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Dollaro sotto pressione, ma l’euro è davvero più forte? Il punto sugli scenari per il 2025

Pubblicato da
Pasquale Antoniacci

Il cambio euro dollaro è tornato al centro dell’attenzione dei mercati: nuove tensioni geopolitiche, inflazione e politica monetaria condizionano ogni previsione. Tra ipotesi di dazi USA e segnali di rallentamento economico, l’incertezza domina. Gli analisti aggiornano le loro stime per il 2025, ma le variabili in gioco restano molte.

Ogni volta che il tasso di cambio EUR/USD si muove, anche solo di pochi decimali, si mettono in moto meccanismi complessi che toccano finanza, esportazioni, investimenti e potere d’acquisto. È un termometro economico globale, ma è anche uno specchio delle politiche monetarie, delle tensioni internazionali e della fiducia degli investitori.

Un grande macigno incombe sul futuro del dollaro – crypto.it

Negli ultimi giorni, il cambio euro dollaro si è mosso intorno a quota 1,08, con brevi incursioni in area 1,082 – 1,078, secondo i dati aggiornati dalla Banca Centrale Europea. Ma a rendere interessante il momento non sono tanto i numeri quanto il contesto. E negli ultimi tre mesi, questo contesto è cambiato. Di molto.

Euro in ripresa, ma il contesto resta fragile

Dall’inizio del 2025, l’euro ha recuperato terreno, guadagnando oltre il 4% rispetto al dollaro. Una tendenza alimentata da diversi fattori: l’aumento dei rendimenti obbligazionari tedeschi, il miglioramento delle prospettive diplomatiche in Ucraina e l’ipotesi che la Fed rallenti il ritmo degli aumenti dei tassi. Ma c’è di più. Le recenti minacce di nuovi dazida parte dell’amministrazione Trump sulle auto europee (25%) hanno spinto gli operatori a vendere dollari in favore di valute considerate più stabili nel breve termine.

L’Euro è in ripresa, ma lo scenario è molto fragile – crypto.it

Tuttavia, questo scenario è tutt’altro che lineare. Il cambio euro dollaro è anche influenzato dai dati macroeconomicisull’inflazione, sulla produzione industriale e sulla fiducia dei consumatori. In questo momento, l’Europa mostra segnali di ripresa, ma ancora fragili. Negli Stati Uniti, invece, i dati sull’indice PCE core – il parametro preferito dalla Fed per misurare l’inflazione – restano sotto i riflettori. Qualsiasi sorpresa al rialzo potrebbe rafforzare nuovamente il dollaro e invertire la tendenza attuale.

Le previsioni aggiornate degli analisti per il 2025

Le previsioni sul cambio euro dollaro per il 2025 riflettono questa incertezza. Secondo Bank of America, il dollaro potrebbe rafforzarsi nei prossimi mesi, con l’EUR/USD visto in area 1,05 entro fine anno. Una visione condivisa da altri analisti legati al settore obbligazionario, convinti che il differenziale dei tassi tra USA ed Eurozona continuerà a giocare a favore del biglietto verde.

Ma ci sono anche opinioni opposte. Secondo Traders Union, l’euro potrebbe salire fino a 1,1298 entro dicembre 2025, trainato da un recupero più marcato dell’economia europea e da una Fed meno aggressiva. A livello tecnico, gli analisti di FX Empire evidenziano una zona di supporto tra 1,072 e 1,075, con possibili rimbalzi nel breve termine se i mercati continueranno a prezzare una fine del ciclo restrittivo statunitense.

In altre parole, il destino del cambio euro dollaro sarà il riflesso diretto delle mosse future di Fed e BCE, delle dinamiche politiche internazionali e di quel mix instabile fatto di aspettative, sorprese e reazioni impulsive dei mercati. Mai come ora, ogni dato conta.

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