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Criptovalute

La BCE boccia il Bitcoin! Lagarde avverte: troppo rischioso per le riserve europee

Pubblicato da
Pasquale Antoniacci

Christine Lagarde ha dichiarato che il Bitcoin non sarà incluso nelle riserve della Banca Centrale Europea.Secondo la presidente della BCE, la criptovaluta non soddisfa i requisiti di sicurezza e stabilità necessari per un asset di riserva. Questa presa di posizione riflette la diffidenza delle istituzioni europee nei confronti delle criptovalute.

Negli ultimi anni, il Bitcoin ha guadagnato popolarità come asset digitale, portando alcuni governi a considerarlo una riserva di valore alternativa. Tuttavia, la Banca Centrale Europea (BCE) si oppone fermamente a questa prospettiva. Durante una conferenza stampa del 30 gennaio 2025, Christine Lagarde ha ribadito che il Bitcoin non entrerà a far parte delle riserve delle banche centrali dell’Eurosistema. Le motivazioni dietro questa decisione riguardano la volatilità, la mancanza di liquidità e i rischi legati a riciclaggio e criminalità finanziaria.

La BCE boccia il Bitcoin, cosa potrebbe accadere in futuro? – crypto.it

Questa posizione non sorprende, dato che la BCE ha sempre mantenuto un approccio prudente nei confronti delle criptovalute. Mentre alcuni paesi, come El Salvador, hanno adottato il Bitcoin come riserva nazionale, l’Europa continua a favorire asset più tradizionali, come l’oro e le valute fiat consolidate. Ma questa scelta è davvero giustificata? E cosa significa per il futuro delle criptovalute in Europa?

Perché la BCE rifiuta il Bitcoin come riserva?

Secondo Christine Lagarde, il Bitcoin non risponde ai criteri fondamentali richiesti per un asset di riserva. Gli elementi chiave per la BCE sono sicurezza, stabilità e liquidità, e la criptovaluta non offre garanzie in nessuno di questi aspetti. La sua elevata volatilità rende difficile utilizzarlo come riserva stabile, mentre il suo utilizzo in transazioni anonime solleva preoccupazioni per la sicurezza finanziaria.

Un altro fattore che ha influenzato la posizione della BCE è la mancanza di una regolamentazione chiara. La Commissione Europea sta già lavorando su MiCA (Markets in Crypto-Assets), il regolamento che stabilirà nuove regole per il mercato delle criptovalute nell’UE. Tuttavia, Lagarde ha sottolineato che, al momento, il Bitcoin rimane un asset troppo rischioso per essere integrato nel sistema finanziario europeo.

Per il Bitcoin diventa difficile diventare la valuta riserva della BCE – crypto.it

Mentre alcuni economisti ritengono che l’esclusione del Bitcoin sia una scelta prudente, altri la vedono come un’occasione persa. La Germania, ad esempio, ha discusso l’idea di includere criptovalute nelle proprie riserve, mentre negli Stati Uniti il Bitcoin Act of 2024 propone di esplorare l’integrazione di asset digitali nelle riserve federali.

Il futuro del Bitcoin e delle criptovalute in Europa

L’esclusione del Bitcoin dalle riserve della BCE non significa che le criptovalute non avranno un futuro in Europa. Al contrario, la regolamentazione in corso potrebbe favorire una maggiore adozione istituzionale, seppur con limiti ben definiti. Il regolamento MiCA, in arrivo nel 2025, stabilirà nuove norme per le stablecoin e per gli asset digitali, offrendo un quadro più chiaro per gli investitori.

Tuttavia, il rifiuto della BCE dimostra che l’adozione del Bitcoin come asset di riserva è ancora lontana. Gli investitori dovranno fare i conti con un’Unione Europea che continua a favorire strumenti finanziari tradizionali rispetto agli asset digitali.

La posizione della BCE sul Bitcoin segna un ulteriore passo verso una regolamentazione più restrittiva delle criptovalute in Europa. Mentre altre nazioni esplorano l’integrazione degli asset digitali nelle riserve nazionali, l’UE mantiene un atteggiamento cauto. Il futuro delle criptovalute nel continente dipenderà dalle scelte politiche e dall’evoluzione della regolamentazione nei prossimi anni.

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