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Economia

A che età si va davvero in pensione? I casi di Ovidio e Orazio (e cosa cambia per te)

Pubblicato da
Gerardo Marciano

In Italia, l’età per andare in pensione varia in base a diversi fattori, tra cui l’anzianità contributiva e la tipologia di lavoro svolto.  

Immagina due amici, Ovidio e Orazio, che hanno percorso strade lavorative diverse e ora si chiedono quando potranno finalmente godersi la pensione.

A che età si va davvero in pensione?-crypto.it

Ovidio ha iniziato a lavorare a 20 anni come impiegato in un ufficio pubblico, mentre Orazio ha intrapreso la carriera di operaio edile all’età di 18 anni. Entrambi hanno accumulato anni di contributi, ma le loro situazioni presentano peculiarità che influenzano l’età pensionabile.

Pensione di vecchiaia: requisiti e considerazioni

In Italia, la pensione di vecchiaia è accessibile a chi ha compiuto 67 anni e ha versato almeno 20 anni di contributi. Questo vale sia per i lavoratori dipendenti che per gli autonomi.

Pensione di vecchiaia: requisiti e considerazioni-crypto.it

Tuttavia, per coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996 (sistema contributivo puro), è necessario che l’importo della pensione sia almeno pari a 1,5 volte l’assegno sociale. In caso contrario, l’età pensionabile si sposta a 71 anni, con un minimo di 5 anni di contributi versati.

Nel caso di Ovidio, che ha iniziato a lavorare a 20 anni e ha una carriera continuativa nel settore pubblico, raggiungerà i 67 anni con oltre 45 anni di contributi. Pertanto, avrà diritto alla pensione di vecchiaia al compimento dei 67 anni, superando ampiamente il requisito minimo contributivo.

Pensione anticipata: opportunità per chi ha iniziato presto

Per chi desidera ritirarsi dal lavoro prima dell’età prevista per la pensione di vecchiaia, esiste la possibilità della pensione anticipata . Attualmente, i requisiti sono:

42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;

41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.

Questi requisiti sono validi indipendentemente dall’età anagrafica. Inoltre, per i cosiddetti “lavoratori precoci”, coloro che hanno accumulato almeno 12 mesi di contributi effettivi prima del 19° anno di età, è possibile accedere alla pensione anticipata con 41 anni di contributi, a patto di rientrare in specifiche categorie tutelate, come disoccupati, caregiver o lavoratori impiegati in mansioni gravose.

Orazio, avendo iniziato a lavorare a 18 anni nel settore edile, rientra nella categoria dei lavoratori precoci. Se ha accumulato 41 anni di contributi e svolge un’attività considerata gravosa, potrebbe avere diritto alla pensione anticipata già all’età di 59 anni. Questo rappresenta un vantaggio significativo per chi ha iniziato a lavorare in giovane età e in settori particolarmente impegnativi.

Opzione Donna e altre misure specifiche

Per le lavoratrici, esiste l’ Opzione Donna, una misura che consente il pensionamento anticipato alle seguenti condizioni:

61 anni di età , ridotti di un anno per ogni figlio, fino a un massimo di due anni;

35 anni di contributi versati.

Questa opzione è riservata a specifiche categorie, tra cui caregiver, donne con invalidità pari o superiore al 74% e lavoratrici licenziate o dipendenti di aziende in crisi. È importante notare che l’assegno pensionistico viene calcolato interamente con il sistema contributivo, il che potrebbe comportare una riduzione dell’importo rispetto al calcolo retributivo.

Oltre a queste, esistono altre misure come l’ APE Sociale , destinata a lavoratori in particolari condizioni di difficoltà, e la Quota 10 , che permette il pensionamento con 62 anni di età e 41 anni di contributi. Tuttavia, queste misure sono spesso soggette a modifiche legislative e hanno requisiti specifici, quindi è consigliabile consultare fonti ufficiali o esperti del settore per informazioni aggiornate.

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