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Categorie: News

Marco pensava di farla franca: poi arriva la circolare che cambia tutto sulle multe degli autovelox

Pubblicato da
Gerardo Marciano

Marco era convinto di avere un asso nella manica per evitare la multa dell’autovelox, ma una nuova circolare del Ministero ha stravolto tutto. Se pensavi di poter fare ricorso, meglio leggere fino in fondo: le regole sono cambiate e il rischio di restare a bocca asciutta è altissimo!

Marco, 42 anni, automobilista attento ma non troppo, ha ricevuto una multa per eccesso di velocità rilevata da un autovelox.

Marco pensava di farla franca: poi arriva la circolare che cambia tutto sulle multe degli autovelox-crypto.it

Convinto di poterla contestare grazie a una recente ordinanza della Cassazione, si è informato e ha preparato il suo ricorso. Del resto, la Suprema Corte aveva stabilito che i dispositivi devono essere non solo “approvati”, ma anche omologati, altrimenti la sanzione non è valida.

Tutto sembrava filare liscio, fino a quando una nuova circolare ministeriale ha cambiato le carte in tavola. Il Ministero degli Interni ha dato indicazioni precise ai prefetti: i ricorsi contro le multe degli autovelox devono essere rigettati. Insomma, anche se la legge e la Cassazione sembravano dare ragione a chi impugna la sanzione, il Governo ha deciso diversamente. Una mossa che ha spiazzato Marco e tutti gli automobilisti nella sua stessa situazione. Ma cosa significa esattamente questa decisione? E quali sono le conseguenze per chi riceve una multa?

La circolare che smentisce la Cassazione: che succede ora?

L’ordinanza della Cassazione n. 10505 del 19 aprile 2024 aveva creato un precedente importante: se un autovelox non è omologato, la multa è nulla. Questa decisione si basava su un principio chiaro: omologazione e approvazione non sono la stessa cosa.

La circolare che smentisce la Cassazione: che succede ora?-crypto.it

L’omologazione implica test approfonditi su un prototipo, mentre l’approvazione è un passaggio più leggero, che non garantisce gli stessi standard. Di conseguenza, gli autovelox “solo approvati” non rispettavano la normativa e le multe potevano essere contestate con successo.

Poi, però, è arrivata la circolare n. 995 del 23 gennaio 2025, in cui il Ministero degli Interni ha deciso di ignorare questa distinzione. Secondo il documento, le due procedure sono sostanzialmente identiche, quindi le multe devono rimanere valide anche se gli autovelox non sono omologati. Ai prefetti viene imposto di rigettare i ricorsi e di impugnare le sentenze favorevoli agli automobilisti. In poche parole: chi contesta la multa dovrà prepararsi a una battaglia legale lunga e costosa.

Fare ricorso conviene ancora? Ecco cosa rischi

Per chi, come Marco, aveva già pronto il ricorso, la situazione si complica. La Cassazione rimane la massima autorità in materia, ma il Ministero ha deciso di seguire un’altra linea. Questo significa che chi impugna una multa davanti al prefetto ha ormai pochissime chance di vincere. L’unico modo per ribaltare la sanzione è rivolgersi al Giudice di Pace e, se necessario, arrivare fino in Cassazione. Ma questo comporta tempi lunghi e spese legali considerevoli.

Cosa fare, quindi? Se hai ricevuto una multa da un autovelox, prima di presentare ricorso, verifica se il dispositivo è omologato o solo approvato. Se mancano i requisiti di omologazione, la strada del Giudice di Pace rimane percorribile, ma richiede determinazione e risorse. In alternativa, molti automobilisti potrebbero scegliere di pagare la multa subito per evitare problemi, anche se la sanzione potrebbe non essere del tutto legittima. Una scelta amara, ma spesso la più conveniente per chi non vuole affrontare anni di battaglie legali.

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