7,2%. Negli ultimi cinque anni, il dividendo è stato sempre distribuito, con una media sopra il 6%, rendendo il titolo uno dei più interessanti per chi cerca income regolare.
Banca Mediolanum, pur offrendo un rendimento più contenuto, mantiene un profilo stabile e affidabile. Il dividendo 2025 sarà di 0,63 €, per un rendimento del 4,6% ai prezzi attuali. Anche in questo caso, la distribuzione è stata costante negli ultimi cinque anni, con una media attorno al 5%, senza tagli o sospensioni, segnale di una gestione prudente e orientata al lungo periodo.
In termini di performance storica, Mediolanum ha guadagnato il 158% negli ultimi cinque anni, contro il +122% di Azimut, evidenziando una crescita più stabile e meno ciclica. Ma se da una parte il titolo bancario appare più difensivo, Azimut offre uno spread più interessante tra valutazione attuale e potenziale espresso, con un dividendo superiore e una maggiore leva sulle dinamiche del mercato finanziario.
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