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Investimento e Trading

Conviene davvero puntare sui nuovi BTP in asta il 26 marzo? Il confronto che ha fatto Luigi

Pubblicato da
Gerardo Marciano

Luigi ha letto una notizia che gli ha acceso una lampadina: il 26 marzo ci sarà una nuova asta di BTP, e l’idea di investire i suoi risparmi in titoli di Stato gli sembra finalmente concreta. Vuole qualcosa di sicuro, senza sorprese, con un rendimento garantito.

Ma come orientarsi tra cedole lorde, rendimenti netti, conti deposito e tutte quelle singole che sembrano uscite da un altro mondo? Se anche tu ti trovi in ​​una situazione simile, forse è il momento di guardare da vicino quello che Luigi ha scoperto.

Conviene davvero puntare sui nuovi BTP in asta il 26 marzo?-crypto.it

Ha poco più di 40 anni e un piccolo gruzzolo da parte. Luigi non vuole rischiare, ma neanche lasciare i soldi fermi sul conto. Quando legge che il Ministero dell’Economia metterà in asta BTP con scadenza 2027 e cedola del 2,55%, si incuriosisce. Poi capisce che si tratta di una cedola lorda e che, come per tutti i titoli di Stato, ci va sottratta una tassa del 12,5% . Il rendimento netto reale, quindi, è attorno al 2,23%. Ci sarà anche asta per un BTP con scadenza al 2030 indicizzato all’inflazione europea e cedola dell’1,5%

Per farsi un’idea più completa, Luigi confronta i titoli già in circolazione. Il BTP Fx 2,95% Feb27 Eur offre una cedola più alta, ma sul mercato il rendimento netto a scadenza è del 1,98%. C’è anche un’altra possibilità: il BTP Tf 3,50% Mz30 Eur, che ha una cedola lorda del 3,50% e un rendimento netto del 2,49% , ma scade nel 2030 e costa più del valore nominale (102,69). Inoltre, ha una duration modificata più alta (4,44), il che lo rende più sensibile alle variazioni dei tassi di interesse. Insomma, un investimento meno stabile nel breve.

Partecipare all’asta e capire le tutele offerte

Luigi vuole provare a partecipare all’asta dei BTP. Scopre che non è affatto complicato. Per farlo basta avere un conto titoli attivi presso la banca o una piattaforma di trading. La richiesta deve essere inoltrata entro il giorno prima dell’asta, quindi entro il 25 marzo. L’investitore indica solo l’importo che intende acquistare (minimo 1.000 euro, o multipli). Luigi saprà quanto ha pagato il titolo solo dopo che si sarà svolta l’asta, ma non dovrà preoccuparsi di calcoli complicati.

Partecipare all’asta e capire le tutele offerte-crypto.it

Ma oltre al rendimento, Luigi si chiede: “Cosa succede se qualcosa va storto?” La buona notizia è che i BTP sono garantiti dallo Stato italiano: a scadenza, il capitale viene rimborsato per intero, salvo casi estremi di insolvenza del Paese (clausola CACs), che nella storia recente non si sono mai verificati. La garanzia sovrana è considerata tra le più solide forme di tutela per chi cerca investimenti sicuri.

E i conti deposito? Anche in questo caso, Luigi trova una forma di protezione rassicurante: il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Questo fondo garantisce fino a 100.000 euro per ogni depositante e per ciascuna banca, nel caso in cui l’istituto fallisca. Una sicurezza concreta, soprattutto per chi investe somme contenute e vuole dormire sonni tranquilli.

Secodno il sito di comparazione del Sole24ore, il Conto Arancio proponea marzo 2025 un tasso netto del 2,96% senza vincoli. Altre soluzioni, come Mediocredito Centrale MCC One (2,52%) o Banca Adexia (2,41%), richiedono il vincolo per 12 mesi. Il vantaggio? Nessuna asta, nessun prezzo da calcolare, e un rendimento certo e facilmente prevedibile.

Alla fine Luigi è combattuto. Da un lato, i BTP offrono stabilità e la garanzia dello Stato. Dall’altro, i conti deposito garantiscono rendimenti netti, tutele precise e zero complicazioni. Forse la vera differenza non è solo nel tasso, ma nel tipo di tranquillità che si cerca. E tu, quale strada prenderesti?

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